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Questa discussione ha avuto 32 risposte

#11 XCXC

XCXC

    TpX2MI

  • Ambasadiani MIra
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Inviato 24 June 2011 - 22:55:20


Visualizza messaggioRosa, su 6-Jun-2011 15:04, dice:

Sergio fai qualcosa!!! :o

In Svizzera il conclave dei potenti
L'annuale riunione a porte chiuse del gruppo Bilderberg si terrà dal 9 al 12 a St.Moritz


Si terrà dal 9 al 12 giugno a St.Moritz, in Svizzera, la riunione del gruppo Bilderberg, il conclave che ogni anno, dal 1954, raccoglie l'élite economica, politica e militare occidentale per discutere a porte chiuse, nella massima riservatezza, dei principali problemi globali del momento e delle politiche da promuovere nelle sedi internazionali ufficiali (Ue, Fmi, G8, G20, ecc). Finora non sono filtrate indiscrezioni sui temi dell'incontro, che dovrebbe essere ospitato al Grand Hotel Kempinski (foto a lato) o all'Hotel Suvretta House (foto in basso). Ma, visti gli ordini del giorno dei passati meeting, è facile immaginare che si parlerà di guerra in Libia e di rivoluzione in Siria, di Afghanistan e Pakistan, di crisi economica e prezzo del petrolio e, se non sarà già stata decisa, della successione di Strauss-Kahn alla guida del Fondo monetario internazionale.

I Giovani socialisti grigionesi hanno già presentato alle autorità cantonali la richiesta di tenere una manifestazione anti-Bilderberg l'11 giugno a St. Moritz, all'insegna dello slogan 'L'essere umano prima del mercato - Osare più democrazia". Ma, viste le rigidissime misure di sicurezza solitamente adottate in occasione di questi summit, è difficile che la protesta verrà autorizzata.
A parte questo, l'unica voce critica alzatasi contro il summit globalista è quella di Dominique Baettig, parlamentare della destra nazionalista dell'Udc-Svp (quella delle campagne xenofobe contro i minareti e contro gli immigrati italiani), lo stesso personaggio che a febbraio costrinse Bush ad annullare la sua visita in Svizzera dopo aver chiesto al governo elvetico di arrestare l'ex presidente Usa per crimini di guerra.
Baettig ha scritto una lettera al Dipartimento federale di giustizia e polizia, stigmatizzando anche stavolta il fatto che diversi partecipanti all'incontro - dallo stesso George Bush, al suo ex vice ###### Cheney all'inossidabile Henry Kissinger - sono responsabili di crimini di guerra e contro l'umanità, e denunciando quelli che, a suo dire, sono gli obiettivi dell'élite riunita dal Bilderberg. ''Questo discreto ma influente gruppo promuove un modello sociale ultraliberista con una moneta unica mondiale e l'Fmi come tesoriere'' - scrive Baettig - ''gioca con le paure globalizzate, manipolando i mass media controllati, per imporre terapie d'urto dagli effetti sociali devastanti'' che ''favoriscono l'indebitamento degli Stati nei confronti delle banche''.
''Privatizzano eserciti e polizie, pianificano azioni contro Stati sovrani'' e ''programmano la fine della democrazia, con lo spostamento del potere dagli Stati a istituzioni sovranazionali non elette''.


Se queste innegabili tendenze globali siano o meno frutto di decisioni prese a tavolino durante gli incontri del Bilderberg lo sa solo chi vi prende parte. Da quando questa organizzazione privata, lo scorso anno, ha deciso di uscire dall'ombra con la pubblicazione di un sito web ufficiale si conoscono i nomi dei partecipanti* e gli ordini del giorno, ma non le decisioni prese: quelle rimangono coperte dal massimo riserbo.

* Le personalità italiane che, secondo le liste ufficiali, hanno partecipato agli ultimi incontri del Bilderberg sono Mario Draghi, Romano Prodi, Mario Monti, Paolo Scaroni, Tommaso Padoa-Schioppa, John Elkann, Franco Bernabè, Domenico Siniscalco, Fulvio Conti e Gianfelice Rocca.







BILDERBERG CORRE SUL WEB - LA LISTA INTEGRALE DEI POTENTONI CHE HANNO PARTECIPATO ALL’ULTIMA RIUNIONE SVIZZERA DEL RISERVATISSIMO GRUPPO: GLI ITALIANI SONO BERNABÈ, ELKANN, MARIO MONTI, SCARONI E TREMONTI - DIRETTAMENTE DALLA CINA IL VICE MINISTRO DEGLI ESTERI FU YING, E A RECITARE IL DE PROFUNDIS PER LA GRECIA IL MINISTRO DELLE FINANZE (POI TROMBATO) PAPACONSTANTINOU - LA DELEGAZIONE PIÙ NUTRITA RESTA QUELLA AMERICANA...

Tratto da http://www.infowars....l-attendee-list




BELGIUM
Coene, Luc, Governor, National Bank of Belgium
Davignon, Etienne, Minister of State and chairman of the board of directors, Brussels Airlines
Leysen, Thomas, Chairman, Umicore




Immagine inviata
club bilderberg 001

CHINA
Fu, Ying, Vice Minister of Foreign Affairs
Huang, Yiping, Professor of Economics, China Center for Economic Research, Peking University

DENMARK
Eldrup, Anders, CEO, DONG Energy
Federspiel, Ulrik, Vice President, Global Affairs, Haldor Topsøe A/S
Schütze, Peter, Member of the Executive Management, Nordea Bank AB

GERMANY
Ackermann, Josef, Chairman of the Management Board and the Group Executive Committee, Deutsche Bank
Enders, Thomas, CEO, Airbus SAS
Löscher, Peter, President and CEO, Siemens AG

Nass, Matthias, Chief International Correspondent, Die Zeit
Steinbrück, Peer, Member of the Bundestag; Former Minister of Finance




Immagine inviata
FRANCO BERNABE

FINLAND
Apunen, Matti, Director, Finnish Business and Policy Forum EVA
Johansson, Ole, Chairman, Confederation of the Finnish Industries EK
Ollila, Jorma, Chairman, Royal Dutch Shell
Pentikäinen, Mikael, Publisher and Senior Editor-in-Chief, Helsingin Sanomat

FRANCE
Baverez, Nicolas, Partner, Gibson, Dunn & Crutcher LLP
Bazire, Nicolas, Managing Director, Groupe Arnault /LVMH
Castries, Henri de, Chairman and CEO, AXA
Lévy, Maurice, Chairman and CEO, Publicis Groupe S.A.
Montbrial, Thierry de, President, French Institute for International Relations
Roy, Olivier, Professor of Social and Political Theory, European University Institute

GREAT BRITAIN
Agius, Marcus, Chairman, Barclays PLC
Flint, Douglas J., Group Chairman, HSBC Holdings
Kerr, John, Member, House of Lords; Deputy Chairman, Royal Dutch Shell
Lambert, Richard, Independent Non-Executive Director, Ernst & Young
Mandelson, Peter, Member, House of Lords; Chairman, Global Counsel
Micklethwait, John, Editor-in-Chief, The Economist
Osborne, George, Chancellor of the Exchequer
Stewart, Rory, Member of Parliament
Taylor, J. Martin, Chairman, Syngenta International AG




Immagine inviata
John Elkann

GREECE
David, George A., Chairman, Coca-Cola H.B.C. S.A.
Hardouvelis, Gikas A., Chief Economist and Head of Research, Eurobank EFG
Papaconstantinou, George, Minister of Finance
Tsoukalis, Loukas, President, ELIAMEP Grisons

INTERNATIONAL ORGANIZATIONS
Almunia, Joaquín, Vice President, European Commission
Daele, Frans van, Chief of Staff to the President of the European Council
Kroes, Neelie, Vice President, European Commission; Commissioner for Digital Agenda
Lamy, Pascal, Director General, World Trade Organization

Rompuy, Herman van, President, European Council
Sheeran, Josette, Executive Director, United Nations World Food Programme
Solana Madariaga, Javier, President, ESADEgeo Center for Global Economy and Geopolitics
Trichet, Jean-Claude, President, European Central Bank
Zoellick, Robert B., President, The World Bank Group

IRELAND
Gallagher, Paul, Senior Counsel; Former Attorney General
McDowell, Michael, Senior Counsel, Law Library; Former Deputy Prime Minister
Sutherland, Peter D., Chairman, Goldman Sachs International

ITALY
Bernabè, Franco, CEO, Telecom Italia SpA
Elkann, John, Chairman, Fiat S.p.A.
Monti, Mario, President, Università Commerciale Luigi Bocconi
Scaroni, Paolo, CEO, Eni S.p.A.
Tremonti, Giulio, Minister of Economy and Finance




Immagine inviata
PAOLO SCARONI

CANADA
Carney, Mark J., Governor, Bank of Canada
Clark, Edmund, President and CEO, TD Bank Financial Group
McKenna, Frank, Deputy Chair, TD Bank Financial Group
Orbinksi, James, Professor of Medicine and Political Science, University of Toronto
Prichard, J. Robert S., Chair, Torys LLP
Reisman, Heather, Chair and CEO, Indigo Books & Music Inc. Center, Brookings Institution

NETHERLANDS
Bolland, Marc J., Chief Executive, Marks and Spencer Group plc
Chavannes, Marc E., Political Columnist, NRC Handelsblad; Professor of Journalism
Halberstadt, Victor, Professor of Economics, Leiden University; Former Honorary Secretary General of Bilderberg Meetings
H.M. the Queen of the Netherlands
Rosenthal, Uri, Minister of Foreign Affairs
Winter, Jaap W., Partner, De Brauw Blackstone Westbroek




Immagine inviata
MARIO MONTI

NORWAY
Myklebust, Egil, Former Chairman of the Board of Directors SAS, sk Hydro ASA
H.R.H. Crown Prince Haakon of Norway
Ottersen, Ole Petter, Rector, University of Oslo
Solberg, Erna, Leader of the Conservative Party

AUSTRIA
Bronner, Oscar, CEO and Publisher, Standard Medien AG
Faymann, Werner, Federal Chancellor
Rothensteiner, Walter, Chairman of the Board, Raiffeisen Zentralbank Österreich AG
Scholten, Rudolf, Member of the Board of Executive Directors, Oesterreichische Kontrollbank AG

PORTUGAL
Balsemão, Francisco Pinto, Chairman and CEO, IMPRESA, S.G.P.S.; Former Prime Minister
Ferreira Alves, Clara, CEO, Claref LDA; writer
Nogueira Leite, António, Member of the Board, José de Mello Investimentos, SGPS, SA

SWEDEN
Mordashov, Alexey A., CEO, Severstal
Schweden
Bildt, Carl, Minister of Foreign Affairs
Björling, Ewa, Minister for Trade
Wallenberg, Jacob, Chairman, Investor AB




Immagine inviata
GIULIO TREMONTI

SWITZERLAND
Brabeck-Letmathe, Peter, Chairman, Nestlé S.A.
Groth, Hans, Senior Director, Healthcare Policy & Market Access, Oncology Business Unit, Pfizer Europe
Janom Steiner, Barbara, Head of the Department of Justice, Security and Health, Canton
Kudelski, André, Chairman and CEO, Kudelski Group SA
Leuthard, Doris, Federal Councillor

Schmid, Martin, President, Government of the Canton Grisons
Schweiger, Rolf, Ständerat
Soiron, Rolf, Chairman of the Board, Holcim Ltd., Lonza Ltd.
Vasella, Daniel L., Chairman, Novartis AG
Witmer, Jürg, Chairman, Givaudan SA and Clariant AG

SPAIN
Cebrián, Juan Luis, CEO, PRISA
Cospedal, María Dolores de, Secretary General, Partido Popular
León Gross, Bernardino, Secretary General of the Spanish Presidency
Nin Génova, Juan María, President and CEO, La Caixa
H.M. Queen Sofia of Spain




Immagine inviata
Jeff Bezos di Amazon

TURKEY
Ciliv, Süreyya, CEO, Turkcell Iletisim Hizmetleri A.S.
Gülek Domac, Tayyibe, Former Minister of State
Koç, Mustafa V., Chairman, Koç Holding A.S.
Pekin, Sefika, Founding Partner, Pekin & Bayar Law Firm




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henry kissinger 01 lap

USA
Alexander, Keith B., Commander, USCYBERCOM; Director, National Security Agency
Altman, Roger C., Chairman, Evercore Partners Inc.
Bezos, Jeff, Founder and CEO, Amazon.com
Collins, Timothy C., CEO, Ripplewood Holdings, LLC
Feldstein, Martin S., George F. Baker Professor of Economics, Harvard University
Hoffman, Reid, Co-founder and Executive Chairman, LinkedIn
Hughes, Chris R., Co-founder, Facebook
Jacobs, Kenneth M., Chairman & CEO, Lazard




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trichet

Johnson, James A., Vice Chairman, Perseus, LLC
Jordan, Jr., Vernon E., Senior Managing Director, Lazard Frères & Co. LLC
Keane, John M., Senior Partner, SCP Partners; General, US Army, Retired
Kissinger, Henry A., Chairman, Kissinger Associates, Inc.
Kleinfeld, Klaus, Chairman and CEO, Alcoa
Kravis, Henry R., Co-Chairman and co-CEO, Kohlberg Kravis, Roberts & Co.
Kravis, Marie-Josée, Senior Fellow, Hudson Institute, Inc.
Li, Cheng, Senior Fellow and Director of Research, John L. Thornton China Center, Brookings Institution

Mundie, Craig J., Chief Research and Strategy Officer, Microsoft Corporation
Orszag, Peter R., Vice Chairman, Citigroup Global Markets, Inc.
Perle, Richard N., Resident Fellow, American Enterprise Institute for Public Policy Research
Rockefeller, David, Former Chairman, Chase Manhattan Bank
Rose, Charlie, Executive Editor and Anchor, Charlie Rose
Rubin, Robert E., Co-Chairman, Council on Foreign Relations; Former Secretary of the Treasury




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ERIC SCHMIDT

Schmidt, Eric, Executive Chairman, Google Inc.
Steinberg, James B., Deputy Secretary of State
Thiel, Peter A., President, Clarium Capital Management, LLC
Varney, Christine A., Assistant Attorney General for Antitrust
Vaupel, James W., Founding Director, Max Planck Institute for Demographic Research
Warsh, Kevin, Former Governor, Federal Reserve Board
Wolfensohn, James D., Chairman, Wolfensohn & Company, LLC


#12 Rosa

Rosa

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Inviato 04 September 2011 - 15:59:40


L’ONU parla di una moneta unica mondiale

Si         confermano i sospetti dei teorici della “cospirazione”: l’ONU sta         dando impulso alla “richiesta” da parte dei paesi emergenti         all’instaurazione di una moneta unica globale, primo passo per         stabilire un governo mondiale. Il collasso apparentemente orchestrato         dell’economia statunitense permette ai paesi emergenti di mettere in         discussione la funzione del dollaro come moneta di riferimento e le         Nazioni Unite si preparano per lanciare il loro piano.         Buenos         Aires (Urgente 24). Dall’inizio della crisi nel 2009, differenti         teorici avevano parlato della possibilità che la situazione di crisi         economica  era stata cercata deliberatamente per ristrutturare         completamente il sistema finanziario mondiale ed imporre una moneta         unica a livello globale e che fosse il primo passo verso una governance         a livello planetario.                  
        
La mancanza d’azione da parte della giustizia negli USA per quanto         riguarda i responsabili della crisi economica, anche quando la         colpevolezza è evidente e le susseguenti azioni (riscatti governativi         alle banche, proposte di legislazione globale, ecc) sono sfociati         finalmente nella questione del dollaro come moneta di riferimento per i         mercati.                  
        
In         questo modo, il reclamo di una moneta unica per tutto il pianeta         acquista una forma più definita e conferma i sospetti prima menzionati.         Prima è stata la Russia, poi la Cina e più tardi i paesi emergenti a         reclamare la moneta globale.                  

         Questo         rapporto presentato dal sito spagnolo Libertad Digital.                  

         Dallo         scoppio della crisi di credito a metà del 2007 la tensione intorno al         ruolo che gioca il dollaro nell’architettura monetaria è         stata questionata da alcune delle principali potenze del mondo,         principalmente dalla Cina e Russia.                  
         Questo trascendentale dibattito per l’economia mondiale si stava         negoziando in privato tra i governi e le principali banche centrali. Si         tratta della riforma dell’attuale sistema monetario internazionale         vigente dalla soppressione degli accordi di Bretton Woods da parte del         governo degli USA . Da allora, il dollaro si è mantenuto come la moneta         di riserva per eccellenza, senza alcun tipo di copertura reale dopo aver         rotto i suoi ultimi rapporti con il patrone oro.                  


         L’ONU         propone adesso di riformare il sistema monetario vigente, la cui         egemonia è ostentata dal dollaro. Così, in un dossier presentato         durante la Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e Sviluppo (UNCTAD),         l’organismo multilaterale per eccellenza riconosce che il sistema         monetario non funziona correttamente e, di fatto, è stato il grande         “responsabile” dell’attuale crisi finanziaria.

         Per         questo, l’ONU afferma che il ruolo del dollaro come moneta di riserva         mondiale deve essere riconsiderato, come lo esigono la Russia, la Cina e         le principali economie emergenti del pianeta. In questo modo,         l’istituzione è a favore della creazione di una nuova Bretton Woods,         che dovrebbe essere negoziata tra i principali governi, per stabilire un         nuovo sistema monetario che sostituisca quello attuale.                  

         “Sostituire         il dollaro con una moneta artificiale potrebbe risolvere alcuni dei         problemi riguardanti i grandi deficit sui C/C (questo significa:         mancanza di risparmi) che alcuni paesi presentano e aiuterebbe la         stabilità”, segnala Detlef Kotte, uno degli autori del dossier. Ma, “si ha anche         bisogno di un nuovo sistema di scambi. I paesi devono mantenere qualche         tipo di scambio (monetario) reale(aggiustato all’inflazione) e         stabile”.                  

         Il ruolo del FMI                  
        
Per         questo, secondo Kotte, deve mantenersi l’intervento monetario che le         banche centrali applicano, anche se questo lascia  la porta aperta         a che sia qualche istituzione multilaterale l’incaricata di mantenere         la stabilità dei tipi di cambi, riferendosi al FMI. In questo modo,         l’organismo non solo abroga per sostituire il dollaro come moneta di         riserva mondiale ma anche di creare una specie di banca centrale a         livello mondiale che, in questo caso, sarebbe il FMI”.
         Nel comunicato stampa pervenuto, l’UNCTAD (appartenente all’ONU)         segnala che la regolamentazione e supervisione più effettiva del         mercato finanziario è “indispensabile” per “prevenire che si         ripeta una crisi finanziaria ed economica mondiale come quella         attuale”.                  


         Ma,         non è solo necessario controllare la supervisione finanziaria         internazionale,è anche “ugualmente importante una riforma del         sistema monetario per ridurre il margine dei benefici nella speculazione         monetaria ed evitare, così, gli squilibri commerciali di gran misura”.         Con  questa dichiarazione,l’organismo si riferisce all’eccesso         di risparmio da parte delle economie asiatiche (principalmente la Cina)         negli ultimi anni e il grandissimo indebitamento (bisogno di         finanziamenti esterni) di altre potenze come è il caso degli Stati         Uniti. Cioè, gli squilibri commerciali a livello mondiale ( abbondanti         deficit tramite conti correnti) che l’attuale sistema monetario ha         fornito, secondo quanto sostengono importanti economisti.                  

         I diritti speciali di prelievo.                  
        
L’attuale         sistema “dipende della politica monetaria che applica la banca         centrale che emette la moneta di riserva mondiale” per eccellenza (il         dollaro) in riferimento alla FED. Alcune decisioni che, secondo il         dossier, si prendono, d’accordo ai bisogni politici e economici         statunitensi, in chiave nazionale, “senza tener conto dei bisogni del         sistema di pagamenti internazionale e dell’economia mondiale” nel         suo insieme.                  
         Ma, secondo lo studio, neanche un corretto maneggio dei flussi del         capitale tra i paesi ne l’imposizione di una nuova moneta di riserva         mondiale (sostitutiva del dollaro) risolverà i problemi che colpiscono         le economie emergenti: “il problema del tipo di cambio”, aggiunge lo         studio, è che “non è possibile che un paese possa assorbire gli         shock esterni in modo efficiente attraverso l’adozione, sia totalmente         flessibile o rigida, dei tipi di cambi”, secondo gli economisti         dell’UNCTAD.                  
         Per questo, l’organismo suggerisce che dovrebbe stabilirsi un sistema         di tipi di cambi in base ad un “modello stabile”, che sarà         controllato e determinato in modo multilaterale.                  


         L’UNCTAD         sostiene che un nuovo sistema monetario basato su principi e norme         convenuti in forma multilaterale è necessario per la stabilità         dell’economia mondiale così come alcune “condizione equitative per         il commercio internazionale”. Essenzialmente l’organismo punta al         bisogno di sostituire il dollaro con una nuova moneta basata in un         paniere di divise che il FMI controllerebbe. (i denominati diritti         speciali di prelievo).                  
         In questo modo “si ridurrebbe la necessità di mantenere riserve         internazionali” per difendere i tipi di cambi (il valore di una moneta         nazionale) e “potrebbe combinarsi con un ruolo più forte dei diritti         speciali di prelievo se si assegnano in funzione del bisogno di liquidità         che un determinato paese presenta” con lo scopo di “stabilizzare          il suo tasso di cambio reale ad un livello accordato in modo         multilaterale”.                  


         La         posizione della Cina e della Russia.                  
        
Il governatore della Banca Popolare cinese, Zhou Xiaochuan, a marzo         propose di creare una divisa di riserva multinazionale come parte della         riforma nel sistema monetario internazionale, aggiungendosi così alla         petizione russa.                  


         Xiaochuan         ha ipotizzato di  “creare una divisa di riserva internazionale         che non sia vincolata alle nazioni individuali e possa rimanere a lungo         termine stabile”. Inoltre, ha detto che i diritti speciali di prelievo         (SDR, sigla in inglese 1) del FMI hanno il potenziale per agire come una         divisa di riserva sopranazionale. Cioè, l’obiettivo sarebbe quello di         creare una super divisa che sostituisca il dollaro, il cui valore         determina quello delle altre valute.                  
         A luglio del 2009 tale proposta è diventata ufficiale. La Cina ha         avvertito nella riunione al G-8 e il G-5 del bisogno di riformare il         sistema monetario internazionale per una “maggiore diversificazione         della moneta di riferimento”dal dollaro statunitense. Il gigante         asiatico non era mai stato tanto esplicito. Adesso, l’ONU raccoglie il         guanto lanciato dalla Cina, Russia e le potenze emergenti.


         Curiosamente         il presidente russo Dimitri Medvedev, ha mostrato la “nuova moneta         mondiale” sul bavero della sua giacca durante la riunione di queste         grandi potenze. Gli USA non si sono pronunciati ufficialmente su questo         argomento fino ad ora.                  
         Ma, il segretario del Tesoro degli USA, Tim Geither, a marzo ammise che         gli USA erano “molto aperti” a studiare la proposta monetaria         elaborata dalla Cina e la Russia di creare una nuova divisa di         riferimento internazionale. Anche se dopo ratificò quanto detto di         fronte al panico che questa dichiarazione creò nel mercato delle divise         (il crollo del dollaro)

http://www.disinform...ca_mondiale.htm




Connettere internet cuore e cervello prima di scrivere!! (Franangy)

#13 sergio3

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Inviato 04 September 2011 - 17:19:43


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#14 Rosa

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Inviato 18 November 2011 - 23:37:16


Uscire         dall'euro e riprendesi la sovranità monetaria

Non         ci sono altre vie d’uscita alla situazione: uscire dall’euro e         riprendersi la sovranità monetaria. Il quadro è ormai chiarissimo agli         occhi di tutti: lo scopo dell’alta finanza e dei banchieri che guidano         il mondo è quello di averlo totalmente nelle loro mani distruggendo gli         Stati nazionali e ogni differenza politica ed economica.                          

         La         prima a dover essere distrutta è l’Europa; le fasi che stiamo vivendo         ne sono la più chiara testimonianza. Siamo pilotati spietatamente dalla         Banca centrale europea verso la nostra fine, sotto le vesti del         fallimento finanziario. A poco a poco i banchieri prendono il posto dei         politici e la democrazia viene messa a tacere, come è successo in         Grecia dove invece del referendum annunciato è stato nominato primo         ministro un ex vicepresidente della Bce. In Italia, dopo averla spinta         nel baratro del debito con gli attacchi ai nostri titoli, è stato         inviato dal nido della Bce, dove è stato arroccato per oltre         vent’anni, il signor Mario Monti con l’incarico di liquidare         qualsiasi volontà di governo democratico e gli ultimi beni che         l’Italia possiede.                           

         Dobbiamo         chiedere, dunque, nuove elezioni e presentarci in un partito che unisca,         al di fuori di ogni ideologia politica, tutti coloro che vogliono         raggiungere questo solo scopo:                          

         uscire         dall’euro, denunciando come illegittima, e quindi invalida, la         rinuncia alla sovranità monetaria da parte di uno Stato sovrano;         ricominciare a battere la moneta “Lira” e riservare l’acquisto dei         titoli di Stato esclusivamente ai cittadini italiani.                          

         Tutti         i soci degli Italiani Liberi, tutti i loro amici e chiunque condivida         questa proposta può mandare la propria firma, una e-mail col proprio         nome, o il proprio pensiero all'indirizzo degli Italiani Liberi.




http://www.disinform...uscire_euro.htm



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#15 sergio3

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Inviato 19 November 2011 - 18:19:51


La risposta del Prof. Monti





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#16 sergio3

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Inviato 21 November 2011 - 09:01:16


Non resta che tornare alla cara vecchia lira

Ecco perché è arrivato il momento di riconsiderare la nostra adesione all’euro e al ripristino della nostra sovranità monetaria
di Magdi Cristiano Allam - 21 novembre 2011, 08:30

Se è corretto che l’avvento del governo Monti in Italia e del governo Papademos in Grecia corrisponde a un colpo di stato finanziario imposto dalla Banca Centrale Europea (Bce), dal Fondo Monetario Internazionale (Fmi) e dalla Commissione Europea sottomessa al direttorio di Francia e Germania che sono i principali Paesi creditori dell’Italia e della Grecia; se è corretto che l’economia italiana è fondamentalmente sana e che l’Italia, al pari del resto del mondo, sta pagando le conseguenze del crimine perpetrato dai poteri finanziari forti che hanno immesso sul mercato un ammontare di prodotti derivati pari a 700.000 miliardi di dollari, denaro virtuale che non ha riscontro con i beni prodotti, contro un Pil mondiale di 60.000 miliardi di dollari che corrisponde al valore della ricchezza reale dell’insieme degli Stati del mondo; se è corretto che nel 2000, prima dell’adesione all’euro, gli italiani stavano meglio di quanto non stiano oggi mettendo a confronto i dati concernenti il reddito pro-capite a prezzi costanti, l’occupazione reale, le esportazioni delle nostre imprese e la bilancia dei pagamenti; se tutto ciò è corretto allora è arrivato il momento di valutare seriamente e prendere successivamente e rapidamente la decisione di riscattare la nostra sovranità monetaria, che significa tornare a battere moneta in Italia uscendo dall’euro, come presupposto inevitabile per salvaguardare la nostra sovranità nazionale, affinché non ci si ritrovi sempre più succubi di un’Europa centralistica e autoritaria egemonizzata dalla Germania e sempre più in balia dei poteri finanziari forti che ci schiavizzeranno riducendoci, al pari dei cinesi capital-comunisti, in semplici produttori di materialità per far crescere illimitatamente il Pil, la cui ricompensa corrisponderà alla possibilità di consumare il più possibile, scardinando la nostra civiltà laica e liberale dalle radici giudaico-cristiane svuotandola di qualsiasi presenza di spiritualità, valori non negoziabili, identità comunitaria e nazionale, certezza delle regole e democrazia sostanziale.

Nel suo discorso alla Camera prima di ottenere un consenso plebiscitario, Monti ha sdegnosamente rifiutato qualsiasi allusione alla sua appartenenza ai poteri finanziari forti, considerandola offensiva, ha escluso qualsiasi conflitto d’interessi. Sulla dinamica che ha portato all’avvento del governo Monti abbiamo già ampiamente trattato sul Giornale e ribadisco la mia condanna assoluta perché si tratta di una flagrante violazione della nostra democrazia sostanziale. Monti ci dica soltanto se è vero o meno che è stato consigliere della Goldman Sachs, la più importante banca d’affari al mondo, presidente europeo della Commissione Trilaterale e socio del Gruppo Bilderberg, che annoverano al loro interno i più potenti finanzieri, imprenditori e politici del mondo.

Sulla prospettiva della crescente sottomissione dell’Italia ad un’Europa egemonizzata dal direttorio franco-tedesco, consideriamo che del nostro debito estero, pari a 1.040 miliardi di euro, la Francia detiene 378 miliardi di euro (36%) mentre la Germania detiene 140 miliardi di euro (13%). Così come per la Grecia che ha un debito estero di 175 miliardi di euro, la Francia detiene 55 miliardi di euro (31%) mentre la Germania detiene 33 miliardi di euro (19%). I colpi di stato finanziari messi a segno prima in Grecia e poi in Italia corrispondono alle decisioni assunte da Sarkozy e dalla Merkel, d’intesa con i centri finanziari internazionali, per garantire i loro interessi nazionali. Se vogliamo avere un riscontro circa l’atteggiamento aggressivo, al limite dell’intimidatorio, dei due leader citiamo quanto hanno detto recentemente la Merkel: «Se cade l’euro cade l’Europa», e Sarkozy: «Lasciare distruggere l’euro è prendersi il rischio di distruggere l’Europa. Coloro che vogliono distruggere l’euro si assumeranno la responsabilità di riaccendere i conflitti nel nostro continente».

Noi singoli cittadini italiani prendiamo atto che il nostro tenore di vita è decisamente peggiorato dopo l’addio alla lira. Dobbiamo prendere atto che l’euro è l’unica moneta al mondo che impedisce agli Stati che lo adottano di poter ottenere il prestito dalle rispettive banche nazionali e sono costretti ad offrire i loro titoli sul mercato, esponendosi al rischio di intercettare i prodotti derivati, il cancro della finanzia internazionale.


La speculazione sui titoli azionari e sullo spread finisce per far cadere i governi nazionali. Al contrario gli inglesi, i danesi e gli svedesi, che non aderiscono all’euro, se ne fregano dello spread, quando hanno bisogno di soldi vanno dalle rispettive banche centrali e si fanno stampare moneta.

Ecco perché è arrivato il momento di riconsiderare la nostra adesione all’euro e al ripristino della nostra sovranità monetaria, anche attraverso la rinazionalizzazione della Banca d’Italia e attribuendo direttamente al Tesoro l’emissione della moneta così come è avvenuto in passato. È ora che decidiamo se vogliamo diventare schiavi di questa Europa dell’euro, autocratica, materialistica, consumistica e relativista, o se scegliamo di affrancarci finanziariamente, riscattare la nostra sovranità nazionale e rinascere come civiltà con un’anima che mette al centro la persona non la moneta, persegue il bene comune non il profitto costi quel che costi.



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#17 Ambasada.it

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Inviato 21 November 2011 - 09:39:35


Mamma mia! Ma questo e' proprio stupido! E' meglio che scriva d'altro!

La colpa nn e' dell'euro ma delle politiche economiche! Con una moneta forte ci vogliono politici forti e capaci! Noi purtroppo siamo rappresentati da IGNORANTI!

Gli errori principali sono stati, secondo me:

1) adesione al WTO ad occhi chiusi

2) mancanza di un sistema di certificazione serio e ristrettivo sulle merci importate

3) miope visione dei detentori di azioni di piccole banche, che hanno venduto a grandi banche

4) permettere (quando prima era proibito) a banche ed assicurazioni di raccogliere i risparmi senza obblighi di investimenti, per es immobili ecc.

5) impunita' dei banchieri per gestioni criminali come i bond argentini e parmalat ecc

6) legislazioni tutte a favore della finanza e non del sistema produttivo! Questo significa che spesso una banca ha piu' interessi a far fallire un'azienda! Essendo protetta dai debiti privilegiati

7) il grande errore di permettere alle banche di entrare (anche questo era proibito) nei capitali delle aziende ! CRAVATTARI

8) la politica si e' venduta alle banche perché la maggior parte dei politici son morti di fame, gasati dalla inaspettata e immeritata qualita' della vita

E fin qui si e' parlato solo di banche!

Poi... per stare dietro all'euro ci vuole tutto un sistema funzionante!

L'euro e' sinonimo di efficenza e meritocrazia! Ed e' ciò che deve perseguire un Paese!

SOLO COSÌ SI ELIMINANO LE CASTE E SI DIVENTA UN PAESE DEMOCRATICO!

Non a caso l'euro ha portato danni ai soli Paesi fondati su parassitismo e menzogne! Tipiche tradizioni del sud del mondo (inteso come emisfero boreale)

E poi... come si fa a dire che se un Paese ha bisogno di soldi stampa moneta? Solo un idiota può pensare a questo! Oggi stampi, domani aumenta l'inflazioe, sul mercato viene venduta e perde valore! No dico! Anche un bambino nn direbbe queste sciocchezze!

Si deve invece eliminare la Banca d'Italia che e' privata ma mantenuta dallo Stato! Un altro privilegio alle banche italiane!

Si abbia il coraggio di FARE LEGGI FORTI CONTRO LE BANCHE! CHE GESTISCONO I NOSTRI SOLDI!

SI DEVONO OBBLIGARE AD INVESTIRE SUL TERRITORIO DI RACCOLTA

E NON IN CINA O IN ALTRI PAESI FACILMENTE SFRUTTABILI

E TUTTO CIÒ  secondo voi questo governo lo fara' ? Ahahahah!

Ma nemmeno Berlusconi eh!

La Lega invece... abbiamo visto tutti quanto e' stata capace di gestire una banca!

Dobbiamo rassegnarci! Siamo un popolo di inetti! L'ideale x religiosi, banchieri e politici!



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#18 sergio3

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Inviato 21 November 2011 - 11:37:43


Ho solo riportato un articolo de "Il Giornale"--io sono favorevole all'euro, proprio perchè siamo dipendenti dall'estera per l'acquisto delle materie prime-- per essere concorrenziali, basta ridurre il potere dei Sindacati-
Stampare carta ??? io ritornerei alla parità con l'oro--(ma attenzione l'oro italiano copre a malapena il 3 % del debito attuale)  e poi noi non siamo gli stati uniti !!!



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#19 Ambasada.it

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Inviato 21 November 2011 - 11:50:06


Visualizza messaggiosergio3, su 21-Nov-2011 11:37, dice:

Ho solo riportato un articolo de "Il Giornale"

Ma infatti io ho risposto a Magdi...

In quanto alla parità con l'oro sai benissimo che la ricchezza e affidabilità di un Paese dipende da altro! Puoi avere una montagna d'oro ma poi che fai? Io invece abolirei il mercato e le trattative tranne per l'uso industriale.



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Inviato 15 September 2012 - 14:24:55


I moderni   Frescobaldi...

Ci stiamo   dirigendo verso il governo unico mondiale: un pianeta globalizzato   diviso in pochi padroni e miliardi di schiavi.
E' un progetto che nasce a Venezia nel XIV secolo ed ha il suo perno   nella famiglia Frescobaldi.
Quasi tutte le grandi monarchie mondiali traggono origine dai   Frescobaldi e lo stesso si può dire delle altre grandi e ricche famiglie   che dominano da secoli il mondo.
Il progetto è "disumano" come ebbe a dire Dante Alighieri, e prevede la   "messa in schiavitù" dell'intera umanità... ma grazie a uomini di   immensa statura morale e culturale (Dante, Petrarca, Boccaccio, Chaucer,   Rabelais, Cervantes...) trova una grande opposizione popolare e, nel   1509, tutta l'Europa si allea contro Venezia nella "Lega di Cambrai".
Subito dopo fu scontro armato nella battaglia di Agnadello, in cui i   mercenari veneziani furono annientati.

Da lì in poi i   Frescobaldi capiscono che Venezia non è più il luogo ideale per   "coltivare quel progetto" e si trasferiscono in Britannia, a Londra, da   dove cominciano a tessere le loro ragnatele di potere che, il 29 Maggio   1954 portano alla nascita del Bilderberg Group: un'elite mondiale   che annovera tra le sue fila gli uomini e le donne più potenti del   pianeta.

Perché un unico   governo mondiale?
Perché   rende più facile il controllo di miliardi di "schiavi"... certamente   molto più facile dell'avere centinaia di governi nazionali ognuno con la   sua cultura e la sua storia...
Se vuoi condurre le mandrie al macello, devi prima metterle tutte in   fila dietro al cane che le conduce verso quell'unica meta...
Se vuoi   instaurare il pensiero unico, devi prima distruggere la storia e   la cultura di ognuno.

Ma che ci   guadagnano a dominare il mondo... non hanno già abbastanza soldi?
Questo,   vedete picciotte e picciotti, è uno dei risultati già ottenuti dai   "manipolatori del pensiero": vi hanno convinto che l'obiettivo di   qualsiasi progetto umano sia solo l'arricchimento... il denaro... e,   quindi, voi vi ponete sempre la domanda sbagliata.
Giovinotti, potete essere gli uomini più ricchi dell'Universo, ma se non   controllate le menti dei vostri sudditi, sarete sempre   esposti alle loro reazioni e potreste perdere tutto da un momento   all'altro...

Continua qui:
http://www.disinform...frescobaldi.htm



Connettere internet cuore e cervello prima di scrivere!! (Franangy)




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