XCXC, su 30-Apr-2008 19:30, dice:
A CASA TUTTI AD OGNI LEGISLATURA...
IO, PRIMO MINISTRO NOMINO CHI VOGLIO...
QUESTO SI DEVE FARE !!

Comunque nel mio post parlavo del concorso per l'accesso alla carriera diplomatica e benché di impicci ne leggiamo tutti i giorni sui giornali, quindi non mi stupirei di leggerne di ulteriori ove che sia, posso dirti che quelli formali e nel concorso alla carriera diplomatica sono tanti, sono molto difficili da scavalcare, il "raccomandato" può essere aiutato nel colloquio orale, nella valutazione dei titoli supplementari come le "pubblicazioni", ma il 110, gli attestati linguistici, il master di preparazione alla carriera diplomatica, etc etc, se non li ha c'è poco da fare.
Per quando riguarda invece l'assegnazione delle sedi, il MAE come del resto avviene anche nelle multinazionali e nelle grandi aziende italiane sono certo che non è esente da varie cordate che nel caso specifico trattandosi di ente statale rispondono a specifici interessi, politici e non, personalmente non mi scandalizzo più di tanto che sia così, con circa 20 anni di esperienza di direzione aziendale in multinazionali americane e italiane, posso affermare che nella grande industria non è differente, le capacità personali sono importanti fino ad un certo punto, ma per occupare le posizioni apicali (ma neanche troppo apicali), se non hai buoni rapporti con "chi raccomanda" difficilmente sarai preso in considerazione, certo nel privato "il demente" è raro che venga messo in posizioni dove può nuocere, forse nel pubblico questo può essere meno vero, ma non esistono solo posizioni così nette (demente – genio) e la valutazione di requisiti non proprio formali viene sempre fatta. Comunque quando scelgo i miei diretti riporti io stesso oltre alle capacità personali necessarie allo svolgimento della specifica attività, considero altri parametri "umani", sarei matto a dare una posizione di potere ad una persona magari competente, ma che il minuto dopo mi si può rivoltare contro e mettersi a remare nella direzione di opposta a quello che desidero perseguire, vivere in una grande azienda è un gioco complesso da portare avanti fatto anche di amicizie e "amicizie momentanee".