Vai al contenuto

  • Log In with Google      Accedi   
  • Registrati ora!


Risparmia acquistando online! Clicca Qui!
TorinoChisinau MilanoChisinau VeronaChisinau VeneziaChisinau BolognaChisinau RomaChisinau CagliariChisinau


  Moldova-mms.com News dal Regina Pacis Seborganelmondo  



SMMS   a
moldova-mms.com

     VEDI MEGLIO
    
e commenta >>

     SMS     a:   +39 (coming soon)
     MMS   a:   live @ moldova-mms . com



verona - chisinau
Verona Chisinau Verona

* * * * * 1 voti

Perche' gli svizzeri sono piu' intelligenti


  • Non puoi aprire una nuova discussione
  • Effettua l'accesso per rispondere
Questa discussione ha avuto 65 risposte

#51 XCXC

XCXC

    TpX2MI

  • Ambasadiani MIra
  • StellaStellaStellaStellaStellaStellaStellaStellaStellaStellaStellaStella
  • Messaggi: 17,162

Inviato 21 February 2014 - 20:14:57


Ignora la multa presa in Svizzera:
adesso rischia anche il carcere


Non ha pagato la sanzione per l'eccesso di velocità:
chiesta al gip di Treviso la rogatoria internazionale




Immagine inviata

di Giuliano Pavan

TREVISO - Non paga una multa presa per eccesso di velocità in Svizzera e ora rischia addirittura il carcere. Sembra un paradosso ma la legge elvetica parla chiaro, soprattutto dopo l'inasprimento delle pene (non è questo il caso) contro i pirati della strada.

Protagonista della vicenda, suo malgrado, un 30enne trevigiano che aveva varcato il confine la scorsa estate per un impegno di lavoro. Il professionista venne fotografato dall'autovelox lungo la A3 Basilea-Chiasso a 132 km/h, dodici chilometri all'ora sopra il limite di 120. A rendere tutto ancora più incredibile la vicenda, il fatto che il 30enne credeva di rispettare il limite, convinto fosse di 130 come in Italia.

Si tratta in realtà di un'infrazione di poco conto: 150 franchi svizzeri di multa, poco più di 120 euro. Il problema però è nato quando non è stata pagata entro i termini di legge (i fatidici 60 giorni): per le autorità elvetiche l'illecito amministrativo si trasforma automaticamente in illecito penale. Tant'è che sul tavolo del gip di Treviso Angelo Mascolo è giunta la richiesta di rogatoria internazionale per il trasgressore, che a conti fatti rischia ora una condanna ben più pesante della contravvenzione.

La direttiva europea 44/11 rende perseguibile e sanzionabile il conducente che viola il codice della strada in un altro paese dell'Ue. Se l'infrazione viene rilevata dagli agenti e l'auto è straniera, la prassi è di riscuotere le multe direttamente sul posto, pena il ritiro dei documenti o addirittura il sequestro della vettura.

Se invece l'infrazione è rilevata, come in questo caso, da un autovelox in autostrada, si devono precisare due cose: la prima è che se si viene fermati una seconda volta nello stesso Paese e gli agenti si rendono conto che la multa precedente non è stata pagata, allora verranno sommati gli importi, con la mora per il ritardo. La seconda è che un verbale della polizia di un altro Stato, anche se ricevuto a casa nel proprio Paese, non ha di fatto efficacia esecutiva. Questo vale in generale per tutta Europa. Ma con alcune nazioni l'Italia ha stipulato degli accordi bilaterali che rendono le infrazioni sanzionabili. E oltre ad Austria, Francia e Germania, c'è la Svizzera: fare i furbi oltre confine insomma non conviene proprio.

La polizia ha infatti la possibilità di accedere direttamente alla banca dati italiana, recapitando così le multe a domicilio anche per violazioni lievi. E il mancato pagamento, nei casi più gravi si tramuta in giorni da scontare in carcere (uno ogni 100 franchi), inflitti solo se si torna in Svizzera. Fatto sta che il tribunale di Treviso è chiamato a procedere.


#52 XCXC

XCXC

    TpX2MI

  • Ambasadiani MIra
  • StellaStellaStellaStellaStellaStellaStellaStellaStellaStellaStellaStella
  • Messaggi: 17,162

Inviato 21 February 2014 - 20:23:37


certo che l'Italia di roma ladrona ci vende ovunque....

nn solo siamo abbandonati all'estero grazie alla casta dei diplomatici ubriaconi e fancazzisti...

abbiamo pure venduto il database agli svizzeri...

certo la cosa sara' reciproca... ma visto che da noi non e' penale ed in Svizzera si !!!

Porca putt....na ma chi c***o ha firmato quel accordo?

Io voglio saperlo !!!


#53 andy

andy

    MI

  • Ambasadiani MI1e
  • StellaStella
  • Messaggi: 420

Inviato 21 February 2014 - 20:57:16


Visualizza messaggioXCXC, su 21 February 2014 - 20:23:37, dice:

certo che l'Italia di roma ladrona ci vende ovunque....

nn solo siamo abbandonati all'estero grazie alla casta dei diplomatici ubriaconi e fancazzisti...

abbiamo pure venduto il database agli svizzeri...

certo la cosa sara' reciproca... ma visto che da noi non e' penale ed in Svizzera si !!!

Porca putt....na ma chi c***o ha firmato quel accordo?

Io voglio saperlo !!!

Se ti può consolare in Svizzera l'evasione fiscale non è reato penale ma solo amministrativo. Mentre un'infrazione stradale, se il veicolo è in circolazione, è reato penale.


#54 XCXC

XCXC

    TpX2MI

  • Ambasadiani MIra
  • StellaStellaStellaStellaStellaStellaStellaStellaStellaStellaStellaStella
  • Messaggi: 17,162

Inviato 21 February 2014 - 22:16:51


Visualizza messaggioandy, su 21 February 2014 - 20:57:16, dice:

Se ti può consolare in Svizzera l'evasione fiscale non è reato penale ma solo amministrativo. Mentre un'infrazione stradale, se il veicolo è in circolazione, è reato penale.

ma ogni Paese puo' fare quello che gli pare !!!

IO CONTESTO LA FIRMA DEGLI ACCORDI DEL CODICE DELLA STRADA CON LA SVIZZERA!!!!!!

MA COME FA UN BUROCRATE DI EMME ROMANO A FIRMARE UN ACCORDO DEL GENERE?

E' NETTAMENTE SBILANCIATO A SVANTAGGIO DEGLI ITALIANI !!!

SE UNO SVIZZERO NN PAGA UNA MULTA ITALIANA VA TUTTO IN VACCA...

SE UN ITALIANO NN PAGA UNA MULTA SVIZZERA VIENE PROCESSATO PENALMENTE!!!

SONO DUE LE COSE....

1) O IL BUROCRATE ROMANO ERA TOTALMENTE IGNORANTE E NN AVEVA LETTO COSA FIRMAVA

2) O GLI SVIZZERI SON TALMENTE INTELLIGENTI CHE HANNO INC...TO IL ROMANO IGNORANTE E CORROTTO !!!


E MI SA CHE SUBIAMO ENTRAMBE LE OPZIONI !!!

CHE PAESE DI EMME !!! ROMA LADRONA, CORROTTA, IGNORANTE, UBRIACONA ECC... ECC...


#55 XCXC

XCXC

    TpX2MI

  • Ambasadiani MIra
  • StellaStellaStellaStellaStellaStellaStellaStellaStellaStellaStellaStella
  • Messaggi: 17,162

Inviato 21 February 2014 - 22:45:48


Svizzera, insultare un migrante non è reato razzista

Il tribunale supremo di Losanna sul caso di un profugo algerino sospettato di furto preso a parolacce di

ANDREA TARQUINI

21 febbraio 2014

  
BERLINO – Insultare un migrante chiamandolo “sporco profugo” o “troia d’un esule” non costituisce un reato di insulto discriminatorio o razzista, è solo un insulto, quindi una colpa piccola, venale. Sembra una sentenza ripescata dal passato del Sudafrica segregazionista, quando Nelson Mandela era nella prigione speciale di Robben Island, o una citazione del frasario del ku-Klux-Klan. Invece no, il verdetto viene dal tribunale supremo di Losanna, cioè dalla prospera, moderna e civilissima Svizzera. E subito ha suscitato scandalo, ma sui media online tedeschi molto più che non nel mondo politico e nel dibattito pubblico della Confederazione.

Vediamo i fatti. Un poliziotto svizzero, nel 2007, aveva fermato un profugo algerino alla fiera dei gioielli a Basilea, sospettandolo di furto o borseggio. Gli ha subito messo le manette ai polsi. Fin qui, un mero piccolo fatto di cronaca nera. Ma poi il custode dell’ordine pubblico elvetico non ha saputo o voluto trattenersi. Ha cominciato a insultare l’algerino, chiamandolo davanti a tutti “Sauauslaender” (troia di uno straniero) e “Dreckasylant” (sporco profugo, ma suona quasi come dire profugo di m***a). Il migrante si era rivolto alla giustizia e in prima istanza aveva avuto ragione. I giudici ordinari di Basilea avevano dichiarato il custode colpevole di discriminazione razziale, condannandolo comunque solo a pagare una multa.

Già la mite prima sentenza appare discutibile. Ma non è finita qui: si sa, gli svizzeri ci tengono molto al denaro, mica sono spreconi come noi mediterranei, anzi si sentono più bravi anche dei tedeschi cui (come agli altri stranieri) hanno appena deciso di limitare il diritto di residenza e lavoro in territorio elvetico. Insomma, per farla breve il poliziotto ha sporto ricorso al tribunale federale, con sede a Losanna. E oggi è arrivata la sentenza che gli ha dato soddisfazione. L’algerino, dicono i giudici supremi, ha ricevuto banali insulti, ma non insulti razzisti o discriminatori. Perché, secondo i magistrati, un insulto è razzista quando fa esplicito riferimento all’etnìa o al colore della pelle. Non se allude solo al fatto che l’insultato è straniero o ha chiesto asilo. E ancora, puntualizzano i giudici, precisi come un orologio svizzero: “Oltre tutto, espressioni come Sau (troia, scrofa) o Dreck (sporco, detto in modo particolarmente pesante, quasi coprofilo) sono parole così comuni nel tedesco parlato da dover essere considerati insulti ma di poco conto, non insulti che feriscono la dignità umana.

Andiamo bene, ha commentato l’influente quotidiano Neue Zuercher Zeitung: allora di questo passo se un africano viene insultato come ‘troia nera’ l’insulto è razzista, ma se invece è apostrofato (da un poliziotto, o da altri) come ‘sporco nigeriano’ l’insulto non è razzista.

Codice di comportamento, o galateo multietnico, in stile svizzero, insomma. Non sorprende, purtroppo. La Confederazione il cui uomo forte in politica è il leader populista Blocher ha appena votato in un referendum severissimi limiti all’immigrazione, anche da Italia o Germania, perché altrimenti gli stranieri diventano troppi.

Qualche giorno dopo, un’altra figura discutibile: quando il Boeing 767 della Ethiopian in volo da Addis Abeba a Roma-Fiumicino è stato dirottato, e il dirottatore ha chiesto di atterrare a Ginevra, vi ricordate cos’è accaduto? Che come si fa sempre in questi casi due caccia dell’Aeronautica militare italiana, due modernissimi Eurofighter Typhoon, lo hanno scortato per sicurezza fino ai limiti del nostro spazio aereo. Al confine, i nostri piloti hanno constatato sgomenti che non c’era in volo nessun F-18 o F-5E della Schweizer Luftwaffe a prendere in consegna l’aereo dirottato. Momenti di tensione, poi risolti dall’aiuto di due Mirage francesi venuti a dare il cambio ai nostri e a scortare il Boeing fino a Ginevra come ‘supplenti’. Supplenti dei piloti svizzeri, perché era mattina troppo presto, e loro prima delle 8 non prendono servizio. Chi sa, piloti migranti sarebbero più efficienti laboriosi, ma magari sarebbero ritenuti sporchi come scrofe.


#56 andy

andy

    MI

  • Ambasadiani MI1e
  • StellaStella
  • Messaggi: 420

Inviato 21 February 2014 - 22:46:45


Visualizza messaggioXCXC, su 21 February 2014 - 22:16:51, dice:

ma ogni Paese puo' fare quello che gli pare !!!

IO CONTESTO LA FIRMA DEGLI ACCORDI DEL CODICE DELLA STRADA CON LA SVIZZERA!!!!!!

MA COME FA UN BUROCRATE DI EMME ROMANO A FIRMARE UN ACCORDO DEL GENERE?

E' NETTAMENTE SBILANCIATO A SVANTAGGIO DEGLI ITALIANI !!!

SE UNO SVIZZERO NN PAGA UNA MULTA ITALIANA VA TUTTO IN VACCA...

SE UN ITALIANO NN PAGA UNA MULTA SVIZZERA VIENE PROCESSATO PENALMENTE!!!

SONO DUE LE COSE....

1) O IL BUROCRATE ROMANO ERA TOTALMENTE IGNORANTE E NN AVEVA LETTO COSA FIRMAVA

2) O GLI SVIZZERI SON TALMENTE INTELLIGENTI CHE HANNO INC...TO IL ROMANO IGNORANTE E CORROTTO !!!


E MI SA CHE SUBIAMO ENTRAMBE LE OPZIONI !!!

CHE PAESE DI EMME !!! ROMA LADRONA, CORROTTA, IGNORANTE, UBRIACONA ECC... ECC...

non sò quali accordi bilaterali in materia di circolazione la Svizzera ha firmato con l'Italia ma ti posso assicurare che in Svizzera, soprattutto dal 1° gennaio 2014, con l'inasprimento delle norme di circolazione se vuoi guidare è meglio che ti porti apresso un avvocato :(


#57 andy

andy

    MI

  • Ambasadiani MI1e
  • StellaStella
  • Messaggi: 420

Inviato 21 February 2014 - 23:02:11


Visualizza messaggioXCXC, su 21 February 2014 - 22:45:48, dice:

Svizzera, insultare un migrante non è reato razzista

Il tribunale supremo di Losanna sul caso di un profugo algerino sospettato di furto preso a parolacce di

ANDREA TARQUINI

21 febbraio 2014

  
BERLINO – Insultare un migrante chiamandolo “sporco profugo” o “troia d’un esule” non costituisce un reato di insulto discriminatorio o razzista, è solo un insulto, quindi una colpa piccola, venale. Sembra una sentenza ripescata dal passato del Sudafrica segregazionista, quando Nelson Mandela era nella prigione speciale di Robben Island, o una citazione del frasario del ku-Klux-Klan. Invece no, il verdetto viene dal tribunale supremo di Losanna, cioè dalla prospera, moderna e civilissima Svizzera. E subito ha suscitato scandalo, ma sui media online tedeschi molto più che non nel mondo politico e nel dibattito pubblico della Confederazione.

Vediamo i fatti. Un poliziotto svizzero, nel 2007, aveva fermato un profugo algerino alla fiera dei gioielli a Basilea, sospettandolo di furto o borseggio. Gli ha subito messo le manette ai polsi. Fin qui, un mero piccolo fatto di cronaca nera. Ma poi il custode dell’ordine pubblico elvetico non ha saputo o voluto trattenersi. Ha cominciato a insultare l’algerino, chiamandolo davanti a tutti “Sauauslaender” (troia di uno straniero) e “Dreckasylant” (sporco profugo, ma suona quasi come dire profugo di m***a). Il migrante si era rivolto alla giustizia e in prima istanza aveva avuto ragione. I giudici ordinari di Basilea avevano dichiarato il custode colpevole di discriminazione razziale, condannandolo comunque solo a pagare una multa.

Già la mite prima sentenza appare discutibile. Ma non è finita qui: si sa, gli svizzeri ci tengono molto al denaro, mica sono spreconi come noi mediterranei, anzi si sentono più bravi anche dei tedeschi cui (come agli altri stranieri) hanno appena deciso di limitare il diritto di residenza e lavoro in territorio elvetico. Insomma, per farla breve il poliziotto ha sporto ricorso al tribunale federale, con sede a Losanna. E oggi è arrivata la sentenza che gli ha dato soddisfazione. L’algerino, dicono i giudici supremi, ha ricevuto banali insulti, ma non insulti razzisti o discriminatori. Perché, secondo i magistrati, un insulto è razzista quando fa esplicito riferimento all’etnìa o al colore della pelle. Non se allude solo al fatto che l’insultato è straniero o ha chiesto asilo. E ancora, puntualizzano i giudici, precisi come un orologio svizzero: “Oltre tutto, espressioni come Sau (troia, scrofa) o Dreck (sporco, detto in modo particolarmente pesante, quasi coprofilo) sono parole così comuni nel tedesco parlato da dover essere considerati insulti ma di poco conto, non insulti che feriscono la dignità umana.

Andiamo bene, ha commentato l’influente quotidiano Neue Zuercher Zeitung: allora di questo passo se un africano viene insultato come ‘troia nera’ l’insulto è razzista, ma se invece è apostrofato (da un poliziotto, o da altri) come ‘sporco nigeriano’ l’insulto non è razzista.

Codice di comportamento, o galateo multietnico, in stile svizzero, insomma. Non sorprende, purtroppo. La Confederazione il cui uomo forte in politica è il leader populista Blocher ha appena votato in un referendum severissimi limiti all’immigrazione, anche da Italia o Germania, perché altrimenti gli stranieri diventano troppi.

Qualche giorno dopo, un’altra figura discutibile: quando il Boeing 767 della Ethiopian in volo da Addis Abeba a Roma-Fiumicino è stato dirottato, e il dirottatore ha chiesto di atterrare a Ginevra, vi ricordate cos’è accaduto? Che come si fa sempre in questi casi due caccia dell’Aeronautica militare italiana, due modernissimi Eurofighter Typhoon, lo hanno scortato per sicurezza fino ai limiti del nostro spazio aereo. Al confine, i nostri piloti hanno constatato sgomenti che non c’era in volo nessun F-18 o F-5E della Schweizer Luftwaffe a prendere in consegna l’aereo dirottato. Momenti di tensione, poi risolti dall’aiuto di due Mirage francesi venuti a dare il cambio ai nostri e a scortare il Boeing fino a Ginevra come ‘supplenti’. Supplenti dei piloti svizzeri, perché era mattina troppo presto, e loro prima delle 8 non prendono servizio. Chi sa, piloti migranti sarebbero più efficienti laboriosi, ma magari sarebbero ritenuti sporchi come scrofe.

Razzismo: a Losanna assolto agente

TF: "Sporco asilante" e "Porco straniero" non violano l'articolo 261bis

Immagine inviata
LOSANNA - Il Tribunale federale (TF) ha assolto un poliziotto accusato dalla città di Basilea di discriminazione raziale nei confronti di un asilante. Per il TF gli epiteti "Sauausländer" ("porco straniero") e "Dreckasylant" ("sporco asilante", "asilante di m***a") sono certo ingiuriosi ma non costituiscono una discriminazione razziale ai sensi del codice penale svizzero. Lo stesso vale anche quando i medesimi insulti vengono utilizzati in relazione a singole nazionalità.
La vicenda
Nell'aprile 2007 un poliziotto aveva fermato un richiedente asilo algerino al salone internazionale dell'orologeria e della gioielleria di Basilea, sospettandolo di borseggio ai danni di un cittadino russo. Mentre gli metteva le manette lo aveva apostrofato ad alta voce, davanti a diversi passanti, con gli epiteti "Sauausländer" e "Dreckasylant". La giustizia della città renana ha condannato il poliziotto con l'accusa di discriminazione razziale e gli ha appioppato una pena pecuniaria con la condizionale.
Il giudizio del Tribunale federale
Il Tribunale federale, cui l'agente ha presentato ricorso, non è d'accordo e ha annullato la condanna. A suo avviso le esternazioni del poliziotto non sono da considerare in rapporto con una determinata razza, etnia o religione come esige l'articolo 261bis del codice penale che punisce la discriminazione razziale: i termini "straniero" o "asilante" possono riferirsi a persone di origini e religioni del tutto diverse.
Il TF va ancora oltre: secondo i giudici losannesi, gli stessi insulti non possono essere considerati una discriminazione razziale neppure se riferiti a una precisa nazionalità o etnia. Epiteti contenenti le parole "Sau" e "Dreck" - affermano - nell'area linguistica tedescofona sono da molto tempo ampiamente utilizzati come "manifestazione di malumore" e sono sentiti certo come ingiurie, ma non come attacco alla dignità umana, condizione perché si realizzi la fattispecie del reato di "discriminazione razziale". In ogni caso finché tali insulti sono diretti a singoli, non sono sentiti da terze persone non coinvolte come attacchi razzistici alla dignità umana, ma soltanto come più o meno primitive ingiurie lesive dell'onore motivate da sentimenti antistranieri. Gli insulti proferiti dal poliziotto nell'esercizio delle sue funzioni - conclude l'alta corte di Losanna - sono certo particolarmente fuori posto e inaccettabili. Non vanno però oltre il reato di "ingiuria" (art. 177 CP). Il caso torna alla giustizia basilese perché riveda la sua sentenza. Poiché l'ingiuria è un reato punibile soltanto a querela di parte, essa dovrà accertarsi, per una condanna, che nel 2007 ci sia stata una denuncia penale contro il poliziotto.
Commissione antirazzismo preoccupata
In un commento alla sentenza, la Commissione federale contro il razzismo si preoccupa del fatto che il Tribunale federale ritenga non discriminatori i suddetti insulti se riferiti non solo a una singola nazionalità, ma anche a un'etnia. Le etnie sono infatti protette contro le discriminazioni dalla norma antirazzismo entrata in vigore il primo gennaio 1995, come razze e religioni, rileva la commissione sul suo sito web. A suo avviso, simili ingiurie possono essere avvertite come un attacco alla dignità umana. "Escludere d'ufficio insulti come 'porco' e 'sporco' dalla norma antirazzismo porta a una banalizzazione delle espressioni a carattere razzista", ha detto all'ats la vicepresidente della commissione, Sabine Simkhovitch-Dreyfus.




#58 XCXC

XCXC

    TpX2MI

  • Ambasadiani MIra
  • StellaStellaStellaStellaStellaStellaStellaStellaStellaStellaStellaStella
  • Messaggi: 17,162

Inviato 21 February 2014 - 23:09:43


ma va benissimo....

a patto che...

ci si possa rivolgere allo stesso modo ad un cittadino (e poliziotto) svizzero !!!

La liberta' non puo' essere interpretata !!! E' una sola!

Se tu dici "porco" a me io posso dire "porco" a te !!!


#59 andy

andy

    MI

  • Ambasadiani MI1e
  • StellaStella
  • Messaggi: 420

Inviato 21 February 2014 - 23:42:47


Visualizza messaggioXCXC, su 21 February 2014 - 23:09:43, dice:

ma va benissimo....

a patto che...

ci si possa rivolgere allo stesso modo ad un cittadino (e poliziotto) svizzero !!!

La liberta' non puo' essere interpretata !!! E' una sola!

Se tu dici "porco" a me io posso dire "porco" a te !!!

Su questo principio concordo in modo assoluto con te. Purtroppo non è sempre cosi!

Poi ho postato la questione dell'aereo etiope perchè mi ha fatto ridere. Ma di fatto l'Italia ha un accordo bilaterale con la Svizzera, Francia, Croazia e Slovenia. E se non sbaglio l'Italia protegge lo spazio aereo sloveno anche nell'ambito NATO.

Comunque l'Italia deve intervenire in caso di minaccia dello spazio aereo a sue spese. Questi accordi sono stati fatti a seguito di quanto accaduto l'11 settembre. Quindi basta che fra un aereo e la torre di controllo c'è una mancanza di contatto via radio e i caccia si devono levare in volo per appurare la situazione. Sembra che l'Italia è molto sollecitata su questo fronte e stà studiando la possibilita di richiedere le spese alle varie nazioni interessate oppure alle compagnie aeree che non fanno l'appropriata manutenzione degli apparati di comunicazione.


#60 andy

andy

    MI

  • Ambasadiani MI1e
  • StellaStella
  • Messaggi: 420

Inviato 22 February 2014 - 00:55:50


Visualizza messaggioXCXC, su 21 February 2014 - 22:45:48, dice:

Svizzera, insultare un migrante non è reato razzista

Il tribunale supremo di Losanna sul caso di un profugo algerino sospettato di furto preso a parolacce di

ANDREA TARQUINI

21 febbraio 2014

  
BERLINO – Insultare un migrante chiamandolo “sporco profugo” o “troia d’un esule” non costituisce un reato di insulto discriminatorio o razzista, è solo un insulto, quindi una colpa piccola, venale. Sembra una sentenza ripescata dal passato del Sudafrica segregazionista, quando Nelson Mandela era nella prigione speciale di Robben Island, o una citazione del frasario del ku-Klux-Klan. Invece no, il verdetto viene dal tribunale supremo di Losanna, cioè dalla prospera, moderna e civilissima Svizzera. E subito ha suscitato scandalo, ma sui media online tedeschi molto più che non nel mondo politico e nel dibattito pubblico della Confederazione.

Vediamo i fatti. Un poliziotto svizzero, nel 2007, aveva fermato un profugo algerino alla fiera dei gioielli a Basilea, sospettandolo di furto o borseggio. Gli ha subito messo le manette ai polsi. Fin qui, un mero piccolo fatto di cronaca nera. Ma poi il custode dell’ordine pubblico elvetico non ha saputo o voluto trattenersi. Ha cominciato a insultare l’algerino, chiamandolo davanti a tutti “Sauauslaender” (troia di uno straniero) e “Dreckasylant” (sporco profugo, ma suona quasi come dire profugo di m***a). Il migrante si era rivolto alla giustizia e in prima istanza aveva avuto ragione. I giudici ordinari di Basilea avevano dichiarato il custode colpevole di discriminazione razziale, condannandolo comunque solo a pagare una multa.

Già la mite prima sentenza appare discutibile. Ma non è finita qui: si sa, gli svizzeri ci tengono molto al denaro, mica sono spreconi come noi mediterranei, anzi si sentono più bravi anche dei tedeschi cui (come agli altri stranieri) hanno appena deciso di limitare il diritto di residenza e lavoro in territorio elvetico. Insomma, per farla breve il poliziotto ha sporto ricorso al tribunale federale, con sede a Losanna. E oggi è arrivata la sentenza che gli ha dato soddisfazione. L’algerino, dicono i giudici supremi, ha ricevuto banali insulti, ma non insulti razzisti o discriminatori. Perché, secondo i magistrati, un insulto è razzista quando fa esplicito riferimento all’etnìa o al colore della pelle. Non se allude solo al fatto che l’insultato è straniero o ha chiesto asilo. E ancora, puntualizzano i giudici, precisi come un orologio svizzero: “Oltre tutto, espressioni come Sau (troia, scrofa) o Dreck (sporco, detto in modo particolarmente pesante, quasi coprofilo) sono parole così comuni nel tedesco parlato da dover essere considerati insulti ma di poco conto, non insulti che feriscono la dignità umana.

Andiamo bene, ha commentato l’influente quotidiano Neue Zuercher Zeitung: allora di questo passo se un africano viene insultato come ‘troia nera’ l’insulto è razzista, ma se invece è apostrofato (da un poliziotto, o da altri) come ‘sporco nigeriano’ l’insulto non è razzista.

Codice di comportamento, o galateo multietnico, in stile svizzero, insomma. Non sorprende, purtroppo. La Confederazione il cui uomo forte in politica è il leader populista Blocher ha appena votato in un referendum severissimi limiti all’immigrazione, anche da Italia o Germania, perché altrimenti gli stranieri diventano troppi.

Qualche giorno dopo, un’altra figura discutibile: quando il Boeing 767 della Ethiopian in volo da Addis Abeba a Roma-Fiumicino è stato dirottato, e il dirottatore ha chiesto di atterrare a Ginevra, vi ricordate cos’è accaduto? Che come si fa sempre in questi casi due caccia dell’Aeronautica militare italiana, due modernissimi Eurofighter Typhoon, lo hanno scortato per sicurezza fino ai limiti del nostro spazio aereo. Al confine, i nostri piloti hanno constatato sgomenti che non c’era in volo nessun F-18 o F-5E della Schweizer Luftwaffe a prendere in consegna l’aereo dirottato. Momenti di tensione, poi risolti dall’aiuto di due Mirage francesi venuti a dare il cambio ai nostri e a scortare il Boeing fino a Ginevra come ‘supplenti’. Supplenti dei piloti svizzeri, perché era mattina troppo presto, e loro prima delle 8 non prendono servizio. Chi sa, piloti migranti sarebbero più efficienti laboriosi, ma magari sarebbero ritenuti sporchi come scrofe.

C'è comunque un piccolo particolare. Sembrerebbe che il profugo algerino ha commesso un reato!

Facciamo così ... la prossima volta che subirete un reato chiedete l'intervento di un poliziotto non razzista!





Leggono questa discussione 1 utenti

0 utenti, 1 ospiti, 0 utenti anonimi










                                                                                    Effettua i tuoi pagamenti con PayPal.  un sistema rapido, gratuito e sicuro.  



 info@ambasada.it    info@pec.ambasada.it    Telegram.me/Ambasada    iMessage: info@ambasada.it   fax +39 02 45503457  tel +39 02 45071457


ATTENZIONE! per i recapiti dell'Ambasciata della Moldavia a Roma click qui , per il Consolato di Milano click qui , per il Consolato di Padova click qui ATTENZIONE!


Privacy e Cookie Policy / Termini e Regole del Forum