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Se Barbara Berlusconi rottama Galliani e Braida, Piersilvio abbia il coraggio di fare altrettanto con Confalonieri !


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Questa discussione ha avuto 5 risposte

#1 XCXC

XCXC

    TpX2MI

  • Ambasadiani MIra
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Inviato 05 December 2013 - 22:20:15


Se Barbara Berlusconi rottama Galliani e Braida, Piersilvio abbia il coraggio di fare altrettanto con Confalonieri !

Se c'e' una persona che nn sopporto in Mediaset e' Confalonieri?

Da quando e' nata la rete !! Lui e' sempre stato contro!

Non ho mai capito perche' conduce una guerra, gia' persa in partenza, con Google e Youtube!

INCREDIBILE !!! SU YOUTUBE NN TROVERETE FILMATI DELLE TRASMISSIONI MEDIASET, COME UPLODATE IL VIDEO... C'E' UNA CENSURA AUTOMATICA!

MA IO MI CHIEDO? CHI E' QUEL IDIOTA CHE IN MEDIASET DECIDE TUTTO QUESTO? OVVIO... IL CAVERNICOLO CONFALONIERI!

EBBENE, TROVO CHE SIA UN GRANDISSIMO ERRORE... IN QUANTO YOUTUBE E' PRIMA DI TUTTO UN MEZZO PER RAGGIUNGERE UN PUBBLICO PIU' VASTO E MONDIALE.

PIERSILIVIO, CACCIA CONFALONIERI, E' ORA CHE VADA IN PENSIONE!!! :D

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Mediaset vs Google per i video su Youtube. Decide un giudice amico di Cesare Previti

Il gruppo di Berlusconi ha chiesto un risarcimento record al colosso made in Usa: secondo i consulenti del giudice Marvasi (negli atti del Lodo Mondadori il suo nome compare come 'amico di famiglia' di Cesare Previti), nelle casse di Cologno Monzese potrebbero arrivare 300 milioni di euro, la metà di quello pagato a De Benedetti


Immagine inviata

Per una volta un giudice potrebbe far tornare il sorriso a Silvio Berlusconi. Dopo il rovescio giudiziario del Lodo Mondadori e la condanna a pagare 500 milioni di euro, il presidente del Tribunale delle imprese di Roma, Tommaso Marvasi, potrebbe obbligare la multinazionale americana Google a versare al gruppo Fininvest un risarcimento pari a circa la metà di quanto pagato alla CIR di De Benedetti. A difendere Mediaset troviamo Stefano Previti, socio dello studio fondato dal padre Cesare, amico di famiglia del giudice Marvasi.

Il 31 maggio scorso si è svolta l’udienza di discussione della madre di tutte le cause sulla pubblicazione sul web dei video. Mediaset contesta a Youtube e alla sua società madre, Google, di avere guadagnato ingiustamente (grazie alla pubblicità) lasciando che gli utenti caricassero e vedessero su Youtube ben 65mila video di proprietà del network italiano. La causa è partita nel 2008 e riguarda anche gli anni 2009 e 2010. Mediaset ha chiesto 500 milioni di euro per la violazione dei suoi diritti, più 100 milioni per ogni anno. In tutto sono circa 800 milioni di euro, la metà di quello che Google ha pagato per l’intera Youtube nel 2006. Google si difende sostenendo di essere solo un provider che non ha responsabilità sui video caricati dagli utenti e che li avrebbe rimossi se solo Mediaset avesse collaborato.

Il punto di svolta a favore della RTI del gruppo Berlusconi è stato il deposito di una perizia a febbraio. I tre consulenti tecnici incaricati dal giudice Marvasi di verificare l’importo del danno subito dalla RTI del gruppo Mediaset hanno stilato i parametri per la quantificazione del danno. Secondo i rumors della vigilia, il risarcimento, grazie alla perizia dei tre consulenti, potrebbe arrivare a una cifra oscillante tra un minimo di 200 e un massimo di 300 milioni di euro, appunto la metà del risarcimento pagato a Carlo De Benedetti per la condanna sul caso di corruzione della sentenza Mondadori. I tre consulenti tecnici scelti dal giudice sono Gianfranco Lizza, un professore di Geografia Politica, Mauro Longobardi, presidente dell’Ordine dei Commercialisti e Matteo Gattola, un ingegnere.

A questi tre consulenti il giudice Marvasi ha liquidato un compenso complessivo di 750mila euro per i loro servigi. Ai quali bisogna aggiungere altri 560mila euro per la società Vilcor Multimedia e 30mila euro a testa ai coadiutori Maurizio De Filippo, molto stimato da Marvasi, e poi Giampiero Petrilli, Giovanni Naccarato e Ascanio Salvidio. “La causa è complessa e i compensi si stabiliscono sulla base del valore della richiesta”, spiega Gianfranco Lizza. Sarà, ma Google ha contestato le somme stabilite dal giudice Marvasi. Lo aveva fatto anche nel separato procedimento cautelare. In quel caso un altro giudice, a cui il caso è stato affidato, ha ridotto le pretese di Gattola e Vilcor.

Nonostante questa situazione non proprio idilliaca per favorire la serenità del loro operato, Gattola e la Vilcor sono stati rinominati dal giudice Marvasi nel secondo procedimento per la decisione sul risarcimento. Complessivamente consulenti e coadiutori sono stati pagati, solo per la causa principale, un milione e mezzo di euro dalle parti. Mediaset non ha battuto ciglio e ha messo mano al portafoglio. Mentre Google ha impugnato. Gianfranco Lizza è un professore di geografia politica ed economica. Già relatore a corsi sul fondamentalismo e il petrolio non vanta esperienze nel mondo dei diritti televisivi o del web. “Sono commercialista da 44 anni e sono iscritto negli albi del tribunale. Inoltre sono stato presidente del sindacato dei commercialisti”, spiega lui al Fatto . Quanto a quell’omonimo che risulta iscritto alla lista massonica P2 con la tessera 233, Lizza dice che “ci sono tanti nomi su quella lista. Nessuno ha mai accertato chi siano. Lei non può dire che sia io”. Il giudice Tommaso Marvasi che, salvo sorprese, dovrebbe depositare la sua sentenza entro poche settimane è citato, insieme al padre Mario, giudice romano deceduto, negli atti del processo Lodo Mondadori come un amico di famiglia di Cesare Previti.

Ora è Stefano il titolare dopo che papà Cesare è stato radiato dall’albo proprio per la sua condanna a un anno e sei mesi per corruzione giudiziaria nel caso Lodo Mondadori. In quel processo l’ex procuratore di Roma, Orazio Sava, aveva raccontato di una cena a casa Previti alla quale avevano partecipato Mario Marvasi e il figlio Tommaso. L’amico e coimputato di Previti, l’avvocato Attilio Pacifico, invece ha ricordato: “Mario Marvasi lo conosco da tantissimi anni perché frequentavamo il Circolo Calabresi perché lui era un calabrese”. Il papà di Tommaso Marvasi, il giudice Mario Marvasi, era stato invitato al famigerato viaggio negli Stati Uniti organizzato e pagato da Cesare Previti. Marvasi senior rispose così ai giudici: “Io sapevo che le spese (del viaggio, ndr) erano mie. Oggi voi mi dite che le spese sono state fatte da Previti. Ma io anche sapendo questo ci sarei andato lo stesso, primo perché sto in pensione, mi facevo un viaggio gratis. Seconda cosa, perché sono amico di Previti”. Otto mesi prima di quel viaggio c’era stata la prima udienza del caso Siae contro Fininvest. Siae chiedeva 220 miliardi di vecchie lire. Alla fine nel 1991 il collegio del tribunale, relatore Tommaso Marvasi, condannò il gruppo Berlusconi a pagare 20 miliardi di lire per l’uso delle opere soggette a diritto d’autore. Ora le parti si sono invertite. Mediaset chiede i danni a Google e il giudice è sempre Marvasi.

da Il Fatto Quotidiano del 4 dicembre 2013


#2 XCXC

XCXC

    TpX2MI

  • Ambasadiani MIra
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Inviato 05 December 2013 - 22:26:02


nn e' da oggi che considero Confalonieri un dinosauro da pensionare :D

http://ambasada.it/t...l__mediaset.com


#3 Rick

Rick

    Tpx5MI

  • Ambasadiani MI1a
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  • Messaggi: 5,223

    Medaglie



Inviato 06 December 2013 - 11:27:51


si
ma più o meno tutti i grandi network televisivi
tendono a creare il propio canale in stile youtube sul web
dove possono gestire autonomamente la pubblicità  .


Non vedo tanto  una "guerra di religione"
nei confronti del web

quanto piuttosto un conflitto di interessi con youtube


I network poi sono non solo operatori televisivi
ma anche editori

prendi ad esempio la serie di DVD
sul vecchio e glorioso "drive in"
che in questi giorni avrai sicuramente visto pubblicizzata su striscia

è un tipico materiale in stile youtube
che però ha ancora un grosso potenziale economico

Detto questo
ritengo che cmq sia il tube abbia un enorme valore sociale
fosse per me lo dichiarerei addirittura "patrimonio dell'umanità "

ma in cambio delle tutele che ciò potrebbe garantirli

dovrebbe essere strutturato in modo da garantire la giusta remunerazione
sia per Google che si fa carico dei costi infrastrutturali

sia per i titolari dei diritti
che potrebbero ricavarne un facile reddito "netto"

senza doversi far carico di quei medesimi costi infrastrutturali

Volendo ben vedere poi
non è che si debba farè un gran sforzo di immaginazione
basterebbe prendere il modello "I Tune"
e renderlo più aperto ,
senza costi diretti per l'utente
senza vincolo di sistema operativo utilizzato .



Immagine inviata


#4 XCXC

XCXC

    TpX2MI

  • Ambasadiani MIra
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Inviato 20 February 2014 - 21:33:36


Mediaset vs Youtube: il giudice mette i paletti



La vicenda è ormai nota ed è quella nell’ambito della quale Mediaset, nell’ormai lontano 2008, ha trascinato YouTube davanti al Tribunale di Roma chiedendo che quest’ultimo condannasse Big G a versarle oltre 500 milioni di euro – cifra poi raddoppiatasi nel corso del giudizio – a titolo di risarcimento del danno arrecatole attraverso la pubblicazione di migliaia di spezzoni delle proprie trasmissioni televisive.

Ad oltre cinque anni dall’inizio del giudizio e quando ormai l’epilogo sembrava quasi scontato, il Tribunale di Roma, con una bella ordinanza dello scorso 14 febbraio ha raffreddato le aspettative della società del Cavaliere, chiarendo che prima di decidere vuole capire esattamente se e quando, in relazione a ciascuno dei video oggetto di contestazione, Mediaset abbia segnalato a YouTube in modo puntuale il carattere illecito di ogni singolo video.

Nel provvedimento – carico di prudenza e buon senso – il Presidente della Sezione specializzata di proprietà intellettuale del Tribunale di Roma, Tommaso Marvasi ricorda che la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha, ormai, messo stringenti paletti alla possibilità di ritenere un provider – come YouTube – responsabile dei contenuti pubblicati dagli utenti e saldamente ancorato tale eventualità alla circostanza che il provider, ricevuta una segnalazione qualificata, puntuale e circoscritta non sia, poi, tempestivamente attivato per porre fine alla violazione.

Ed è proprio questa la strada che il Tribunale di Roma sembra intenzionato a seguire prima di risolvere una delle questioni più delicate e complesse nel lungo confronto tra vecchi e nuovi protagonisti del sistema mediatico.

E’ per questo che il Presidente del Collegio – nonché relatore della causa – Tommaso Marvasi ha convocato i consulenti tecnici d’ufficio perché lo aiutino ad identificare, per ciascuno dei video oggetto di contestazione, se e quando Mediaset ne abbia chiesto a Google la rimozione e, naturalmente, se e quando Google vi abbia provveduto.

Nessuna anticipazione, naturalmente, circa la decisione finale ma sembra evidente che il Tribunale di Roma non ha intenzione di chiamare Google a rispondere della pubblicazione di contenuti dei quali Rti non gli abbia, tempestivamente segnalato, in maniera puntuale – ovvero previa indicazione della relativa url [ndr anche se questo non è ancora esplicitato nel provvedimento] – il carattere illecito, chiedendogliene la rimozione.

Non è, infatti, difficile leggere tra le righe dell’Ordinanza il fermo convincimento del Tribunale circa l’impossibilità – alla stregua del diritto europeo, come di recente interpretato dalla Corte di Giustizia Ue – di ritenere sussistente, anche solo indirettamente, un obbligo generale di sorveglianza in capo all’internet service provider.

E’ una decisione, anche se interlocutoria, quella del Tribunale di Roma che riavvicina il nostro Paese all’Europa dove, tra l’altro, proprio nei giorni scorsi, i giudici spagnoli della Corte d’Appello di Madrid hanno confermato la sentenza con la quale, nel 2008 il Tribunale aveva integralmente respinto le domande proposte da Telecinco nei confronti di YouTube nell’ambito di una vicenda sostanzialmente gemella a quella cui si riferisce il giudizio pendente dinanzi ai giudici capitolini.
Il provvedimento, tra l’altro, conferma, ancora una volta, quanto sia azzardata l’idea alla base del recente Regolamento varato dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, di garantire la tutela del diritto d’autore online nell’ambito di procedimenti sommari, che dovrebbero concludersi in sole quattro settimane.

Come è possibile che l’Agcom riesca a definire in una manciata di giorni, questioni analoghe a quelle alle quali i giudici specializzati in proprietà intellettuale dei nostri Tribunali, dedicano anni di lavoro?
E’ una domanda destinata a rimanere senza risposta.

Per ora val la pena di accontentarsi di salutare con favore – a prescindere dall’esito e da chi dei contendenti si ritenga aver ragione – una decisione nella quale i giudici dimostrano di voler davvero capire prima di giudicare e, soprattutto, di aver ben colto l’esigenza, specie quando si parla di Internet, che  il nostro Paese proceda nel solco indicato dall’Europa.


#5 XCXC

XCXC

    TpX2MI

  • Ambasadiani MIra
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  • Messaggi: 17,205

Inviato 07 October 2015 - 23:31:52


Visualizza messaggioXCXC, su 05 December 2013 - 22:20:15, dice:

Se Barbara Berlusconi rottama Galliani e Braida, Piersilvio abbia il coraggio di fare altrettanto con Confalonieri !

Se c'e' una persona che nn sopporto in Mediaset e' Confalonieri?

Da quando e' nata la rete !! Lui e' sempre stato contro!

Non ho mai capito perche' conduce una guerra, gia' persa in partenza
, con Google e Youtube!

INCREDIBILE !!! SU YOUTUBE NN TROVERETE FILMATI DELLE TRASMISSIONI MEDIASET, COME UPLODATE IL VIDEO... C'E' UNA CENSURA AUTOMATICA!

MA IO MI CHIEDO? CHI E' QUEL IDIOTA CHE IN MEDIASET DECIDE TUTTO QUESTO? OVVIO... IL CAVERNICOLO CONFALONIERI!

EBBENE, TROVO CHE SIA UN GRANDISSIMO ERRORE... IN QUANTO YOUTUBE E' PRIMA DI TUTTO UN MEZZO PER RAGGIUNGERE UN PUBBLICO PIU' VASTO E MONDIALE.

PIERSILIVIO, CACCIA CONFALONIERI, E' ORA CHE VADA IN PENSIONE!!! :D


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Immagine inviata 6 ott 2015 18:21
CON IL BISCIONE SEMPRE IN TASCA

- MEDIASET SI È ACCORTA CHE SIAMO NEL 2015 E HA ATTIVATO LO STREAMING LIVE PER TUTTI I SUOI CANALI

- DOPO L'ABBANDONO DI SKY, PIERSILVIO CI METTE UNA PEZZA APRENDO LA VISIONE SU TABLET, SMARTPHONE E COMPUTER

Con parecchi anni di ritardo sulla Rai, che ha un ottimo sistema di streaming (almeno sul computer, l'app s'inceppa parecchio), Mediaset accende i suoi canali sul sito e con un'app dedicata per Apple e Android - I canali visibili sono Canale 5, Italia 1, Rete 4, La5, Italia 2, Mediaset Extra, Top Crime, Iris, TgCom 24. Però bisogna registrarsi (bastano Facebook o Twitter)...


Marco Leardi per www.davidemaggio.it

Immagine inviata
MEDIASET

Mediaset ha acceso finalmente la diretta streaming. Da ieri, lunedì 5 ottobre, l’emittente del Biscione ha reso i propri canali free visibili in diretta anche sul sito ufficiale dell’azienda e sulla applicazione mobile scaricabile gratuitamente per dispositivi Apple e Android. Una novità interessante per i telespettatori, che finora potevano guardarsi i contenuti e programmi Mediaset solo in differita.

Immagine inviata
mediaset

I canali visibili in streaming sono Canale 5, Italia 1, Rete 4, La5, Italia 2, Mediaset Extra, Top Crime, Iris, TgCom 24. Ovviamente, sono esclusi dalla diretta i contenuti dei canali pay, che restano riservati agli abbonati di Mediaset Premium.

Per accedere alla diretta streaming di Mediaset basta collegarsi al sito www.mediaset.it (o scaricare l’app) ed effettuare una registrazione (unico neo di tutta l’iniziativa!), inserendo nome utente e password. E’ possibile accedere anche tramite le credenziali dei propri profili social (Facebook e Twitter).

Immagine inviata
mediaset a cologno monzese

La novità di casa Mediaset, che aumenta le possibilità di fruizione dei contenuti, arriva a poche settimane dalla decisione – da parte del Biscione – di criptare il segnale di Canale5, Italia1 e Rete 4 sulla piattaforma Sky. Una mossa ben studiata che aveva riacceso la competizione tra l’emittente di Cologno ed il colosso di Murdoch, con conseguenze sugli ascolti che ci eravamo premurati di monitorare già nel primo giorno di oscuramento. Ora sarà interessante vedere come la concessione della diretta streaming inciderà sugli accessi al sito Mediaset.

Immagine inviata
PIERSILVIO, CONFA, ADREANI

Con la novità introdotta in questi giorni, il Biscione si adegua finalmente a quanto già fatto dal principale competitor.


#6 XCXC

XCXC

    TpX2MI

  • Ambasadiani MIra
  • StellaStellaStellaStellaStellaStellaStellaStellaStellaStellaStellaStella
  • Messaggi: 17,205

Inviato 21 October 2015 - 22:15:37


Visualizza messaggioXCXC, su 05 December 2013 - 22:20:15, dice:

Se Barbara Berlusconi rottama Galliani e Braida, Piersilvio abbia il coraggio di fare altrettanto con Confalonieri !

Se c'e' una persona che nn sopporto in Mediaset e' Confalonieri?

Da quando e' nata la rete !! Lui e' sempre stato contro!

Non ho mai capito perche' conduce una guerra, gia' persa in partenza, con Google e Youtube!

INCREDIBILE !!! SU YOUTUBE NN TROVERETE FILMATI DELLE TRASMISSIONI MEDIASET, COME UPLODATE IL VIDEO... C'E' UNA CENSURA AUTOMATICA!

MA IO MI CHIEDO? CHI E' QUEL IDIOTA CHE IN MEDIASET DECIDE TUTTO QUESTO? OVVIO... IL CAVERNICOLO CONFALONIERI!

EBBENE, TROVO CHE SIA UN GRANDISSIMO ERRORE... IN QUANTO YOUTUBE E' PRIMA DI TUTTO UN MEZZO PER RAGGIUNGERE UN PUBBLICO PIU' VASTO E MONDIALE.

PIERSILIVIO, CACCIA CONFALONIERI, E' ORA CHE VADA IN PENSIONE!!! :D

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oh... finalmente hanno capito che fare la guerra a Google / YouTube e' del tutto stupido e anacronistico (come il morituro  Confalonieri :lol: )

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Storico accordo tra Mediaset e Google

L'intesa apre nuove prospettive nei rapporti tra i due player e pone contemporaneamente fine a quasi otto anni di contenziosi. Nel 2008 Mediaset aveva chiesto al colosso di Mountain View 500 milioni di euro di danni

Raffaello Binelli  - Mer, 21/10/2015 - 13:40

Il Gruppo Mediaset e Google-YouTube hanno siglato un importante accordo di collaborazione che apre nuove prospettive nei rapporti tra i due player e pone fine a quasi otto anni di contenziosi.

Immagine inviata

L'accordo, si legge nella nota Mediaset, mira allo sviluppo della presenza digitale dei contenuti Mediaset attraverso una partnership con YouTube e con Google Play. "Si avvia inoltre - si legge - una strategia congiunta per la protezione dei contenuti in ordine alla massima tutela del copyright dell’editore. Google-YouTube e il gruppo Mediaset si danno reciprocamente atto dello spirito positivo con cui si è giunti a una collaborazione proficua e soddisfacente per il futuro delle due società".

Di fatto gli avvocati delle due aziende hanno trovato un’intesa per chiudere una causa intentata da Mediaset nel 2008 con la richiesta di un risarcimento di 500 milioni per il solo danno emergente: una sentenza era attesa in queste settimane. "Le perizie svolte hanno espresso una forchetta di valutazione che consolida la nostra valutazione di veder riconosciuto il danno: si tratta di soldi veri e importanti", affermava in estate il consigliere di amministrazione di Mediaset Gina Nieri.

Nel luglio 2008 il Biscione aveva citato YouTube e Google per "illecita diffusione e sfruttamento commerciale di file audio-video di proprietà delle società del gruppo". Secondo Mediaset in quel momento erano stati "individuati sul sito YouTube almeno 4.643 filmati di nostra proprietà, pari a oltre 325 ore di materiale emesso senza possedere i diritti. Alla luce dei contatti rilevati e vista la quantità dei documenti presenti illecitamente sul sito, è possibile stabilire che le tre reti televisive italiane del gruppo abbiano perduto ben 315.672 giornate di visione da parte dei telespettatori", sosteneva il Biscione.

Ora la pace, con l’avvio di "tavoli tecnici" per stabilire come sbarcheranno ufficialmente i contenuti del Biscione su YouTube-Google.





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