La pressoche' sconosciuta localita' di Vadul-Raşcov, situata nella settentrionale provincia moldava di Şoldăneşti (150 km a nord di Chisinau), e' importante perche' conserva il piu' grande cimitero ebraico abbandonato del sud-est europeo.La presenza di circa 6000 lapidi in questo cimitero testimoniano il fatto che nella zona vi fosse, prima della seconda guerra mondiale, la piu' grande concentrazione di ebrei di tutta la Bessarabia (attuale Repubblica Moldova).
Il piccolo villaggio ha una storia antica, infatti i primi documenti citano gia' nel 1447 l'esistenza di Vadul-Raşcov, ma e' solo tra la fine del XVII e l'inizio del XIX secolo che questa localita' diventa molto conosciuta in seguito all'arrivo di molti ebrei emigrati dalla Polonia e dalla Russia.
In questo periodo il villaggio era conosciuto anche con il nome di "emporio ebraico" grazie ai fiorenti commerci fluviali lungo il Nistru gestiti dall'intraprendente comunita' ebraica.
Durante la seconda guerra mondiale i Nazisti incendiarono tutte le case in legno del quartiere ebraico e deportarono in massa tutta la popolazione non ariana nei campi di sterminio tedeschi.
Anche la Sinagoga fu distrutta completamente e solo due pareti della stessa sono ancora visibili attualmente.
Oggi a Vadul-Raşcov non vive piu' nessun discendente di quegli ebrei che la fecero fiorire due secoli fa.
Alfredo Ferrari
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