Nella parte nord orientale della Romania e nel territorio della Bessarabia (attuale Repubblica Moldova) viene parlato un dialetto della lingua rumena che soprattutto negli ultimi 70 anni ha subito una notevole trasformazione a causa degli avvenimenti politici che si sono succeduti in quest’area del sud est europeo. Attualmente, infatti, questo dialetto non viene piu’ parlato allo stesso modo a Iasi, Vaslui, Barlad o Botosani come a Chisinau, Balti o Cahul e tre possono essere considerate le ragioni storico-etniche che hanno creato questa spaccatura.
Prima fra tutte la pesante influenza della lingua russa, tra il 1940 ed il 1989* durante l’occupazione sovietica, sul dialetto moldavo parlato in Bessarabia; in secondo luogo la lingua ucraina parlata nei villaggi moldavi con forte presenza di etnici ucraini che sono sparsi a “macchia di leopardo” su tutto il versante orientale della stessa Bessarabia.
Questi due fattori piu’ il terzo, non meno importante, ossia l'insufficienza dei contatti linguistici fra moldavi e rumeni tra il 1940 ed il 1991 (in questo periodo infatti la letteratura rumena non circolava nella Moldova sovietica), hanno permesso (o costretto) al “grai moldovenesc” della Bessarabia di mantenere molte parole ormai considerate arcaiche in Romania.
Un’altra peculiarità differenzia il dialetto moldavo di Bessarabia da quello della Moldova rumena ed e’ certamente la pronuncia di alcune sillabe, soprattutto quelle del gruppo "ci" come "sci": ce faci -> sci fas (che fai); "e" diventa "i" : bine -> bini; il gruppo "pi" diventa "chi": spinare -> schinari (schiena).
note: * Il 31 agosto 1989 l’allora Repubblica Socialita Sovietica di Moldova reintrodusse ufficialmente la “limba noastra” (ossia il rumeno anche se venne erroneamente definita “limba moldoveneasca”).
Alfredo Ferrari







