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CA’ NISCIUN’ E' FES-BOOK - CAMERON E TYLER WINKLEVOSS, I DUE VERI ‘IDEATORI’ DI FACEBOOK, RIPROVANO A SPILLARE AL "LADRO" ZUCKERBERG QUALCHE MILIONATA DI DOLLARI COME RISARCIMENTO - IL GIUDICE HA DETTO PICCHE E I DUE FRATELLI DO


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Questa discussione ha avuto 3 risposte

#1 XCXC

XCXC

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Inviato 14 April 2011 - 21:02:31


CA’ NISCIUN’ È FES-BOOK - CAMERON E TYLER WINKLEVOSS, I DUE VERI ‘IDEATORI’ DI FACEBOOK, RIPROVANO A SPILLARE AL "LADRO" ZUCKERBERG QUALCHE MILIONATA DI DOLLARI COME RISARCIMENTO -


Massimo Gaggi per il "Corriere della Sera"

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Cameron e Tyron Winkelvoss

Adesso per togliersi di dosso l'immagine di ragazzi già invecchiati - gentiluomini aristocratici un po' tontoloni, ligi a un antico codice d'onore - ai gemelli Winklevoss non rimane che una possibilità: conquistare un medaglia olimpica nel canottaggio, l'anno prossimo a Londra. L'altra opportunità di riscatto- trascinare di nuovo in tribunale Mark Zuckerberg, il nerd con cui si erano associati ad Harvard ai tempi della nascita di Facebook e da cui si sono sentiti raggirati - è tramontata l'altra sera quando un tribunale di San Francisco ha giudicato inammissibile il loro ricorso. Cameron e Tyler dovranno accontentarsi dell'indennizzo ottenuto nel 2008 da Facebook.

Un accordo col quale i fratelli di Long Island sostengono di essere stati truffati una seconda volta, ma che garantirà, comunque loro un risarcimento stimato in 200 milioni di dollari (circa 140 milioni di euro): non propriamente briciole, anche se i fratelli sostengono che, con la società ormai valutata diverse decine di miliardi di dollari, avrebbero diritto a molto di più. Sono infatti loro, come raccontato qualche mese fa anche dal film The Social Network, i padri dell'idea di rete sociale studentesca su cui è stata costruita Facebook. Sono loro a rivolgersi a Mark, il genio dei computer del campus - un «secchione» fissato coi software, spesso in giro in vestaglia e pantofole di gomma -, per realizzarla.

Immagine inviata
I gemelli Winkelvoss e Divya Narendra

Zuckerberg dovrebbe far decollare Harvard Connection, la società fondata dai Winklevoss assieme a un altro socio, lo studente di origine indiana Diviya Narendra, poi ribattezzata ConnectU. Ma i gemelli, figli di un professore esperto di contabilità pensionistica, cresciuti in scuole e quartieri esclusivi, sono troppo impegnati nella vita mondana e nelle imprese sportive per accorgersi che il nerd Zuckerberg non solo sta lavorando al progetto con dedizione ossessiva, ma li sta anche fregando: mette ConnectU su un binario morto e, partendo dall'idea di Cameron e Tyler, crea la sua Facebook.

Quando se ne accorgono, i Winklevoss potrebbero ancora correre ai ripari, ma il loro senso dell'onore li frena. Non se la sentono di andare alla polizia a denunciare un compagno di studi. Cercano di ottenere lo stesso risultato all'interno della struttura accademica: foderati nei loro «blazer» blu, raccontano quello che è accaduto al rettore. Che, però, li mette alla porta. La causa vera e propria arriverà più tardi, quando Harvard è solo un ricordo e Facebook già una realtà commerciale: alla fine Zuckerberg, pur convinto che senza il suo genio e la sua tenacia l'idea dei Winklevoss non sarebbe servita a nulla, accetta di indennizzare i suoi ex soci.

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I gemelli Winkelvoss
Un'indiretta ammissione di colpa che frutta a Cameron e Tyler 20 milioni di dollari «cash» e un milione e 200 mila azioni di Facebook. Quei titoli non sono ancora quotati in Borsa (l'offerta pubblica d'acquisto è prevista per il 2012), ma vengono già scambiati privatamente a prezzi crescenti. Quelli attuali portano a un valore di 180 milioni per il pacchetto azionario dei due fratelli. Un pacchetto troppo esiguo, protestano oggi Cameron e Tyler: si arrivò a 1,2 milioni di titoli sulla base di un valore teorico di 36 dollari per azione.

Successivamente, però, i Winklevoss scoprirono che nel 2008, proprio mentre avallava questo calcolo nella causa con loro, in un documento interno Facebook attribuiva a ogni azione della società un valore teorico di soli 8,88 dollari. È su questa base che è stato presentato il ricorso, ma Alex Kozinski, il giudice che presiede la Corte d'Appello della California, ha dato loro torto sostenendo che ogni controversia, a un certo punto, deve essere chiusa. Questa era giunta alla sua conclusione concordata e le ragioni addotte dai Winklevoss non sono tali da giustificare una riapertura.

Immagine inviata
ZUCKERBERG
Secondo il magistrato, infatti, il calcolo del pacchetto spettante ai fratelli è stato fatto su una valutazione che, se non è quella originaria di Facebook, è, comunque, per loro molto favorevole. Ai valori attuali (schizzati in alto quando una transazione guidata dalla Goldman Sachs ha portato la capitalizzazione teorica della società oltre la soglia di 50 miliardi di dollari), i due ex studenti di Harvard avrebbero ottenuto un numero di azioni molto inferiore. I gemelli, che hanno assunto alcuni dei più agguerriti avvocati californiani esperti di economia digitale, non mollano: hanno chiesto che sulla questione si pronunci l'intero collegio giudicante e non il solo Kozinski.

Immagine inviata
MARK ZUCKERBERG
Ma da oggi la loro attenzione finirà inevitabilmente per concentrarsi soprattutto sugli allenamenti di canottaggio: dopo il sesto posto conquistato nella finale di doppio alle Olimpiadi di Pechino, quello di Londra è l'ultimo appello per i due giganti che fra tre mesi avranno trent'anni. Comunque vada, Cameron e Tyler non diventeranno di certo gli Abbagnale d'America: dopo il 2012 verranno ricordati soprattutto per questa pellicola che li presenta come due reliquie di un mondo che non esiste più, campioni di correttezza formale e scarsa concretezza.

«È un'immagine che non ci dà affatto fastidio, ne siamo fieri» , dice Cameron. Che, però, nella sua rigidità, non riesce a spuntarla su Zuckerberg nemmeno in termini di simpatia: descritto come un determinato, prepotente imbroglione, Mark recupera accettando di confrontarsi ironicamente con autori ed attori del film.


#2 giemme74

giemme74

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    Medaglie



Inviato 04 April 2014 - 16:30:58


bhè... alla fine dei conti credo che quei soldi stiano meglio in mano a Zeckerberb che ai "fratelli canotto"... almeno redistribuisce....

Zuckerberg, un miliardario senza capricci


Se mai ce ne fosse stato il bisogno, gli investimenti miliardari di questi giorni lo confermano: Mark Zuckerberg, CEO di Facebook, e sua moglie Priscilla Chan, sono ormai tra le persone più ricche del pianeta, nonché tra i più giovani multimiliardari di tutti i tempi.
Secondo fonti ufficiali Zuckerberg ha, solo nell’ultimo anno, realizzato un profitto di 3,3 miliardi di dollari vendendo 60 milioni delle sue stock-options di Facebook. Ha poi donato 18 milioni di azioni del social network a una società no-profit dellaSilicon Valley, la Silicon Valley Community Foundation, per un valore stimato di 1 miliardo di dollari.
Nonostante queste cifre da capogiro, il fondatore del social network più famoso del mondo non sembra aver abbandonato il suo stile di vita da nerd. Si è tenuto ben distante dal lusso sfrenato che caratterizza le vite di molti altri super-ricchi e, se si fa eccezione per i 90 milioni di dollari con cui ha pagato un imponente attico a New York, Mark si è mostrato contenuto e morigerato nelle spese.
E’ Facebook a noleggiare un jet per lui, che dalla sua non ha ancora acquistato una grande barca, né auto da sogno, né altri capricci da miliardario. Zuckerberg, insieme ad altre celebrità, tra cui Martha Stewart e Henry Kravis, sembra che abbia partecipato alla gigantesca asta di arte moderna Art Basel a Miami, nel mese di dicembre: opere di artisti che vanno da Picasso a Warhol hanno attirato qui circa 75.000 visitatori, ma non ci sono prove che Zuckerberg fosse tra gli acquirenti.

Gli Zuckerberg possiedono due proprietà nella zona della baia di San Francisco. Hanno pagato 7 milioni di dollari, nel 2011, per la loro meravigliosa casa da 5.000 metri quadrati nel quartiere di Crescent Park di Palo Alto, nel quartiere dove una volta viveva Steve Jobs. Mark e Priscilla hanno fissato l’acquisto di altre quattro proprietà circostanti per altri 30 milioni di dollari nei prossimi due anni, ma non con l'idea di costruirsi il classico mausoleo da miliardario. La mossa sembra infatti aver come scopo quello di contrastare uno speculatore che voleva comprare alcune delle case nei pressi degli Zuckerberg, realizzando un cospicuo guadagno sul fatto che le case erano prossime a quelle dei nuovi miliardari del web.Dopo l'acquisto delle case Zuckerberg le ha affittate ai residenti. La coppia ha infine pagato 10 milioni di dollari per una casa a San Francisco, nel quartiere Noe Valley, su cui stanno operando una ristrutturazione quasi totale. E l’attico da 90 milioni con supervista su Central Park?Sembra che sia in realtà andato a un gruppo di investitori guidato dal manager dei fondi speculativi Bill Ackman.
Non mancano poi, da parte di Zuckerberg, le iniziative caritatevoli. Già nel 2010 Mark ha promesso di donare la metà o più delle sue ricchezze quando ha firmato il Giving Pledge, uno accordo congiunto con i miliardari Bill Gates e Warren Buffett per ottenere un aumento dell’1 % della filantropia. Nel 2010 Zuckerberg ha poi promesso 100 milioni dollari in aiuto alle scuole pubbliche di Newark, nel New Jersey, di cui circa 80 milioni sono stati finora già spesi. Le 36 milioni di azioni donate alla Silicon Valley Community Foundation nel corso degli ultimi due anni sono certamente un segno evidente della sua filantropia, che è per lo più rimasto legata al territorio. Lo conferma il fatto che, con 5 milioni dollari donati nel mese di gennaio, Zuckerberg ha contribuito a costruire una nuova struttura sanitaria a East Palo Alto, aiutando una zona a basso reddito priva di strutture sanitarie efficienti.

Zuckerberg è poi annoverato tra i fondatori di Code.org, anche se l'importo che ha donato all’iniziativa non è stato divulgato. Il no-profit mira a una maggiore formazione dei bambini in campo informatico e ha coinvolto molti big di internet, come il fondatore di Dropbox Drew Houston e Jack Dorsey di Twitter.
Altri sforzi caritatevoli beneficiano indirettamente Facebook, come il progetto Internet.org per portare l'accesso online in tutto il globo, progetto sostenuto direttamente tramite il social network blu. Ma sembra cheZuckerberg abbia imparato la lezione di Bill Gates, spesso criticato in gioventù per donazioni che hanno beneficiato principalmente Microsoft. Lo stesso Gates si è concentrato molto sulla diffusione dell’accesso a Internet. Ma ha poi compreso che il World Wide Web non era proprio una priorità per chi muore di malaria, non ha accesso ad acqua potabili, farmaci a prezzi accessibili e servizi sanitari.

Va poi sottolineato che non tutte le fonti di beneficenza vengono comunicate.  Zuckerberg e Chan potrebbero essere partecipi di molte altre cause benefiche in forma anonima.

Dal lato degli investimenti, Zuckerberg ha finanziato e sostenuto l’emersione di nuove aziende, a volte tramite lo sforzo educativo condotto con Startup: Education. L’iniziativa, sostenuta con una donazione di 100 miliondi di dollari da Zuckerberg, ha contribuito all’avanzamento del livello e della qualità scolastica. A  dicembre Zuckerberg ha poi sostenuto EducationSuperhighway, un fondo senza scopo di lucro per portare connessioni web veloci in tutte le scuole. Un’iniziativa fatta propria anche dalla Fondazione Gates di Bill Gates.

Al di là della scuola, Zuckerberg ha investito circa 40 milioni dollari nella raccolta fondi diVicarious, un programma di machine-learning sviluppato sulla base del cervello umano. Il coofondatore di Facebook e compagno di stanza di Zuckerberg, Dustin Moskovitz, è stato tra gli investitori di questo progetto, e con lui altri finanziatori importanti, compresi Elon Musk e Ashton Kutcher.
Insomma, Zuckerberg non lesina certo le spese, ma sembra che utilizzi il denaro per scopi diversi dall’acquisto di un sottomarino.



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#3 XCXC

XCXC

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Inviato 04 April 2014 - 17:56:18


la faccia da traditore ce l'ha tutta!!!! Io continuo a credere ai due fratelli...


#4 giemme74

giemme74

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    Medaglie



Inviato 04 April 2014 - 19:41:33


è palese che l'idea di base era dei canottieri, del resto l'ha anche riconosciuto indennizzandoli...



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