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Sotto sequestro furgoni giunti dalla Moldavia - Estense.com


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Questa discussione ha avuto 2 risposte

#1 Ambasada.it

Ambasada.it

    TpX2MI

  • Ambasadiani MIra
  • StellaStellaStellaStellaStellaStellaStellaStellaStellaStellaStellaStella
  • Messaggi: 15,685

Inviato 24 July 2010 - 20:48:32


Immagine inviata
Estense.com

Sotto sequestro furgoni giunti dalla Moldavia
Estense.com
Alla stessa maniera sono state passate al setaccio le merci provenienti da Ucraina, Moldavia, Estonia e Lettonia utilizzando anche unità cinofile antidroga. ...

altro »
http://news.google.c...via-071982.html



.


#2 XCXC

XCXC

    TpX2MI

  • Ambasadiani MIra
  • StellaStellaStellaStellaStellaStellaStellaStellaStellaStellaStellaStella
  • Messaggi: 17,161

Inviato 04 February 2014 - 01:00:32




Trasporti abusivi, arrestato giudice di pace: toglieva le multe. Favorita anche una maxi evasione fiscale di 120 milioni

Operazione della Polstrada di Amaro che ha concluso un’indagine avviata un anno fa. Ai domiciliari l’avvocato Pietro Volpe (coordinatore dei giudici di pace di Udine), denunciato l’ex giudice di pace di Pontebba, Antonio Traverso, l’ex maresciallo della Gdf Gennaro Turco e l’avvocato udinese Andrea Tascioni. Perquisiti gli uffici dei giudici e gli studi dei legali. Annullavano sistematicamente i verbali con le contravvenzioni elevate a chi faceva parte del “sistema”. L’indagine chiusa grazie alle intercettazioni



AMARO. La Polstrada di Amaro ha concluso un’operazione che ha portato all’arresto (con la concessione dei domiciliari) nei confronti del coordinatore dei Giudici di Pace di Udine, avvocato Pietro Volpe, alla denuncia in stato di libertà dell’ex Giudice di Pace di Pontebba, dott. Antonio Traverso, attualmente in quiescenza, di un ex sottufficiale della Guardia di Finanza di Trieste e di un avvocato del foro di Udine.

Le indagini sono cominciate nei primi giorni di gennaio del 2013, quando gli investigatori della polizia stradale hanno avviato una serie di accertamenti sui transiti di veicoli ucraini che effettuano un trasporto merci conto terzi dall’Italia all’Ucraina: è emerso che sull’autostrada A4, nella tratta Venezia–Trieste settimanalmente transitavano circa 500-600 furgoni, ognuno dei quali esportava in Ucraina, principalmente nei weekend, pacchi e colli, del peso di circa 15 Kg cadauno, per un totale approssimativo di 3.000 chilogrammi, a settimana, di merce per ogni furgone.

I furgoni, in tal modo, risultavano essere sempre sovraccaricati oltre il limite di legge, trasportando circa il doppio del peso consentito e privi di alcun tipo di autorizzazione necessaria a svolgere questo tipo di attività.

Come emerso nel corso delle indagini, il prezzo richiesto per il trasporto abusivo era di 1,5 o 2 euro a chilogrammo, quindi il giro di affari movimentato da questi veicoli era di circa 4.500 euro a furgone, per settimana, per un totale che si aggirava sui 2.700.000 euro, sempre per settimana, se si considera la cifra indicativa del transito di 600 mezzi.

La cifra annuale evasa (nel senso di complessivo volume d’affari sottratto a qualsivoglia forma di imposizione fiscale) si potrebbe quantificare in circa 120.000.000 di euro all’anno.
Le indagini, consistenti nell’acquisizione, verifica e analisi di una grande mole di documentazione pertinente a tali transiti, hanno permesso di ricostruire la prima fase dell’attività che ha visto coinvolti i giudici di pace Pietro Volpe (che svolge anche l’attività di avvocato a Trieste) e Antonio Traverso, avente ufficio a Pontebba.

Dai riscontri degli investigatori è emerso che una pattuglia della Polizia Stradale ha fermato un veicolo, con un trasporto abusivo di merce, e ha contestato al conducente, per lo più extracomunitario e di solito di nazionalità ucraina, una violazione amministrativa sanzionata con 4.130 euro di contravvenzione e misura accessoria del fermo amministrativo del veicolo per 3 mesi.
A seguito di questi provvedimenti, il dott. Pietro Volpe, nella sua veste di avvocato, la mattina seguente si presentava nella sede da cui dipendeva la pattuglia che aveva operato ed esibiva un decreto emesso dal Giudice di Pace di Pontebba (il dott. Traverso), di sospensione della sanzione con rinvio del giudizio.

Il veicolo, quindi, veniva dissequestrato e lo stesso, immediatamente, veniva restituito per poi tranquillamente riprendere la marcia, arrivando a destinazione. Quando si giungeva alla data dell’udienza, logicamente, il cittadino extracomunitario non si presentava, e sebbene dovesse essere condannato, aveva già eseguito il trasporto abusivo senza problemi.

Inoltre, i due giudici (Volpe e Traverso), in combine tra di loro, asserivano falsamente che la violazione si era configurata sotto la competenza territoriale del Giudice di Pontebba, assumendo che i veicoli erano entrati in Italia attraverso il confine di Tarvisio, sebbene, invece, i mezzi fossero entrati in territorio italiano da Trieste (Valico di Fernetti) o da Gorizia (valico di Sant’Andrea).

Addirittura, in corso di udienza avanti al Giudice di Pace di Pontebba, dottor Traverso, personale della polizia municipale di Rimini, convocato a seguito della redazione di verbali per trasporto abusivo di merci, rilevava che ancor prima del dibattimento il giudice aveva già il testo della sentenza. Riscontrate le prime risultanze investigative e visto il coinvolgimento di due giudici di pace, il fascicolo (inizialmente sotto la competenza della Procura di Tolmezzo) è stato trasmesso alla Procura della Repubblica di Bologna, competente per tale tipologia di indagini.

Sotto la direzione di questa Procura, sono state sottoposte ad intercettazione ben nove utenze telefoniche e due indirizzi di posta elettronica, per un totale approssimativo di oltre diecimila telefonate ascoltate dagli investigatori della Polizia Stradale.

Tali operazioni tecniche di intercettazione, iniziate nel marzo 2013, hanno permesso di delineare e riscontare oggettivamente il modus operandi adottato, infatti, in virtù del fatto che il dottor Traverso non esercitava più la sua funzione di Giudice di Pace, nell’ufficio di Pontebba, poiché andato in quiescenza, l’avvocato Volpe si adoperava per trovare una nuova via per raggiungere sempre il medesimo risultato.

Il “sistema” adottato è apparso evidente in occasione di un servizio effettuato nell’aprile del 2013 dalla Sezione Polizia Stradale di Udine, unitamente a personale della Sottosezione Polstrada di Amaro, mirato al contrasto del trasporto merci abusivo.

In tale occasione venivano redatti dieci verbali per inottemperanza alle vigenti leggi, immediatamente l’avvocato Volpe si adoperava per vie traverse (in quanto in tale frangente rivestiva il ruolo di Giudice di Pace), per ottenere il dissequestro del mezzo, permettendo in tal modo al conducente extracomunitario di portare a termine il suo trasporto.

Nella fattispecie Volpe, con la connivenza di un avvocato di Udine, pilotava al suo ufficio di Giudice di Pace i ricorsi, promettendo già in anticipo e senza consultare la documentazione prodotta, l’esito positivo (dissequestro e giudizio rinviato): il tutto veniva ascoltato dagli operatori della polizia giudiziaria della Polizia Stradale e immediatamente relazionato al Pubblico Ministero di Bologna, titolare del fascicolo processuale.

L’ascolto delle telefonate intercettate, protrattosi per due mesi, ha permesso, unitamente all’analisi documentale ed ai servizi di osservazione, di giungere all’acquisizione di riscontri e prove tali da rappresentare un solido quadro accusatorio che ha portato l’autorità giudiziaria di Bologna ad emettere la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti del dott. Pietro Volpe e a indagare in stato di libertà il Giudice di Pace, ora in quiescenza, Antonio Traverso, l’ex maresciallo della guardia di finanza Gennaro Turco e l’avvocato del foro di Udine Andrea Tascioni.

Quindi personale della Squadra di Polizia Giudiziaria del compartimento polizia stradale di Trieste e della Sottosezione Polstrada di Amaro, alla presenza anche di personale della Polizia Municipale di Rimini che ha concorso al buon esito delle indagini, ha dato esecuzione alla misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti dell’avvocato Pietro Volpe, indagato per il reato di corruzione in atti d’ufficio, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale, abuso d’ufficio e violenza a pubblico ufficiale.

Nei confronti del dott. Antonio Traverso la Procura ha mosso le accuse, indagandolo in stato di libertà, per concorso in falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale e corruzione in atti d’ufficio.

Contestualmente all’esecuzione della misura restrittiva sono state eseguite le perquisizioni agli uffici del Giudice di Pace di Pontebba e Udine, con il sequestro dei fascicoli pertinenti all’indagine svolta, perquisizioni effettuate anche nello studio dell’avvocato di Udine e nella sua abitazione.


#3 XCXC

XCXC

    TpX2MI

  • Ambasadiani MIra
  • StellaStellaStellaStellaStellaStellaStellaStellaStellaStellaStellaStella
  • Messaggi: 17,161

Inviato 05 February 2014 - 18:22:46


LA CASTA MARCIA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE ITALIANA,

ICREDIBILE !!!!!

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  • FONTANINI TUTELA HERMES, BUSINESS DI MAZZOLA E SOLDATI
  • 04/02/2014 11:27:42
    FONTANINI TUTELA HERMES, BUSINESS DI MAZZOLA E SOLDATI

27F.jpg

  • Un magistrato agli arresti domiciliari per aver pilotato decine di ricorsi presentati da autotrasportatori stranieri, per lo più ucraini, multati dalla polizia stradale per i loro viaggi senza autorizzazione e con rilevanti sovraccarichi.L'attività investigativa era cominciata circa un anno fa, dopo un esposto presentato da una ditta di trasporti udinese, la Hermes express. Nel 2013 emerge che nel tratto autostradale Venezia - Trieste, transitano ogni settiman circa 600 furgoni ucraini che portano merci per conto terzi dall'Italia all'Ucraina. A denunciare il traffico di  furgoni abusivi che ogni settimana, racconta oggi la stampa locale, attraversa il Friuli era stata, più di un anno fa, la Hermess di Via Baldasseria Bassa. Probabilmente fu per questo che un dipendente della Hermes venne aggredito a scopo intimidatorio durante un'irruzione di alcuni uomini nella sede della Hermes. In quell'occasione, e poi altre volte in seguito, il Presidente della Provincia di Udine, Pietro Fontanini (Lega Nord), si era recato, assieme al comandante della polizia provinciale, in via Baldasseria bassa e aveva evidenziato la necessità di potenziare i controlli per "bloccare questo traffico illegale che penalizza le aziende friulane e contribuisce a fare crescere l'evasione. Sviluppare un commercio legale con l'Ucraina - aveva precisato - può aiutarci anche a superare la crisi economica". Non a caso il socio della Hermes, Kisil Rostyslav, il miliardario presidente del colosso "Rosan", ha assicurato di essere pronto a sviluppare nuovi progetti di collaborazione con l'Italia. In seguito la Provincia aveva potenziato i controlli cercando di dare un contributo all'attività della Polizia Stradale, ma in molti casi le sanzioni venivano sospese o annullate dal giudice di pace con il quale Palazzo Belgrado aveva avviato una battaglia legale a colpi di ricorso. In queste ore il Presidente della Provincia, Pietro Fontanini, ha affermato che "le notizie di ieri confermano la nostra posizione e ci inducono a continuare questo tipo di monitoraggio per tutelare le aziende friulane vittime di concorrenza sleale". Nello stesso tempo i dirigenti della Hermes hanno sottolineato l'importanza di poter lavorare nel rispetto della legalità ed hanno voluto ringraziare le forze dell'ordine e la magistratura per il loro operato.
    Fin qui quasi eroico e iper patriotico il comportamento tenuto per oltre un anno dal presidente leghista della Provincia di Udine, Pietro Fontanini, a difesa della Hermes. Ma oltre al milionario ucraino, chi sono gli altri soci ed amministratori della Hermes express? La società costituita il primo dicembre del 2011, ha come soci Praussel Maria Luisa (dipendente della Provincia di Udine), la Sviluppo Tre srl (una società riconducibile al presidente di Exe Franco Soldati), Kisil Rostyslav e la sua compagna Nod-Kobik Dina. Presidente del consiglio di amministrazione è Aldo Mazzola, direttore generale di Exe (società per i rifiuti della Provincia di Udine), vice presidente Franco Soldati (presidente di Exe, principale società a capitale della Provincia di Udine). Ma le coincidenze non terminano qui. Infatti nell'ottobre del 2011, Exe costituì, proprio in Ucraina, la Ekoternopil, società di diritto ucraino controllata al 99% che di fatto non ha mai cominciato ad operare.






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