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Regolarizzazione: il Governo chiarirà se colf e badanti condannate per violazione dell’ordine del questore devono essere escluse dalle procedure di emersione.


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Inviato 20 April 2010 - 18:25:13


20 aprile 2010

Regolarizzazione: il Governo chiarirà se colf e badanti condannate per violazione dell’ordine del questore devono essere escluse dalle procedure di emersione.

Attesa nei prossimi giorni la risposta all’interrogazione parlamentare del sen. Passoni al Presidente del Consiglio ed al Ministro dell’interno.



È di un mese fa la circolare del capo della Polizia Manganelli secondo la quale non può essere concesso il nulla osta alla regolarizzazione a colf e badanti condannati per il reato di cui all’art. 14, comma 3 ter, che punisce con la reclusione da uno a quattro anni lo straniero che senza giustificato motivo permane illegalmente nel territorio dello Stato in violazione dell’ordine del questore di allontanarsi dal territorio nazionale.
L’orientamento del Capo della Polizia ha suscitato numerose reazioni, ora sintetizzate in una interrogazione parlamentare al Presidente del Consiglio ed al Ministro dell’interno presentata nei giorni scorsi dal sen. Passoni (PD).
L’interrogante, dopo aver ricordato che a seguito dell’approvazione dell’art. 1-ter della legge n. 102 del 2009 a partire dal 1° settembre 2009 e fino al 30 settembre dello stesso anno le famiglie datrici di lavoro hanno avuto la facoltà di denunciare il rapporto lavorativo, allo scopo di ottenerne la compiuta regolarizzazione e che la procedura in questione, alla luce dei fatti, si è dimostrata capace di intercettare un bisogno reale delle famiglie, visto l’elevato numero di domande presentate, segnala il comportamento di alcune Questure che hanno proceduto al respingimento delle domande di emersione (e in certi casi al rimpatrio immediato dei lavoratori stranieri), solo perché il dipendente extracomunitario risultava gravato da una sentenza di condanna per il reato di inottemperanza all’ordine del questore di allontanamento dal territorio nazionale.
“La viva preoccupazione suscitata dalla diffusione di tali notizie - continua l’interrogazione - è stata poi ancora accresciuta dalla notizia dell’emanazione di una recente circolare (prot. 1843 del 17 marzo 2010) diffusa dal Capo della Polizia, che avrebbe dato indicazione alle Questure di esprimere parere negativo alla regolarizzazione, in presenza di una condanna ai danni del lavoratore straniero per il reato di cui all’art. 14, comma 5-ter del decreto legislativo n. 286 del 1998. Se ciò fosse vero, a fondamento della circolare indicata sarebbe un’inaccettabile equiparazione tra stranieri effettivamente responsabili di reati lesivi della sicurezza pubblica e stranieri formalmente condannati solo a causa di una condizione di permanenza irregolare sul territorio nazionale, che la procedura di emersione avrebbe appunto dovuto sanare. Se ciò fosse vero, ritiene l’interrogante che l’indicazione diffusa dal Capo della Polizia non sarebbe compatibile con l’affidamento suscitato nelle famiglie datrici di lavoro e nei lavoratori dall’approvazione di una procedura di emersione, per il cui accesso - giova ribadirlo - sono già state versate somme ingenti”.
Per Passoni “il Governo dovrebbe intervenire su questa delicata questione, imponendo alle Amministrazioni coinvolte di mantenere comportamenti leali nei confronti dei cittadini, evitando di ingenerare confusioni e di dare luogo a disparità di trattamento prive di ragionevolezza”.
La risposta all’interrogazione è attesa nei prossimi giorni.
(Red.)





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