Vai al contenuto

  • Log In with Google      Accedi   
  • Registrati ora!


Risparmia acquistando online! Clicca Qui!
TorinoChisinau MilanoChisinau VeronaChisinau VeneziaChisinau BolognaChisinau RomaChisinau CagliariChisinau


  Moldova-mms.com News dal Regina Pacis Seborganelmondo  



SMMS   a
moldova-mms.com

     VEDI MEGLIO
    
e commenta >>

     SMS     a:   +39 (coming soon)
     MMS   a:   live @ moldova-mms . com




- - - - -

IL PRINCIPE DEGLI ENOLOGI LASCIA


  • Non puoi aprire una nuova discussione
  • Effettua l'accesso per rispondere
Questa discussione ha avuto 2 risposte

#1 Carlo

Carlo

    Tpx3MI

  • Ambasadiani MI1a
  • StellaStellaStellaStellaStellaStellaStella
  • Messaggi: 3,832

    Medaglie



Inviato 16 April 2010 - 19:11:38


E' il 'principe' degli enologi italiani, ha inventato vini celebri e i suoi consigli sono ancora i più ascoltati e temuti perché possono fare la fortuna di un'azienda. Ora Giacomo Tachis, piemontese originario di Poirino (Torino) ma da tempo trapiantato in Toscana, lascia l'attività per ritirarsi a vita privata. "Lascio - spiega Tachis - perché ho 77 anni, ho avuto grandi soddisfazioni e ora voglio dedicarmi interamente alla famiglia, ai miei nipoti e ai miei libri". Ritenuto artefice di un Rinascimento del vino italiano e scopritore dei supertuscans, Tachis è considerato il papà di vini 'star' come Sassicaia, a Bolgheri, e Tignanello e Solaia, nelle tenute di Antinori vicino a Firenze.

Dopo gli studi alla Scuola di enologia di Alba e le prime esperienze professionali, nel 1961 Tachis approdò alla casa vinicola Marchesi Antinori dove è rimasto per 32 anni divenendone storico direttore. Appassionato bibliofilo, nella sua casa di San Casciano Val di Pesa custodisce antichi volumi e dal suo studio continuerà a tenere d'occhio l'agricoltura e in particolare la viticoltura. "Il vino non conoscerà mai crisi perché la gente lo beve e lo berrà sempre", dice. "Negli ultimi decenni - continua - sono stati fatti grandi investimenti economico-finanziari nelle campagne. In parte hanno fatto del bene, perché hanno portato progresso. Ma in parte no, perché c'é chi si è adagiato su un iniziale progresso e ci sono tendenze speculative. Ad ogni modo il vino ha avuto e avrà sempre mercato".

Il vino, quindi, ci sarà sempre e "sarà naturale se è fedele alla sua natura". "Rispettiamo la natura e la semplicità del vino - esorta pertanto Tachis -. Perciò niente chimica come viene fatta oggi e attenti alla genetica, perché la natura si ribella". Una eredità morale che passa alle nuove leve di enologi e anche un avviso ai consumatori. Quindi distingue: "C'é il vino del povero e il vino del ricco. Quello del povero è il 'vinum operarium' fatto semplicemente dal contadino, che nasce dal sentimento e che è più vicino alla natura. L'agricoltore serio vinifica come sente di fare e l'ispirazione gli proviene dalla campagna e dall'armonia raggiunta con essa; in questo modo il vino nasce dalla mano dell'uomo come la natura vuole che sia". "Il vino del ricco, invece, si ha con tecniche sofisticate, viene ottenuto con travasi particolari, microfiltrazioni o anche balle tipo l"osmosi inversà e altre ancora. Punta su vitigni scelti, noti, sui più blasonati". Tachis si schermisce definendosi un umile 'mescolavino', ha presente che il suo mondo apre la porta alla biologia molecolare e all'ingegneria genetica e fa previsioni. "Ora è il momento di vitigni emergenti come Cabernet e Syrah, ma in futuro ne arriveranno altri. Si affermeranno vitigni più 'scorrevoli', 'passanti', meno alcolici". "Oggi - continua - molti potano corto per ridurre la produzione ma così aumentano il grado alcolico.

Il vino ad alta gradazione dà alla testa della gente che si accorgerà di preferire vini a gradazione bassa, più facili da bere e adatti alle proprie abitudini alimentari". Di conseguenza, tra le regioni vinicole italiane, "verrà il momento della Maremma, l'area più vocata della Toscana, e del Sud, in particolare di Puglia e Basilicata, mentre la Sicilia potrà migliorare ancora purché non ecceda". "In Italia - aggiunge - basta voler produrre bene per ottenere risultati perché c'é sole, luce, i terreni sono esposti bene, si tratta di investire e lavorarci". E all'estero? "California, Cile, Sud Africa, Argentina si svilupperanno di più. E anche la Moldavia". Sulla 'vecchia' Europa, Tachis è convinto che sia "un fatto tra noi e i francesi. Sono stati più furbi ma non sono mica imbattibili". (michele.giuntini@ansa.it)




#2 Carlo

Carlo

    Tpx3MI

  • Ambasadiani MI1a
  • StellaStellaStellaStellaStellaStellaStella
  • Messaggi: 3,832

    Medaglie



Inviato 16 April 2010 - 19:14:09


Detto da Tachis mi lascia veramente sorpreso ed allo stesso felice per un'affermazione del genere che porta un pò di fiducia nei viticultori della piccola Moldavia.

Allega immagini

  • tachis.jpg





#3 Carlo

Carlo

    Tpx3MI

  • Ambasadiani MI1a
  • StellaStellaStellaStellaStellaStellaStella
  • Messaggi: 3,832

    Medaglie



Inviato 16 April 2010 - 20:29:51


Giusto per far capire l'importanza dell'affermazione di Tachis ... questi alcuni dei suoi vini ...

Allega immagini

  • sassicaia2002.jpg
  • solaia_03.jpg
  • tignanello.jpg








Leggono questa discussione 0 utenti

0 utenti, 0 ospiti, 0 utenti anonimi










                                                                                    Effettua i tuoi pagamenti con PayPal.  un sistema rapido, gratuito e sicuro.  



 info@ambasada.it    info@pec.ambasada.it    Telegram.me/Ambasada    iMessage: info@ambasada.it   fax +39 02 45503457  tel +39 02 45071457


ATTENZIONE! per i recapiti dell'Ambasciata della Moldavia a Roma click qui , per il Consolato di Milano click qui , per il Consolato di Padova click qui ATTENZIONE!


Privacy e Cookie Policy / Termini e Regole del Forum