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Storie di emigrati e immigrati


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Questa discussione ha avuto 5 risposte

#1 nick. novecento. novecento

nick. novecento. novecento

    Nb

  • Ambasadiani MI1e
  • Stella
  • Messaggi: 24
    Località:Bologna, Italia

Inviato 27 October 2009 - 20:41:15


fonte: ttp://www.ilpassaporto.kataweb.it/dettaglio.jsp?id=24234&s=0


Max Mauro "La mia casa è dove sono felice. Storie di emigrati e immigrati".


Qual è la differenza tra un italiano emigrato all’estero e uno straniero immigrato in Italia?

Prova a dare una risposta il friulano Max Mauro in questo libro. Che ha deciso, di scrivere, racconta, non solo perché è nato da genitori italiani emigrati in Svizzera: madre operaia, padre imbianchino. La stessa storia di tanti suoi coetanei friulani, in una delle regioni italiane che hanno dato il contributo più imponente all’emigrazione. E neanche solo perché ha lavorato per anni a un notiziario radiofonico per stranieri sull’emittente locale “Onde furlane”. E curando il notiziario, che veniva trasmesso in sette lingue, ha avuto modo di avvicinare gli stranieri, di ascoltarli e confrontare senza pregiudizi la propria esperienza e la loro.

Mauro, giornalista, 37 anni, racconta che ha scritto questo libro per curiosità, per stanchezza e per fastidio. Il fastidio di sentir ripetere troppo spesso una serie di luoghi comuni del tipo: “Quando partivamo noi era diverso. Avevamo delle regole, ci impegnavamo. Andavamo all’estero per lavorare. Questi credono di avere solo diritti. Arrivano qui per rubare”.

Così, sulle orme di Gian Antonio Stella, Mauro è partito per verificare la verità di tante diffuse convinzioni. “La mia casa è dove sono felice” è un libro che nasce senza una tesi da dimostrare, ma per rispondere a una domanda: c’è differenza fra emigrato e immigrato? Una vera inchiesta come se ne fanno poche, che ha richiesto un anno e mezzo di lavoro. “Sono partito – spiega l’autore - solo con una griglia di domande, che ho voluto, per emigrati e immigrati, rigorosamente uguale: qual è stata la motivazione a partire, qual era la condizione familiare e economica iniziale. Quali sono state le difficoltà, le vicissitudini, i problemi, i vantaggi o gli svantaggi, le scoperte”.


Diciotto mesi in giro per il Friuli, a parlare con italiani che hanno deciso di lasciare la propria casa per farvi ritorno solo dopo molti anni. O con immigrati arrivati per restare. In un anno e mezzo, Mauro ha parlato con cinquanta persone: ognuna conosciuta e incontrata più volte per aiutarla a vincere la diffidenza di raccontarsi.

Il risultato finale sono quattordici storie di vita, che si possono leggere come in uno specchio. Se il friulano Luigi ha aperto una fabbrica in Canada, dove vive ormai da 50 anni, Naiaga ne ha aperto una in Friuli, dove è arrivato quindici anni fa. Uliano, nel 1947, è entrato illegalmente in Jugoslavia: Ahmed, nell’1989, è arrivato in Italia senza permesso. Vittoria è vissuta per 17 anni in Germania, dove si è sempre sentita un’estranea. Ana, ormai da anni in Italia, vuole la cittadinanza per poter votare, per diventare davvero partecipe della vita sociale italiana.

Storie simili e diverse che dialogano a distanza, perché, scrive Mauro nell’introduzione, “emigrati e immigrati sono la stessa cosa solo vista da due punti di vista diversi. Anche il friulano è stato un immigrato. Anche il marocchino è un emigrato. Entrambi sono emigranti”.



«Sono sempre stato molto precoce. Una volta ho terminato un puzzle in meno di quattro giorni. E pensare che sulla scatola c'era scritto "Dai 2 ai 5 anni".»   

CLAUDIO BISIO

#2 nick. novecento. novecento

nick. novecento. novecento

    Nb

  • Ambasadiani MI1e
  • Stella
  • Messaggi: 24
    Località:Bologna, Italia

Inviato 27 October 2009 - 20:50:16


Collocazione del post in un topic
sbagliato.. scusate !!



«Sono sempre stato molto precoce. Una volta ho terminato un puzzle in meno di quattro giorni. E pensare che sulla scatola c'era scritto "Dai 2 ai 5 anni".»   

CLAUDIO BISIO

#3 XCXC

XCXC

    TpX2MI

  • Ambasadiani MIra
  • StellaStellaStellaStellaStellaStellaStellaStellaStellaStellaStellaStella
  • Messaggi: 17,212

Inviato 27 October 2009 - 21:08:16


Visualizza messaggionick. novecento. novecento, su 27-Oct-2009 20:41, dice:

Anche il friulano è stato un immigrato. Anche il marocchino è un emigrato. Entrambi sono emigranti”.


ecchevvoddi' "entrambi sono emigrati"?

Anche uno svizzero in Italia e' un emigrato...

tuttavia lo svizzero ed il friulano non vanno in giro a sgozzare persone... e familiari

Pensare che tutti gli immigrati siano UGUALI e' tipico dei kompagni che applicano l'ideologia fallimentare che li caratterizza...


#4 XCXC

XCXC

    TpX2MI

  • Ambasadiani MIra
  • StellaStellaStellaStellaStellaStellaStellaStellaStellaStellaStellaStella
  • Messaggi: 17,212

Inviato 27 October 2009 - 21:14:49


e aggiungo...

in Italia in questi anni 30 casi di sgozzamento da parte di marocchini e musulmani...

in Germania 50 CASI ALL'ANNO !!!

E FINIAMOLA DI PARAGONARE ONESTI LAVORATORI EMIGRATI DECENNI FA CON CERTA GENTAGLIA CHE ARRIVA DA NOI

Prova ad andare in giro per il mondo e dichiarare, a domanda, la tua provenienza (nazionale ma anche regionale) e poi vedrai i risultati PRATICI

chi parla e scrive cosi'...  ha poca esperienza di soggiorni all'estero che non siano turistici...

provare a confrontarsi con lunghi periodi di soggiorno soprattutto per lavoro...

e troverai il parigino che sornione ti dira' "....no napolitan? Ah ok... tres bien"

voila' !!


#5 nick. novecento. novecento

nick. novecento. novecento

    Nb

  • Ambasadiani MI1e
  • Stella
  • Messaggi: 24
    Località:Bologna, Italia

Inviato 28 October 2009 - 12:22:49


Il taglio dell'articolo riportato è un taglio "diverso": sono storie "umane" di persone

che abbandonano il loro paese con dentro una carica di "dignità" che si discosta dai

fatti che hai esposto. Delinquenti o fanatici sono estremismi che non puoi

considerare come fatti normali. Chi "sgozza" ? Io li definisco dei dementi, pazzi

criminali che avrebbero agito allo stesso modo nel loro paese.


Qui si parla di tutt'altro. Il libro riporta storie di emigrazione di un'epoca lontana

alcuni decenni ma anche storie di emigrazione di tempi recenti. Gente che è

partita lasciando quello che non aveva nella speranza di trovarlo, con un carico di

sofferenza che bisognerebbe apprezzare in questo mondo che di globale ha solo il

nome.

E' solo di questo che si voleva parlare.



P.S. ( :( )

Con dispiacere noto nelle tue risposte, e scusami se entro nel tuo mondo

personale, ma la mia è solo una sensazione,  acredine, rabbia,

un qualcosa che mi sfugge, ma che mi dà la sensazione che stai vivendo

probabilmente un periodo difficile.

O forse solo apparenza.  

O sicuramente, come sono propenso a credere, sono io che sono fuori strada.

Analizzando quello che scrivi, al di là delle idee o apperteneze, non riesco a

capirlo.

Ti chiedo scusa della divagazione. A risentirci. Ciao



«Sono sempre stato molto precoce. Una volta ho terminato un puzzle in meno di quattro giorni. E pensare che sulla scatola c'era scritto "Dai 2 ai 5 anni".»   

CLAUDIO BISIO

#6 XCXC

XCXC

    TpX2MI

  • Ambasadiani MIra
  • StellaStellaStellaStellaStellaStellaStellaStellaStellaStellaStellaStella
  • Messaggi: 17,212

Inviato 28 October 2009 - 18:56:10


scusa nn ce l'ho con te ma con l'autore del libro e con tutti coloro che pensano all'equazione IMMIGRATO=BRAVA PERSONA

NON E' VERO !!!

Tutto qui..

IMMIGRATO=PERSONA QUALUNQUE

CHE PUO' ESSERE BRAVA MA ANCHE DISONESTA, FURBA O CRIMINALE...

ne piu' ne meno come un italiano...

basta con queste DEMAGOGIA !!!





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