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La Moldova a Sochi 2014 - più polemiche che sport


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Questa discussione ha avuto 94 risposte

#81 moldsport

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Inviato 26 February 2014 - 15:55:17


Visualizza messaggioRick, su 26 February 2014 - 15:20:09, dice:

Ma .... a quando una tua opinione generale
su quello che sono state queste olimpiadi ?

Ottime,

la Russia ha assicurato un livello di protezione eccellente (perchè in molti temevano invece incidenti)

gli impianti/stadi (per altro già provati un anno fa alle pre-olimpiche di CdM) si sono dimostrati ben studiati/progettati

l'organizzazione è riuscita, avendo visto lungo, a sopperire a numerosi problemi relativi alla gestione della neve

Ci sono stati alcuni "nei"....

Uno di questi relativo alla gestione dei biglietti (gli atleti non riuscivano ad acquistarne bensì i posti c'erano)

Altri nei sono quelli relativi al pubblico e all'aria olimpica: non c'è sempre stato il tutto esaurito e l'aria

intesa come "clima/spirito olimpico"

è stata quasi sempre freddina...

La Russia ha fatto cmq la sua porca (nel senso positivo del termine) figura

e l'occidente ha sparato molte volte tanta kk non avendo motivi reali per farlo...

Ricordo che, molto umilmente, i russi si sono spesso affidati a progettisti e fornitori di tecnologie europei

....e in alcuni casi italiani (altoatesini :) ) per impianti di risalita etc...


#82 Rick

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Inviato 26 February 2014 - 18:11:54


se non sbaglio il regista delle stesse cerimonie e stato un italiano

Certo che aspettarsi turisti dopo il tam tam dei media era piuttosto velleitario .


Come sono le località di montagna , Krasnaja Poljana ha speranze di diventare una meta turistica
e le piste valgono il viaggio ?



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#83 XCXC

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Inviato 01 March 2014 - 19:16:46


Visualizza messaggiomoldsport, su 26 February 2014 - 08:57:24, dice:



la Slovenia dispone di un budget per la federazione sport invernali molto più importante rispetto a quello italiano,



nn credo...

in Italia semplicemente i soldi PUBBLICI vengono spesi malissimo ! Noi siamo bravi a creare stipendi INUTILI !!

Senza contare che i ns atleti son piuttosto choosy ! :D

Gli sportivi italiani professionisti son bravi con la lingua... parlano parlano parlano e parlano ancora...



.


#84 moldsport

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Inviato 16 April 2014 - 15:12:59


Visualizza messaggioXCXC, su 16 April 2014 - 14:51:06, dice:

E verso un Paese che nn fa emergere i talenti ed i meriti.

Mi spiace ma non ci siamo...

I Gruppi Sportivi Militari, visto che li hai citati,

rappresentano esattamente l'unica possibilità di far emergere talenti e meriti (quindi atleti)

soprattutto in quegli sport definiti "minori"

che altrimenti non troverebbero la posssibilità di formarsi e crescere

ed arrivare ad alti livelli.

Le 8 medaglie conquistate dall'Italia ai recenti Giochi di Sochi 2014

sono la più lampante delle dimostrazioni.

Esclusa Carolina Kostner (anch'essa cmq appartenente ad un GSM ma senza un vero e proprio staff tecnico)

tutti gli altri atleti sono nati tra le fila prima dei Comitati Regionali e poi cresciuti/perfezionati dagli staff dei GSM che

voglio sottolinearlo

forniscono anche tecnici qualificati (e a basso costo!) per le varie Federazioni sportive.


#85 XCXC

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Inviato 16 April 2014 - 15:19:33


a basso costo? Mah! Vorrei fare i conti alla fine! E spenderli diversamente come fanno altri Paesi ! L'Italia non e' migliore (anzi spesso e' peggiore) nelle prestazioni rispetto ad altre nazioni... quindi qualcosa nn funziona!

Diciamo che siamo bravi a fabbricare fighettini/ne !

E tornando sui costi... un atleta ci costa centinaia di migliaia di euro dai 20 anni fino alla pensione !!! Quindi x favore...

e' un privilegio che altri nn hanno

in USA i soldi se li guadagnano con gli sponsor...



.


#86 moldsport

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Inviato 16 April 2014 - 15:30:06


I Gruppi sportivi militari

esistono praticamente in tutto il mondo (ad oggi in 127 Paesi)

USA compresi! :disdain (26):

Sono la vera base di decine di discipline sportive definite "minori".

Le tue sparate

oltre che piene di inesattezze e luoghi comuni

sono veramente ridicole!


#87 XCXC

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Inviato 17 April 2014 - 00:38:39


eliminiamo gli sport minori... tanto chi se ne accorge??? :lol: :lol: :lol: :lol:



.


#88 XCXC

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Inviato 30 April 2014 - 00:41:20


Visualizza messaggioXCXC, su 01 March 2014 - 19:16:46, dice:

nn credo...

in Italia semplicemente i soldi PUBBLICI vengono spesi malissimo ! Noi siamo bravi a creare stipendi INUTILI !!

Senza contare che i ns atleti son piuttosto choosy ! :D

Gli sportivi italiani professionisti son bravi con la lingua... parlano parlano parlano e parlano ancora...

Visualizza messaggiomoldsport, su 16 April 2014 - 15:12:59, dice:

Visualizza messaggioXCXC, su 16 April 2014 - 14:51:06, dice:

E verso un Paese che nn fa emergere i talenti ed i meriti.



Mi spiace ma non ci siamo...

I Gruppi Sportivi Militari, visto che li hai citati,

rappresentano esattamente l'unica possibilità di far emergere talenti e meriti (quindi atleti)

soprattutto in quegli sport definiti "minori"

che altrimenti non troverebbero la posssibilità di formarsi e crescere

ed arrivare ad alti livelli.



Visualizza messaggioXCXC, su 16 April 2014 - 15:19:33, dice:

a basso costo? Mah! Vorrei fare i conti alla fine! E spenderli diversamente come fanno altri Paesi ! L'Italia non e' migliore (anzi spesso e' peggiore) nelle prestazioni rispetto ad altre nazioni... quindi qualcosa nn funziona!

Diciamo che siamo bravi a fabbricare fighettini/ne !

E tornando sui costi... un atleta ci costa centinaia di migliaia di euro dai 20 anni fino alla pensione !!! Quindi x favore...

e' un privilegio che altri nn hanno

in USA i soldi se li guadagnano con gli sponsor...



FINALMENTE "REPORT" LUNEDI PROSSIMO 5 MAGGIO 2014 (RAI3 ORE 21...) PORTERA' A GALLA ANCHE IL MARCIO DEI GRUPPI SPORTIVI MILITARI E NON! VEDREMO... !!!
CI SARA' COME SEMPRE DA RIDERE! NE VERRA' FUORI LA SOLITA ITALIA CHE SPENDE PIU' DEGLI ALTRI MA HA RISULTATI SEMPRE PEGGIORI!

 

ANTEPRIMA DELLA PUNTATA DEL PROX 5 MAGGIO 2014

 

 

 

 

 



Tamara Apostolico, la vera storia raccontata da lei: ecco come vengono trattati i talenti in Italia


Immagine inviata Immagine inviata

Ciao o buongiorno, non so se è meglio dare del tu o del lei in queste situazioni.
Sono Tamara Apostolico e ci terrei a rispondere in merito all’articolo che è stato pubblicato e a far sapere che fine ho fatto.

Quell’articolo è stato scritto al mese di maggio se non ricordo male, ora mi prendo la briga di raccontare tutto perché era un sassolino che già da tempo volevo togliermi dalla scarpa.
La mia disavventura nell’atletica italiana è iniziata ben prima, nel 2007 quando ho vinto la prima medaglia europea per l’Italia nel lancio del disco, e a 18 anni speravo che dopo titoli e record italiano avrei avuto la possibilità di esprimermi da professionista come avrei ben sperato. Invece mi sono vista sorpassare da atleti ritenuti “talenti” ma che a mala pena riuscivano ad ottenere il minimo di qualificazioni alle rassegne internazionali.

Passati due anni di travagli personali nel 2010 ho deciso di prendere la strada degli studi ma soprattutto, per volontà personale, ho scelto di andare ad allenarmi in Romania. Quello stesso anno sono arrivata sesta ai campionati europei u23 (dove ci terrei a sottolineare che ho gareggiato con un’influenza intestinale) e la settimana dopo ho lanciato a 2 cm dal record italiano, per 2 volte nel giro di due gare differenti.

La stagione del 2011 è stata un po’ la mia riscossa personale, nonostante dal mese di marzo abbia dovuto allenarmi in maniera centellinata a causa di fastidiose borsiti ad entrambi i tendini d’Achille: potete chiedere a Nicoleta Grasu e al ct della nazionale rumena testimonianza di questo. Fatto sta che i miei risultati non sono bastati, e nel 2010, anno in cui io ero ai box, una discobola è entrata in un gruppo sportivo con una sola stagione fatta con prestazioni nettamente inferiori e con un titolo italiano (non assoluto) vinto.

Arriviamo quindi a fine del 2011. Dopo che ad un altro gruppo sportivo mi avevano detto che avrebbero preso gente che sarebbe andata alle Olimpiadi del 2012 (cosa che puntualmente non successe nel 2012) ho deciso di andare in Ungheria per allenarmi e fare solo quello per provare a fare il minimo per le Olimpiadi. E’ stata una scelta cui sono stata anche costretta, considerato che era anche l’unica soluzione a poche ore da casa dove mi sarei allenata con gente di esperienza e di livello senza spendere una cifra esorbitante, visto che a pagare erano i miei genitori, e non sono figlia di benestanti: mio padre è un ex poliziotto e mia madre una casalinga.

Arriva il 2012. Ottengo 59,50 a Spalato (minimo B per Londra); gareggio a Praga arrivando terza e davanti alla medaglia di bronzo di Atene 2004 e davanti alla Wisniewska, terza agli europei 2010. Gareggio ad Hengelo, Zagabria; ai campionati italiani di Bressanone, quando invece sarei potuta andare alla tappa di Parigi della Golden League. Arrivo in finale agli Europei: ricordo che era dai tempi della Maffeis che una discobola non andava in finale, eppure questo non è bastato per una convocazione alle Olimpiadi, per cui bisognerebbe aprire un’altra discussione, ma soprattutto, sono stata accusata di essere andata all’estero per doparmi e questo era il motivo per cui i gruppi militari non mi avrebbero preso.

Sottolineo che a luglio, nel corso dei campionati italiani juniores, mi era stato detto dal responsabile di un gruppo sportivo che sarei entrata. Questo da giugno a settembre si è tramutato da un , ad un forse. Mi era stato detto di richiamare, cosa che ho fatto ogni mese fino a gennaio per poi sentirmi dire “no”. Ah e tra le voci di corridoio, oltre al fatto che mi dopassi era uscito che non sarei entrata perché la mia società era “amica” di Arese. Quindi pure la beffa.

Così ad ottobre 2012 prendo le mie cose e scendo ad allenarmi a Roma, in una caserma di un altro gruppo sportivo, unico posto dove la Fidal mi avrebbe pagato vitto e alloggio.

Ad ottobre sono scesa a Roma, dove mentre mi allenavo c’erano atleti che giocavano a calcio-tennis (pratica molto comune a quanto pare). E parlo di atleti pagati per allenarsi, che stavano lì e che, oltre a rischiare di infortunarsi loro stessi, hanno rischiato in più di una circostanza di far infortunare gli altri, perché spesso mentre lanciavo al coperto o facevo pesi, mi son trovata un pallone tra i piedi. Non vorrei che questi fossero tutti gli atleti italiani.

Così, una volta lì a Roma, ho chiesto al Presidente della Fidal di essere aiutata per entrare nei gruppi sportivi, cosa che mi era stata promessa assieme ad una borsa di studio. In due mesi è stato il solo Laurant Ottoz ad interessarsi della mia situazione: ha parlato con tutti i gruppi sportivi militari e quello che se n’è cavato fuori è stato più o meno un “vedremo, c’è crisi, non ha visibilità”. Questo mi ha fatto riflettere: perché dipende da me la visibilità? Credevo fossero importanti i risultati, non il fatto che bisognasse lanciare in top e mutande per attrarre ammiratori…

Ma il colmo è arrivato quando mi è stato detto “non sei raccomandata, quindi in tempo di crisi è così, o fai un risultato a livello mondiale o resti lì“. La cosa oltre ad avermi fatto arrabbiare (e molto) mi ha fatto anche capire come mai un’atleta da 1105 punti da tabella IAAF, si sia vista passare avanti da fantomatici atleti o da chi resta dentro i gruppi sportivi militari facendo la gara del paese organizzata appositamente per fare un risultato da 950 punti.

Dall’esperienza romana ho iniziato a comprendere come in un gruppo sportivo, a parte pochi davvero (che ci sono per fortuna) sono e saranno sempre premiate le persone di “compagnia”, gli atleti che fanno gruppo e sono simpatici. E così a marzo mi sono ritirata perché di fare la vita di atleta come ho sempre ammirato dell’est Europa, attenta ad alimentazione, riposo, allenamento, ed essere additata come antipatica a causa del mio impegno, mi ha portato all’esasperazione. Non si vive di gloria nè di aria.

A marzo ho preso e sono tornata a casa dove mi sono laureata in mediazione culturale per le lingue dell’Europa orientale con 102, e a maggio ho iniziato a lavorare. Ho provato per un certo periodo ad allenarmi, ma ero esausta: il fisico si è rifiutato e a settembre ho fatto una gara per chiudere la mia breve carriera. In tutto questo ho ricevuto una telefonata dal Presidente della Fidal, sotto richiesta del presidente della mia ex società, un’email da parte del responsabile del settore-disco in cui mi si proponeva di andare a Grosseto ad allenarmi e per il resto zero.

Io avevo chiesto una sola cosa, di ricevere uno stipendio per poter sopravvivere, mai ricevuto nulla di tutto ciò. L’unica persona che mi è stata vicino è stata la mia manager, Chiara Davini, per il resto posso affermare che se n’è completamente fregato.

A quelli che pensano che io mi dopassi vorrei dire una cosa: a 18 anni lanciavo 52 metri, e potevo già fare qualcosa di più; a 22 anni lanciavo 55 metri zoppicando; a 23 anni mi allenavo mattina e pomeriggio: ogni giorno con neve pioggia e spesso vento, stavo in un ambiente stimolante e soprattutto passavo ore a lanciare ogni giorno per correggere la tecnica: quindi per cortesia al posto di additarmi, consiglierei a tutti di aggiornarsi un po’ e di vedere come i veri campioni si allenano in altre nazioni. In Italia siamo indietro anni luce rispetto ad altre nazioni e soprattutto la mentalità è completamente diversa: ci si allena per ottenere risultati non per passare il tempo, e le parole “non ho voglia o non mi va” non esistono nel vocabolario degli atleti esteri. Provare per credere.


Non mi sono mai reputata un’atleta migliore di altre e mi sono sempre ritenuta una persona dal carattere difficile, questo carattere così tosto, mi ha però portato a scegliere strade difficili, perché in pochi credo sanno cosa vuol dire vivere in un paesino all’estero in cui solo 5 persone capiscono l’inglese e per il resto non si ha la possibilità di comunicare con nessuno… perché nella mia esperienza c’é anche questo. Ricordo che ho lasciato casa a 20 anni e non di certo per un Paese in cui sarebbe stato facile vivere.

Nella mia breve carriera ho fatto le mie scelte motivate dalla voglia di diventare qualcuno. La mia colpa? Il fatto che non abbia mai voluto dire Sì signore, ma ho scelto di sudare da sola e con il mio team per i risultati.



Ho pagato di persona la scelta di andare all’estero ad allenarmi senza chiedere il permesso, e questo sicuramente mi ha reso indipendente ed invisa alla federazione perché non ci si è potuti avvalorare il merito dei miei successi. E questa é una cosa che non cambierò né cambierei mai di me. Preferisco e preferirò sempre sudare per i miei piccoli risultati piuttosto che dire grazie a qualcuno per avermi fatto ottenere qualcosa.

Io comunque resto disponibile per chiunque avesse voglia di chiedere e di sapere qualcosa in più, non ho l’arroganza di sapere, ho solo l’umiltà di condividere per crescere. Grazie ancora per avermi dedicato il vostro spazio e soprattutto per esservi ricordati di me.

Tamara Apostolico





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#89 moldsport

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Inviato 30 April 2014 - 07:50:56


Aspetta di vedere la puntata....


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Inviato 13 April 2015 - 23:24:55


Sport, l'Italia fuori dal G10 delle nazioni più vincenti


Un sito americano pesa i Paesi per i trionfi in tutte le specialità. Nel 2014 primi gli Usa e la Russia, nel 2015 in testa la Francia


Jacopo Granzotto  - Gio, 09/04/2015 - 08:31


Misurare scientificamente il valore sportivo di un popolo è sempre stato complicato. Ci vuole uno che si prenda la briga di registrare i risultati di tutti, ma proprio tutti gli avvenimenti sportivi in atto nei cinque continenti e di convertirli in una classifica a punti.


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Sembra facile, anche perché entrano in gioco molti quozienti. Il problema è che per globalizzare l'universo sport e dargli una graduatoria per nazioni le Olimpiadi e il suo ufficioso medagliere non bastano. Mancano troppe discipline: mancano gli sport motoristici, manca il rugby, manca il calcio a cinque (nel quale peraltro siamo campioni d'Europa). C'è il judo ma manca il karate. Manca troppa roba, insomma.

Ci voleva un' équipe di impallinati americani, meno legati a una visione campanilistica dello sport che prevale in Italia capace di aggiornare in tempo reale risultati e classifica. Classifica che, diciamolo subito, vede ad aprile l'Italia nella top ten del 2015, classifica però nella quale è sovradimensionata l'importanza degli sport invernali (e infatti la Norvegia è terza e l'Austria sesta). Quando però si tiene conto dell'ultimo anno intero, il 2014, scivoliamo al 12° posto. Calcio a cinque, scherma, tiro a volo, Nibali, il volley e le ragazze della ginnastica ritmica ci tengono a galla.

Un gioco, ma fino a un certo punto. Questa classifica, infatti, per certi versi è molto più importante del medagliere olimpico, in cui un oro risicato nel badminton vale più di venti argenti nell'atletica. Insopportabile. No, nel sito «Greatest Sporting Nation» regna la giusta scienza. Niente di ufficiale, per carità, ma comunque un interessante indicatore per scovare pregi e difetti di ogni nazione in base alle specialità sportive. In questi numeri c'è il primato neanche troppo sorprendente della Francia (specie di nuova Spagna) che grazie a nuoto, atletica, basket e al recente titolo mondiale nella Pallamano, riesce con 116 punti a scalzare dalla vetta gli Stati Uniti fermi a 995. Usa che alla lunga però non dovrebbero avere problemi a primeggiare come al solito (Nel 2014 finì con gli Americani davanti a Russia, Germani, Cina e Francia).

Tra le curiosità ci sono il dodicesimo posto (al momento) della Spagna, che dopo un'epoca di trionfi a raffica nel calcio, nel motociclismo, nel ciclismo, nel tennis, sta vivendo una fase anticiclica, con Nadal che ha perso il primato e la Spagna che si è fatta eliminare al primo turno nell'ultimo mondiale brasiliano. Addio alle furie rosse e vincenti, ora sono una normale nazione che ogni tanto perde. Che centri qualcosa il doping?

Quanto al regolamento, tra quozienti, percentuali e statistiche (se non fosse per il sollevamento pesi e la boxe dilettantistica il Kazakistan non sarebbe nei cinquanta) ci vorrebbero due pagine di giornale per spiegarlo. Diciamo però che con 53.144 punti a disposizione in tornei di 57 sport del 2014 hanno partecipato 106 nazioni. In totale 1003 avvenimenti coperti da diretta televisiva. Ma c'è una speciale classifica che intriga ancora di più. Ed è forse lì che si misura realmente il valore sportivo di un popolo, anche a prescindere dal risultato in sé. Si chiama «Capita Cup», vince il Paese che fa più punti in base alla popolazione complessiva. In questa tabella noi italiani (siamo quasi sessanta milioni) ci comportiamo maluccio: negli ultimi due anni hanno trionfato Slovenia e Norvegia. Grazie ai velocisti Trinidad e la Giamaica riescono sempre a piazzarsi nei primi tre. Noi neanche nella top 20.

Torniamo a noi. Come finira? Ottavi nel 2012, settimi l'anno dopo, l'Italia l'anno scorso è come detto finita dodicesima. Speriamo di tornare nel G10 dello sport. Ultimo di questa divertentissima classifica (per starci bisogna perlomeno piazzarsi in qualcosa) è il Perù, preceduto da Polinesia Francese, Portorico, Venezuela, Lussemburgo e Cipro. San Marino, ottantaseisimo, li guarda dall'alto. Meglio di niente.



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