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Il matrimonio con un’italiana non salva dall’espulsione l’immigrato che fa una rapina


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Inviato 17 October 2016 - 20:31:48


Il matrimonio con un’italiana non salva dall’espulsione l’immigrato che fa una rapina

Immagine inviata

Il matrimonio e l’effettiva convivenza con una cittadina italiana non evitano la revoca del permesso di soggiorno allo straniero che commette una rapina. La Corte di cassazione, con la sentenza 19337, respinge il ricorso di un cittadino tunisino che protestava contro il provvedimento del questore che aveva “annullato” il suo permesso a restare in Italia per motivi familiari, dopo la condanna definitiva. Secondo il ricorrente il sì con un’ italiana creava un suo diritto a restare nel territorio, in nome dell’unione familiare, che poteva essere sacrificato solo se era in gioco la sicurezza dello Stato.
La sentenza

Per la Cassazione però le cose stanno in modo diverso. La titolarità del permesso di soggiorno – spiegano i giudici –consente a chi ne è in possesso di esercitare molti diritti, anche sociali, benefici che devono essere mantenuti rispettando le regole di convivenza civile, soprattutto in relazione alle violazioni delle norme penali. E la verifica sull’osservazione delle norme è stringente e basata sul caso concreto alla luce della condotta complessiva. La pericolosità sociale del cittadino straniero, può essere desunta anche da reati che mettono a rischio l’incolumità pubblica come la rapina, soprattutto se continuata come nel caso esaminato. A questo il ricorrente aggiungeva la mancanza di un lavoro fisso. Dalla sua il cittadino tunisino aveva una promessa di impiego non ancora concretizzata, un'attività di volontariato presso una Onlus e una donna italiana che lo aveva sposato e con la quale conviveva. Ma per i giudici prevale la pericolosità sociale.





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