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Il #Pontesullostretto del Menomato Morale


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Questa discussione ha avuto 2 risposte

#1 Beppe Grillo

Beppe Grillo

    MI

  • Ambasadiani MI1a
  • StellaStella
  • Messaggi: 252

Inviato 27 September 2016 - 17:18:58


renzivsrenzi.jpg

di Beppe Grillo

Il MoVimento 5 Stelle è riuscito, grazie a Virginia Raggi, a bloccare le irresponsabili Olimpiadi del 2024 a Roma, ma non siamo ancora riusciti a frenare gli appetiti malsani di chi vuole fare a tutti i costi grandi opere inutili con i soldi dei cittadini. Il Menomato Morale oggi ha detto che è pronto ad aprire i cordoni della borsa (di soldi pubblici dei cittadini) per far ripartire il progetto del Ponte sullo Stretto, un'opera costosissima, inutile e in piena zona sismica.
Un'opera che non vedrà mai la luce, già costata circa 600 milioni di euro ai contribuenti, per il quale Monti stanziò 300 milioni per il pagamento delle penali per la NON realizzazione del progetto. Secondo il piano economico, approvato dal consiglio d’amministrazione della Stretto di Messina Spa il costo dell’opera sarebbe di 8,5 miliardi di euro, mezzo Reddito di Cittadinanza con cui il M5S salverebbe 10 milioni di italiani dalla fame. Un ponte di 3.000 metri con profilo aerodinamico non è mai stato fatto prima d’ora. Non c’è la sicurezza che regga, in particolare in una zona altamente sismica (ricordate il terremoto di Messina?) e con correnti fortissime. Non gli basta il record di 80 miliardi di aumento del debito pubblico nei primi sei mesi di quest'anno, ne vuole creare altro senza portare alcun beneficio ai cittadini.
Qualche anno proprio Renzi diceva "Continuano a parlare dello Stretto di Messina, ma io dico che gli otto miliardi li dessero alle scuole per la realizzazione di nuovi edifici e per renderle piu' moderne e sicure''.
La sua parola non vale nulla.
Il 4 dicembre si avvicina.


Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it




#2 XCXC

XCXC

    TpX2MI

  • Ambasadiani MIra
  • StellaStellaStellaStellaStellaStellaStellaStellaStellaStellaStellaStella
  • Messaggi: 16,904

Inviato 27 September 2016 - 22:09:24


io sono sempre stato favorevole al ponte! Ma e' mai possibile che un'Europa ricchissima com'e' non possa permettersi un ponte cosi'? Suvvia...

Pensiamoci bene, la Sicilia tra 10 anni dovra' muoversi... i soldi non arriverrano piu' da Roma!

Nn possiamo non avere un Freccia Rossa Milano-Palermo !!!

E poi sara' un'attrazione turistica mondiale!

Bravo Renzi!


#3 XCXC

XCXC

    TpX2MI

  • Ambasadiani MIra
  • StellaStellaStellaStellaStellaStellaStellaStellaStellaStellaStellaStella
  • Messaggi: 16,904

Inviato 04 October 2016 - 20:31:09


alla faccia dei kompagnosky che pensano allo spreco di risorse per costruire il ponte...

--------

Coi soldi sprecati dalla Sicilia si potrebbe fare un Ponte sullo Stretto ogni cinque anni

La vera grande opera per la Sicilia? Via lo Statuto Speciale che ha prodotto solo sprechi e clientele. Se i costi del pubblico fossero in linea con le regioni più virtuose, ci sarebbero 2 miliardi all'anno in più da spendere. Il Ponte ne costa 8,5. Fate due conti


L’ultima scoperta è che sui 15 mila addetti della Regione Sicilia 6 mila non possono essere trasferiti: 3mila di loro - uno su cinque! - perché sono dirigenti sindacali. Tremila, perché usufruiscono dei 3 giorni di permesso al mese (e dell’intrasferibilità) previste della “legge 104” per disabilità propria o di un familiare.

Se vi sembra abbastanza per scandalizzarvi, tirate un bel respiro e aggrappatevi alla poltrona. La Sicilia, in fatto di spesa pubblica e sprechi, è qualcosa da Guinness dei Primati. La spesa per il personale pubblico è pari a 2 miliardi di euro, laddove il totale nazionale è pari a 6. Avete capito bene: un terzo della spesa nazionale per il personale finisce sull'Isola.

Andiamo avanti: la Sicilia è l’unica regione in cui i comuni spendono più del 40% di spesa corrente per il personale. Nel resto dell’Italia la media è attorno al 20%. Ancora: la sola assemblea regionale siciliana costa circa 165 milioni di euro, laddove in Lombardia ne costa 68, in Piemonte 66, in Campania 62. Costo, questo, che oltre allo straboccante peso dei dipendenti è anche figlio di una classe politica che recentemente la Corte dei Conti ha definito come “la più costosa d'Europa”. Una classe politica che si fa rimborsare, pro capite, circa 28 caffè al giorno, per 365 giorni l’anno, festivi compresi. Che nel 2014 ha subito condanne per danno erariale pari a 39 milioni di euro (record!). E che in piena buriana da patto di stabilità si ritrova sindaci di piccoli comuni che alzano il gettore di presenza per i consiglieri comunali del 417%.

Dimenticavamo: il bilancio 2015 della Regione Sicilia è in disavanzo di 6,19 miliardi e un accordo Stato-Sicilia ha concesso all’Isola che la compartecipazione agli introiti Irpef passi dai 500 milioni del 2016 a 1,7 miliardi nel 2018. In cambio, la Regione dovrà tagliare il 3% di spesa corrente, a partire dal 2017.


La spesa per il personale pubblico siciliano è pari a 2 miliardi di euro, su un totale nazionale che è pari a 6. La Sicilia è l’unica regione in cui i comuni spendono più del 40% di spesa corrente per il personale. Nel resto dell’Italia la media è attorno al 20%. Ancora: la sola assemblea regionale siciliana costa circa 165 milioni di euro, laddove in Lombardia ne costa 68, in Piemonte 66, in Campania 62



Non sappiamo se ce la faranno. Quel che bisognerebbe mandare a memoria, piuttosto, è che quando si parla di sprechi, di spese inutili e di costi fuori controllo a proposito della Sicilia forse parlare del Ponte sullo Stretto è quantomeno fuori luogo. Un’opera cara, certo. Una cattedrale nel deserto il cui unico indotto che produrrebbe è costruirla, probabilmente. Un’opera, tuttavia, che costerebbe 8,5 miliardi di euro, più o meno cinque anni di stipendi pubblici siciliani. O, se preferite, un anno e mezzo di perdite della Regione. E che i 600 milioni di euro che si calcolano come già spesi per i lavori preliminari dal 1870 a oggi, sono più o meno pari a quel che l’Assemblea Regionale Siciliana ha speso in più di quella lombarda negli ultimi sei anni.

Tutto questo per dire una cosa: che la più grande opera pubblica che si può fare in Sicilia è abolire quell’autonomia che in settant’anni ha prodotto solo sprechi, clientele e assistenzialismo, facendo precipitare l’isola in una situazione di sottosviluppo strutturale che poco ha da spartire con le sue enormi potenzialità. E che molto ha contribuito al consolidamento del potere mafioso.

Al di là del Ponte e dell’alta velocità ferroviaria tra Napoli e Palermo, che permetterebbero di raggiungere il capoluogo siciliano da Roma in sei ore, contro le 11 attuali, si potrebbero fare un sacco di cose, in Sicilia. Filippo Romeo, il Direttore del Programma “Infrastrutture e Sviluppo Territoriale” dell’Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie, ne ha tracciato un bel quadro su Formiche, giusto ieri. Parla, Romeo, di “un hub aeroportuale, ovvero un raccordo degli aeroporti attuali, migliorati e potenziati, al centro della Sicilia per intercettare le rotte che arrivano dall’Asia e dalle Americhe per poi distribuire il traffico all’interno del Mediterraneo, verso l’Europa e verso l’Africa”. E ancora, del collegamento dei porti con le linee di alta velocità e capacità, ancora tutta da costruire. Su cui si innesta, ovviamente, anche il Ponte.

“Un tale sistema di infrastrutture logistiche integrate - conclude Romeo - consentirebbe di intercettare tutti i traffici che passano per Suez e garantirebbe alle merci ed al prodotto industriale italiano di andare sui mercati internazionali con un 25% di costo in meno”. Fosse anche la metà, sarebbe abbastanza. Investimenti costosi, certo. Ma sappiamo dov’è la spesa pubblica improduttiva e dove tagliarla, perlomeno in Sicilia. E se non facciamo niente - come Italia, non solo come Sicilia - siamo semplicemente complici del suo sottosviluppo. E del nostro declino.





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