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...ARRIDATECE BUSH !!!! E BRAVO PUTIN....


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Questa discussione ha avuto 81 risposte

#21 moldsport

moldsport

    TpMI

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Inviato 08 October 2015 - 21:10:28


Visualizza messaggiomoldsport il 08 October 2015 - 20:48:29 ha detto:

la notizia non è stata ancora confermata ne' smentita dai diretti interessati

L'agenzia di stampa iraniana IRNA, nel parlare di un oggetto caduto ed esploso in territorio iraniano, mette la foto di un drone senza però confermare che di drone si tratti

http://www.irna.ir/fa/News/81789206/


Il governatore della provincia iraniana dell'azerbaijan occidentale ha parlato di un oggetto non identificato caduto ed esploso nella zona di Takab

Mentre la Russia smentisce la "perdita" di missili e dice che tutti hanno centrato il target

Ha proprio ragione XCXC

Visualizza messaggioXCXC il 08 October 2015 - 16:41:00 ha detto:


notizie vere o false tanto in guerra sono tutte balle !





Tutto spento...pilota contento, tutto acceso...pilota un po' teso.
http://flyone.aero/

#22 XCXC

XCXC

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Inviato 08 October 2015 - 22:54:28


obamino noi ci siamo rotti il c***o dei tuoi errori che si susseguono da anni ormai! Guarda Marino che ha avuto un momento di orgoglio e si e' dimesso... tu hai causato solo casini nel mediterraneo e in medio-oriente! Lascia perdere... arridatece Bush !!!


Ora Obama chiede scusa per la strage di Kunduz

Dalla Casa Bianca sono partite due telefonate in cui il presidente statunitense si è detto profondamente colpito dal tragico errore

Luca Romano  - Mer, 07/10/2015 - 22:19


Alla fine le scuse per le bombe americane sull’ospedale di Medici senza frontiere in Afghanistan sono arrivate.


Immagine inviata

Ed a porgerle ai vertici dell’organizzazione umanitaria, ma anche al presidente afghano Ashraf Ghani, è stato Barack Obama in persona. Dalla Casa Bianca sono partite due telefonate, in cui il presidente statunitense si è detto profondamente colpito dal tragico errore, assicurando il massimo della trasparenza sulle responsabilità. E per individuare queste ultime il Pentagono ha avviato un’indagine che farà luce su quanto accaduto. E su come un errore così grave possa essere stato compiuto dai vertici militari Usa che coordinano le operazioni in Afghanistan.

"Sarà un’indagine completa e trasparente", ha confermato da Roma dove è in visita il segretario americano alla Difesa, Ash Carter. "Appena arriveranno i risultati - ha aggiunto - gli Stati Uniti si assumeranno tutte le loro responsabilità".
E già si parla anche della possibilità di un risarcimento non solo per i danni, ma soprattutto per le vittime, quelle "vite innocenti" - come le ha definite lo stesso Carter - spente per sbaglio nel corso di un raid Usa.
Il presidente di Medici senza frontiere, Joanne Liu, ha detto di aver apprezzato la chiamata di Obama. Ma insiste su un punto: serve un’inchiesta indipendente sui fatti di Kunduz, affidata alla Commissione internazionale sui diritti umani, come previsto dai protocolli aggiuntivi alle convenzioni di Ginevra.

"Questo - ha aggiunto Liu - è l’unico organo che può lavorare alla verità, istituito specificamente per investigare le violazioni del diritto internazionale umanitario". Intanto, per quel che riguarda la permanenza delle truppe Usa in Afghanistan anche dopo il 2016, oramai sembra più di un’ipotesi.

Sarà la Nato a prendere "gli impegni necessari per garantire la nostra continua presenza nel futuro immediato" dell’Afghanistan, ha spiegato Carter. Aggiungendo però come una cosa sia certa: "Non ci sono dubbi che questo succederà. Faremo in modo che vi siano contingenti e strutture necessarie ad una transizione autosufficiente" del Paese. Più cauta sulla possibilità di un proseguimento della missione oltre i termini stabiliti è stata il ministro della Difesa Roberta Pinotti. "Abbiamo valutato la situazione e sottolineato che dopo tutto il lavoro fatto non lasceremo solo l’Afghanistan", ha spiegato, sottolineando che "l’impegno a sostenere le forze armate afghane anche finanziariamente è un prezzo per garantire la sicurezza di quel Paese". Ma al momento, ha concluso, "non ci sono decisioni nuove o diverse".


#23 Rick

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    Medaglie



Inviato 08 October 2015 - 23:45:27


Visualizza messaggiomoldsport il 08 October 2015 - 20:48:29 ha detto:

3 strutture sanitarie gestite da Physicians for Human Rights.

a sissi

ong newyorkese .... e non dico altro


come le notizie riportate acriticamente dai media occidentali

basate sui comunicati stampa

della sedicente ONG "Osservatorio siriano per i diritti umani,"

che ha sede a Londra ed è gestita da un fondamentalista schierato con i ribelli


Una volta mi chiedevo perchè i russi non gestiscono meglio le pubbliche relazioni con il mondo occidentale

oggi sono convinto che fanno + che bene a fottersene

e ad andare dritti per la loro strada senza guardare in faccia a nessuno


è ciò che preferisco di loro  !



Immagine inviata


#24 Rick

Rick

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    Medaglie



Inviato 08 October 2015 - 23:48:01


Visualizza messaggiogiemme74 il 08 October 2015 - 20:56:26 ha detto:

ho sentito che putin avrebbe sgozzato 20 vergini per propiziarsi gli dei in occasione dei bombardamenti in siria...

cit. "Se sono solo chiacchiere questo non lo so

certo che se la notizia fosse vera"

sarebbe proprio un gran cattivone !

ma intanto la notizia gira e rigira .....



Immagine inviata


#25 XCXC

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Inviato 10 October 2015 - 00:45:25


Immagine inviata 8 ott 2015 09:55
PUTIN, COSI' SI SCONFIGGE L'ISIS

– LA RUSSIA PUÒ FINALMENTE COMBATTERE SENZA NASCONDERSI E BOMBARDA LA SIRIA DAL MARE

– SHOW TECNOLOGICO CHE GONFIA I MUSCOLI DELLA NAZIONE

– L’IMPOTENZA AMERICANA E LA NO-FLY ZONE VOLUTA DA KERRY CHE VA A FARSI FRIGGERE

Per Mosca è un giorno memorabile. La guerra è stata negata in Cecenia, in Georgia e in Ucraina, ma in Siria viene finalmente esibita la potenza bellica del Paese, che conta di anche di vendere più armi in giro per il mondo. Gli Stati Uniti stanno a guardare, preoccupati di evitare scontri accidentali con le forze russe…

1. LA PRIMA GUERRA ALLA LUCE DEL SOLE. LO ZAR FA DIMENTICARE L’UCRAINA
Anna Zafesova per “la Stampa

Immagine inviata PUTIN

Vladimir Putin festeggia i suoi 63 anni non soltanto con i soliti auguri da politici, giornali e privati cittadini che fanno a gara a omaggiarlo, e con la tradizionale partita serale a hockey a Sochi, ma anche con fuochi d’artificio molto speciali. Il regalo di compleanno dei militari russi è stato l’utilizzo - per la prima volta in un teatro di guerra, sottolineano con orgoglio gli alti gradi del ministero della Difesa - dei missili lanciati contro la Siria dalle navi nel Mar Caspio. Un giorno memorabile.

È la prima volta in quasi vent’anni che la Russia può fare la guerra liberamente, senza guardarsi le spalle. In Cecenia doveva nascondersi dietro l’eufemismo della «operazione antiterroristica», in Georgia negava metà di quello che faceva, in Crimea al posto dei soldati russi c’erano gli «omini verdi» e nel Donbass addirittura non c’era nessuno: Mosca ha sempre negato il suo coinvolgimento nel conflitto, ammettendo al massimo la presenza di qualche «volontario in congedo» e bollando i droni, i militari catturati, i carri armati e i razzi multipli come allucinazione degli ucraini e calunnia della Nato.

Immagine inviata MISSILI RUSSI IN SIRIA

Armi moderne
Ora il Cremlino prova l’enorme sollievo di fare finalmente una guerra a faccia scoperta, con strombazzanti annunci di raid completati con successo, vantandosi in pubblico delle nuove armi sfoderate e mostrando in tv le modernissime basi dei piloti russi a Latakia e i filmati delle bombe sganciate. I russi finalmente vivono il loro momento da americani, anche perché il nemico è lontano e comunque non produce sensi di colpa inevitabili quando si combatte contro gli ex fratelli sovietici che parlano la stessa lingua.

Immagine inviata RUSSIA BOMBARDA LA SIRIA

Quella in Siria è una guerra esteticamente gradevole, con i caccia che solcano i cieli, moralmente non impegnativa, mediaticamente scenografica e tecnologicamente efficiente.

Permette a Putin di collaudare e sfoggiare le sue armi nuove, in una vetrina pubblicitaria senza precedenti, dai missili ai caccia Sukhoi-30, e di mostrare di avere un armata temibile e moderna. Il presidente si è detto ieri molto soddisfatto del «buon lavoro del complesso militar-industriale», i critici che sostenevano che la Russia mandasse ai saloni internazionali sempre gli stessi prototipi sono stati per ora tacitati e a Mosca si spera in un shopping massiccio dopo le sfilate siriane.

Volontari dal Donbass
Una «piccola guerra vittoriosa», auspicano le Izvestia, perfetta per far pubblicità alle armi russe e risollevare il morale del pubblico dopo l’abbandono, di fatto, dell’Ucraina. Mentre i media russi, come per incanto, si sono scordati di Kiev per concentrarsi su Damasco, la Siria potrebbe anche distrarre e assorbire i «volontari del Donbass», troppo irrequieti e arrabbiati per tornare in patria.

Immagine inviata BOMBARDAMENTI RUSSI IN SIRIA

La posizione della Mosca ufficiale resta quella di limitarsi a un’operazione aerea, ma il Pentagono ha già notato carri e artiglieria russi vicino a Latakia, e esponenti della Duma fanno capire che i «volontari» russi potranno arruolarsi con Assad.

L’operazione di terra su larga scala però è un terreno dove Putin per ora non vuole spingersi, sia perché - come l’esperienza dell’Afghanistan insegna - l’opinione pubblica russa non manda giù facilmente le bare dei soldati che arrivano da Paesi troppo lontani ed esotici, sia perché in realtà (come si è visto anche in Ucraina), i reparti russi di fanteria e parà con un addestramento di livello sono troppo pochi, e la supremazia tecnologica (come si è visto in Cecenia e in Iraq) sul terreno non è più così evidente.

Immagine inviata LA SIRIA TRA ISIS REGIME E RIBELLI

Ci sono già stati casi di militari russi che si sono rifiutati di andare in Siria, e l’entusiasmo dei russi, nonostante la propaganda, per ora non sembra molto alto.


2. OBAMA RIMANE SPIAZZATO. ADDIO AL PIANO PER UNA NO FLY ZONE
Francesco Semprini per “la Stampa

Evitare «un ingaggio» diretto tra forze statunitensi e russe. È la priorità assoluta che l’amministrazione di Barack Obama si è posta in questa precisa fase della crisi siriana. Un «target» di breve periodo certo, ma anche l’unico che emerge in maniera netta in questo frangente in cui le contromosse degli Usa e degli alleati occidentali appaiono non andare oltre reiterate dichiarazioni di circostanza.

Mentre la Russia procede a tambur battente con i raid nei cieli della Siria e le armate di Bashar al Assad e gli alleati sciiti si preparano alle controffensive sulle forze di opposizione al regime.

Immagine inviata OBAMA E PUTIN

Divergenze con Kerry
Le prove muscolari di Mosca lasciano spazi di manovra assai ridotti, come dimostra il fallimento della «no fly-zone» sulla Siria, voluta con forza da John Kerry. Opzione che il segretario di Stato avrebbe rilanciato in un recentissimo incontro del National Security Council, nonostante lo scetticismo di Obama.

L’ostinazione del capo di Foggy Bottom avrebbe irritato lo stesso inquilino della Casa Bianca, convinto che un divieto di volo non sarebbe stato preso sul serio da nessuno, Mosca in primis. Difficile dar torto a Obama, che più pragmaticamente pensa ad avviare quello che viene chiamato un «de-conflict», allentamento del conflitto. «In questo momento l’obiettivo è impedire che si crei uno scontro diretto tra forze americane e russe», spiegano fonti informate a «La Stampa», secondo cui è chiaro che la Russia sta agendo molto poco contro lo Stato islamico e in maniera ben più incisiva contro le forze anti-Assad.

Immagine inviata MISSILI IN RUSSIA

«La Russia sta colpendo le forze moderate con le quali gli Usa stanno cercando di operare, anziché combattere i gruppi estremisti», proseguono le fonti secondo cui questo sarà un boomerang per il Cremlino, destinato a diventare l’obiettivo principale del radicalismo islamico fuori e dentro i confini nazionali.

Isolati nella regione

Secondo Washington, Mosca si sta mettendo nei guai da sola, ma nel frattempo occorre impedire che ci sia uno scontro diretto con le forze russe. «A questo punto non si tratta di collaborare, visto che Mosca non sta cooperando con gli Usa neppure in Iraq - spiegano le fonti - ma almeno impedire situazioni in cui le forze Usa colpiscono quelle russe e viceversa». Ipotesi non poi così lontana, visto che il Pentagono riferisce che almeno un velivolo militare Usa ha dovuto modificare la sua rotta in Siria, per evitare di avvicinarsi in maniera troppo pericolosa a un jet russo.

Immagine inviata MISSILI IN RUSSIA

Del resto anche Washington ha la sue responsabilità, come ci spiega Robert Baer, ex capo operativo della Cia in Medio Oriente, secondo cui «gli Usa non sono mai stati così isolati nella regione come in questo momento». La situazione a suo parere è figlia di una «politica miope», ma anche di una «cecità dell’intelligence». «Gli Usa non hanno contatti con nessuno, Siria, Isis, Al Nusra, milizie sciite e Iran - avverte - gli unici con cui parlano sono i giordani». La soluzione secondo l’ispiratore del film «Syriana», è una sola: «Avviare un dialogo con Teheran e Mosca, e subito. O con l’entrata a spinta della Russia in Siria, il rischio più imminente è l’invasione dell’Europa da parte di milioni di rifugiati».

Immagine inviata PUTIN GIOCA A HOKEY


#26 XCXC

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Inviato 10 October 2015 - 00:47:27


Immagine inviata 8 ott 2015 10:31
IL VERO AMMAZZA-CALIFFO

– CON L’ATTACCO IN SIRIA PUTIN RIFILA UNA LEZIONE DI POLITICA A OBAMA, PRENDE IL POSTO DEGLI USA E GUIDA LA NUOVA COALIZIONE CONTRO L’ISIS

– CON LUI CI SONO L’IRAN, L’IRAQ E ASSAD

– ACCORDI ANCHE CON ISRAELE PER EVITARE COLLISIONI (VIDEO)

Mosca parla di “11 obiettivi Isis colpiti, portando a 112 il totale in sette giorni”. Ma le forze armate turche, che controllano l’area con radaer e satelliti Nato, dicono che “in quell’area lo Stato Islamico non c’è”. Il Dipartimento di Stato Usa conferma: “Oltre il 90% dei raid russi non ha colpito l’Isis o gruppi affiliati ad Al Qaeda”…



Maurizio Molinari per “la Stampa

Immagine inviata RUSSIA BOMBARDA SIRIA

È una pioggia di missili russi dal Mar Caspio che apre la strada all’offensiva di terra di Bashar al Assad contro i ribelli. Ad una settimana dall’inizio dei raid sulla Siria, Vladimir Putin lancia l’attacco militare russo più massiccio dalla fine della Guerra Fredda.
Poco prima dell’alba da quattro navi lanciamissili in navigazione nel Mar Caspio partono almeno 26 missili Kalibr, l’equivalente dei Tomahawk americani.

Ognuno porta fino a 2300 kg di esplosivo a destinazione su obiettivi distanti circa 1500 km. La rotta che seguono descrive la mappa della coalizione guidata dal Cremlino: sorvolano l’Iran di Ali Khamenei e attraversano l’Iraq di Haider Al-Abadi per piombare sulla Siria Occidentale con una raffica di esplosioni percepita quasi come un sisma nelle province di Idilib e Hama.

Immagine inviata RUSSIA BOMBARDA SIRIA


Tempesta di fuoco
Il ministro della Difesa di Mosca Sergei Shoigu parla di «11 obiettivi di Isis colpiti, portando a 112 il totale in sette giorni» ma i comandi turchi, che controllano l’area con radar e satelliti Nato, ribattono che «in quell’area lo Stato Islamico non c’è» e i Kalibr ne avrebbero centrati «solo 2». Più tardi il Dipartimento di Stato Usa conferma: «Oltre il 90% dei raid russi non hanno colpito l’Isis o gruppi affiliati ad Al Qaeda».

È una tempesta di fuoco a cui seguono i raid aerei. Sono almeno 37 gli attacchi dei caccia decollati dalle basi lungo la costa alawita. I Sukhoi-30 sono padroni dello spazio aereo, i Sukhoi-24 eseguono gli attacchi a terra. Bersagliano a Jabal al-Zawiya e Jisr al-Shughour le posizioni dei ribelli islamici della coalizione di Jaish al-Fatah, composta da gruppi sostenuti da Arabia Saudita, Turchia e Qatar più Al Nusra, emanazione di Al Qaeda.

Immagine inviata RUSSIA BOMBARDA SIRIA

L’intento non è solo demolire postazioni fortificate, comandi, campi di addestramento e arsenali ma terrorizzare il nemico. Fargli sentire tutta la potenza del fuoco russo. Impossibile una valutazione delle perdite inflitte ma dalle zone più colpite Tajammu Alezzah, comandante di un gruppo filo-Usa, fa arrivare all’Associated Press un sms: «È iniziata l’offensiva di terra».

È il suono dell’artiglieria russa posizionata a Morek, lungo l’autostrada Damasco-Aleppo, che accompagna le avanzate di truppe siriane lungo tre direttive fra Latameh e Kfar Zeita. Siamo nel Nord della provincia di Hama, nelle aree rurali confinanti con la provincia di Idlib, finora saldamente nelle mani dei ribelli. Il comando russo ha deciso di sfondare dove il nemico si sente più forte e manda avanti la fanteria d’assalto siriana.

Immagine inviata RUSSIA BOMBARDA SIRIA

Ahmad al Ahmad, attivista di Idlib, parla di «un fronte di avanzata di 16 km» con «iraniani e russi che affiancano i siriani» preceduti da blindati e tank. «Abbiamo distrutto due carri siriani, ma ne hanno dozzine» dice Ahmad. Mortai dei ribelli cadono a Baalbeck, culla di Hezbollah in Libano, ferendo cinque militari.

L’uso soverchiante della forza nelle avanzate è la tattica degli ufficiali russi, proietta potenza militare e superiorità psicologica. È un rullo compressore per riprendere il controllo dell’autostrada Damasco-Aleppo, bloccata dai ribelli dal 2012, e incunearsi in profondità nelle roccaforti nemiche.

Immagine inviata RUSSIA BOMBARDA SIRIA

I «comitati locali di combattimento» usano i missili anti-tank Usa, forniti dai sauditi, mentre i siriani hanno la copertura degli elicotteri russi. Le operazioni militari sono a tal punto intense che il Pentagono fa invertire la rotta a un suo aereo in Siria per evitare la «zona a rischio». È una decisione che sembra un riconoscimento del nuovo ruolo russo.

Il plauso del Cremlino
È una guerra anche di immagini. Il Cremlino diffonde la foto di Putin con il ministro Shoigu, seduti uno di fronte all’altro nello studio del presidente attorno alle mappe delle operazioni, e poi il video del lancio dei missili con traiettorie e obiettivi su mappe tridimensionali. L’intento è trasmettere l’immagine di una leadership forte alla guida di un esercito hi-tech.

Immagine inviata RUSSIA BOMBARDA LA SIRIA

Le parole attribuite a Putin sono: «I militari lavorano bene, dimostrano ottima preparazione». È un modo per dire che la Russia è tornata potenza: adopera il Mar Caspio come il Pentagono fece con il Mar Rosso negli interventi in Iraq e Libia, nel 2003 e 2011; lancia un numero di cruise che rivaleggia con il debutto di Iraqi Freedom contro Saddam; dimostra coordinamento con gli alleati di terra.

Ron Ben Ishai, analista militare a Tel Aviv, parla di «Russia con nuovo status militare globale» capace di «evitare i cieli turchi passando sopra Iran e Iraq perché alleati» nonché impegnata a testare «armi e tattiche nuove come fecero i tedeschi con gli Stukas nella guerra di Spagna». Jeffrey White, veterano del Pentagono in forza al Washington Institute aggiunge:

Immagine inviata MISSILI RUSSI IN SIRIA

«La presenza militare russa in Medio Oriente non sarà facile da rimuovere» in maniera analoga a «Crimea, Ucraina e Georgia». L’unico fastidio operativo sono i jet turchi sui confini siriani e, per il terzo giorno di seguito, l’antiaerea siriana li «illumina» con un avvertimento esplicito sui rischi che corrono.

Baghdad si allinea a Mosca
Mosca si prepara a estendere le operazioni all’Iraq. A Baghdad i partiti sciiti al governo chiedono al premier Haider Al-Abadi di «chiedere ai russi di colpire Isis anche qui». Dietro c’è l’Iran che vuole l’Iraq a pieno titolo nella coalizione. L’altro tassello del mosaico russo è Israele: il vice capo di Stato Maggiore Nikolai Bogdanovsky ha incontrato il parigrado Yair Golan nel ministero della Difesa a Tel Aviv definendo il coordinamento militare per evitare collisioni in Siria.

Immagine inviata MISSILI RUSSI IN SIRIA

E ancora: Mosca invia ingenti quantitativi di armi ai peshmerga curdi in Iraq. Putin li vuole dentro il patto «anti-Isis» che sta già ridisegnando un Medio Oriente. Come finora riusciva solo agli Stati Uniti.


#27 Rick

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Inviato 10 October 2015 - 12:46:14


la vera sconfitta USA è gia bella e che servita da mesi

è quella politica

sancita dal volta faccia di Iraq ed Afghanistan

che della loro presenza/interferenza non ne possono + da molto tempo

e preferiscono di gran lunga legarsi ai russi

Si verrà così a creare in medio oriente

un blocco Iran iraq siria afghanistan

che se non vogliamo dire essere filo russo

sarà cmq sicuramente anti usa


Il tutto ricordiamoci in un quadro di poltica internazionale

che vede la russia come unico paese legittimamente presente .


Non sarà facile rimuovere la presenza russa in siria scrive ....

quasi fosse un intruso negli affari sporchi occidentali

E' questo il modo in cui si ragiona ad occidente !



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#28 Rick

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Inviato 14 October 2015 - 19:45:02


e così gli USA escono allo scoperto chiarendo una volta per tutte chi combatte e per cosa


Siria, dagli Usa 50 tonnellate di munizioni ai ribelli


Gli Stati Uniti hanno fornito nelle ultime ore almeno 50 tonnellate di munizioni ai ribelli anti-Assad nel nord della Siria. Lo riferisce la Cnn. Il materiale e' stato paracadutato nella notte tra domenica e lunedì da alcuni aerei cargo.

http://www.ansa.it/s...aa357a968d.html



qualcuno mi spieghera un giorno del perchè

la russia è stata sanzionata per il supporto ai ribelli dell'est ukr

mentre gli usa per il supporto ai ribelli siriani non lo è ?



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#29 giemme74

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Inviato 15 October 2015 - 07:34:17


Siria, Putin: “Usa hanno il cervello in pappa, non condividono notizie su Isis”


Dal forum economico di Mosca, il leader del Cremlino ha fatto sapere di aver proposto un incontro con gli Stati Uniti per risolvere la crisi, ma finora non ha ricevuto nessuna risposta

“Credo che alcuni nostri partner semplicemente abbiano ilcervello in pappa”. E’ la critica sferzante che Vladimir Putin ha lanciato agli Stati Uniti, colpevoli – a suo avviso – di non condividere con Mosca informazioni d’intelligence sulla Siria. “Questo non è un gioco”, attacca il presidente russo durante il forum economico “Russia calling” di Mosca.
Abbiamo chiesto (agli Usa, ndr) di darci gli obiettivi che loro considerano al 100% di terroristi. Ma la loro risposta è stata: no, non siamo pronti. Poi abbiamo pensato e fatto un’altra domanda: potreste dirci dove non dobbiamo bombardare? Non c’è stata alcuna risposta”, aggiunge il leader del Cremlino che ha fatto sapere di aver proposto agli Usa “un incontro ad alto livello politico e militare a Mosca” sulla questione siriana. La Russia è pronta a “mandare una grande delegazione a Washington” con a capo il premier Dmitri Medvedev. Ma “finora”, dice Putin, non c’è stata nessuna reazione.


che figure da cioccolatai...




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#30 Rick

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Inviato 15 October 2015 - 12:22:33


Visualizza messaggiogiemme74 il 15 October 2015 - 07:34:17 ha detto:

che figure da cioccolatai...

questa è la cosa + bella dell'intervento russo

il castello di ipocrisie occidentali saltato per aria :D


ma leggete i media anglo sassoni

ed i commenti dei lettori soprattutto

vedrete come anche da loro l'opinione pubblica ha oramai aperto gli occhi !



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