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W L'ITALIA, TOPIC PATRIOTTICO TRICOLORE DEDICATO AL SUO 150° COMPLEANNO :)


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Questa discussione ha avuto 216 risposte

#31 XCXC

XCXC

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Inviato 25 April 2011 - 20:42:11


Per il matrimonio dell'anno William indosserà una camicia made in Italy
di Vincenzo Rutigliano

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Dalla Puglia la camicia del principe (LaPresse)

Per il matrimonio più atteso dell'anno c'è un tocco di "made in Italy" che attende solo di essere indossato. È la camicia bianca che il principe William indosserà il 29 aprile per le sue nozze con Kate Middleton. A tagliarla, cucirne le parti, rifinirla con filo di seta, bottoni di purissima madreperla nascosti (solo uno esterno), asole ricamate a mano (ovviamente con filo di Scozia), collo diplomatico con lista alta, perché slancia di più, e punte non molto rigide, è stato un giovane sarto di Ginosa di Puglia, nel tarantino.

Lui, Angelo Inglese (nomen omen) è arrivato alla corte britannica quasi per caso, attraverso altri clienti famosi. Il passaparola ha funzionato: i sarti del principe lo hanno cercato e il sarto pugliese si è messo all'opera. A gennaio sono arrivate da Londra le misure di collo, torace e braccia del rampollo reale, poi Inglese ha realizzato il prototipo e lo ha spedito per la prima misura. Quindi il ritorno nel centro tarantino per il varo finale. «Tutto è stato fatto a mano – spiega il 38enne Angelo Inglese che nella sartoria paterna, nata nel 1955, lavora sin da bambino –. Dal taglio del tessuto, il popeline, il cotone che prende il nome dai papi che lo usavano per le loro tuniche, all'assemblaggio delle parti, ai colli e ai polsi, alle rifiniture».


Tempo impiegato per questi 19 passaggi, compresa stiratura, piega a mano con lo straccetto umido e confezionamento in scatola? Poco meno di quaranta ore e poi la camicia è stata spedita a Londra, pronta per la cerimonia nell'abbazia di Westminster. Normalmente i tempi di lavorazione sfiorano le 25 ore, ma per l'erede della corona inglese l'attenzione è stata ancora più alta per ottenere una vestibilità perfetta e conferire alla camicia nuziale un aspetto classico, ma innovativo e giovanile al tempo stesso. Sulla differenza di ore di lavorazione Inglese è democratico: «Pure per le altre camicie – dice – riserviamo ai clienti lo stesso trattamento del principe William, ora più ora meno».

Per questa piccola sartoria di provincia – il fatturato annuo è di poco inferiore ai 500mila euro, realizzato per il 70% all'estero – il primogenito di Carlo e Diana d'Inghilterra è, sinora, il cliente più noto che da lustro a un lungo lavoro di ricerca artigianale della qualità (il tessuto, per esempio, è solo quello di cotonifici svizzeri), qualità che ha portato le camicie Inglese in tutto il mondo. A cominciare dal Giappone, per poi proseguire con l'Europa, soprattutto Belgio, Olanda e Norvegia. E in futuro? «In questi mesi – conclude – stiamo guardando con interesse agli Stati Uniti, poi nel prossimo periodo ci concentreremo anche su India e Cina». Ma le radici rimangono a Ginosa dove Inglese progetta uno show room in un frantoio oleario dismesso e il nuovo laboratorio sartoriale nel palazzo dell'Arciprete, del 1600.


#32 XCXC

XCXC

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Inviato 28 April 2011 - 20:55:03


Aventador, il jet da strada firmato Lamborghini

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di Mario Cianflone

Infrange il muro dei tre secondi per arrivare a 100 km/h, ha una struttura portante in fibra di carbonio leggera e al tempo stesso estremamente rigida e robusta. Ecco la nuova Lamborghini Aventador, che dopo il debutto statico a marzo al salone viene svelata all'autodromo di Vallelunga. Sostituisce la Murcièlago ed è spinta da un poderoso motore, tutto nuovo, è un V12 da 700 cavalli ed è l'ultimo esponente della razza dei "dodici cilindri" della Casa di Sant'agata.
la Lamborghini Aventador LP 700-4, nata da un progetto totalmente nuovo, la Casa di Sant'Agata Bolognese definisce un nuovo punto di riferimento nel mondo delle supercar sportive.
Il peso a secco di solo 1.575 chilogrammi (3.472 lb), molto basso per un'auto di questa categoria, si traduce in un rapporto peso potenza di 2,25 kg/CV (4,96 lb/CV). L'eccezionale valore di accelerazione di 2,9 secondi da 0 a 100 km/h e la velocità massima di 350 km/h (217 mph) riescono a descrivere solo in modo incompleto le performance estreme della Lamborghini Aventador, che nonostante il chiaro incremento delle potenza (+8%) fa registrare valori di consumo e di emissioni di CO2 inferiori del 20% rispetto al modello precedente.
Il cambio Lamborghini ISR (Independent Shifting Rods) ha sette marce e la trazione è integrale permanente e quattro ruote motrici. La distribuzione della coppia tra le ruote anteriori e posteriori avviene tramite un ripartitore di coppia Haldex gestito elettronicamente, che nell'arco di pochi millisecondi è capace di adeguare la ripartizione alle condizioni dinamiche della vettura. Un ulteriore incremento delle caratteristiche di handling della vettura, basato sulla ripartizione ottimale della coppia, è ottenuto con il differenziale posteriore autobloccante e con il differenziale anteriore gestito elettronicamente dall'ESP. Il sistema Drive Select Mode permette di adeguare il comportamento dinamico del veicolo alle preferenze specifiche del guidatore, offrendo le modalità "Strada", "Sport" e "Corsa" per selezionare diverse configurazioni di gestione motore, cambio, distribuzione di coppia alle ruote e sterzo.
Dal punto di vista del design, l'Aventador si ispira ai jet da guerra, ma rispetta il DNA stilistico della Casa del Toro.
Il prezzo? Un dettaglio da 300 mila euro. Prossimamente la prova della supercar sulla pagina dei motori del Sole 24 Ore e sul canale Motori24.it.

Video ufficiale Lamborghini Aventador









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#33 XCXC

XCXC

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Inviato 01 May 2011 - 18:54:42


Cinecittà svela al pubblico la magia dei set. C'è Roma imperiale ma anche la New York di Scorsese

di Emanuele Bigi

"Cinecittà si mostra" al pubblico, per la prima volta dopo 74 anni     «Cinecittà è una parola magica», così lo scenografo premio Oscar Dante Ferretti definisce gli studi cinematografici inaugurati da Mussolini nel 1937. Dopo 74 anni "Cinecittà si mostra"  al pubblico con un'esposizione allestita nelle palazzine Fellini e  Presidenziale e con l'apertura straordinaria di tre set. Si potrà  visitare la via di casa Martini (conosciuta grazie alla fiction «Un  medico in famiglia»), lo splendido boulevard di Broadway di fine  Ottocento ricostruito proprio da Ferretti per il film di Martin Scorsese «Gangs of New York» e duemila metri quadrati della Roma imperiale utilizzati per la serie tv della HBO, «Rome».

  Il Teatro 5 di Fellini
Un'occasione unica (fino a novembre) per respirare da vicino i  segreti, la storia e le pulsioni della settima arte e di un luogo  inscindibile da Federico Fellini («è  la mia casa» diceva). Il suo Teatro 5 è ancora lì che svetta, mentre  l'enorme testa di statua utilizzata nella scenografia de «Il Casanova»  ci proietta nella mostra. Questo dovrebbe essere il viatico per la  realizzazione di un museo del cinema permanente.



Il lungo corridoio della palazzina Presidenziale è costellato di  immagini che si passano il testimone a intervalli frenetici, sono i  proiettori a cadenzarne il ritmo. Camminiamo sopra i volti del nostro  cinema e non solo. Insomma si entra a tutti gli effetti nella macchina  produttiva di un film. Ci accolgono le frasi tratte dalle sceneggiature  di «Medea», «Ludwig», di «C'era una volta in America» e di «La tigre e  la neve» per sottolineare come tutto il processo parte dalla pagina  scritta. Poi appaiono i bellissimi costumi e gli oggetti indossati dagli  attori che giravano proprio negli studi di via Tuscolana.

Ecco le croci e gli anelli cardinalizi voluti da Nanni Morettiper il suo «Habemus Papam» (c'è anche il vestito bianco di Papa Melville-Michel Piccoli), il busto del Settecento del «Viaggio di capitan Fracassa» di Ettore Scola, una serie di accessori che hanno ornano i gladiatori di «Rome» e ancora: gli abiti di Elizabeth Taylore Richard Burton realizzati per il kolossal «Cleopatra», il saio di Sean Connery, indimenticabile ne «Il nome della rosa» e l'inconfondibile vestito del Marchese del Grillo. Chi non lo ricorda indosso ad Alberto Sordi?

  Le scenografie
La sala dedicata alla scenografia ospita i bozzetti originali del  «Barone di Münchausen» firmati Ferretti, gli schizzi della fumeria  d'oppio di «C'era una volta in America» ad opera di Carlo Simi,  alcuni arredi del «Paziente inglese» il trono e il ventaglio egizio di  «Cleopatra» e il delfino in legno di «Ben Hur». Il pianeta cinema,  insieme a tutti i suoi codici espressivi, si materializza davanti agli  occhi. Chiudono la prima parte dell'esposizione le sezioni dedicate alla  post-produzione (montaggio, effetti speciali, ecc.).

  I provini famosi
Divertenti e curiosi sono i provini sostenuti al Centro Sperimentale  di Cinematografia da alcuni attori italiani poi diventati famosi, come Riccardo Scamarcio che interpreta un pubblico ministero che accusa lo stesso Scamarcio (uno spasso), Alba Rohrwacher, Valentina Lodovini e Stefania Rocca.  Fanno parte dell'allestimento della palazzina Fellini anche i bozzetti  dei progetti di Cinecittà, realizzati da Gino Peressutti, i commenti  video dei molti registi che hanno girato qui, da Sergio Leone a Mario Monicelli, da Roberto Benigni a Pupi Avati. Poi catalizza l'attenzione una frase pronunciata da Francis Ford Coppola: «Cinecittà è come Hollywood, un luogo dove si può fare qualsiasi cosa». Il luogo dei sogni.

  Cinecittà si mostra
Via Tuscolana 1055
Fino a novembre


Curatrice Elisabetta Bruscolini


www.cinecittasimostra.it
www.cinecittastusios.it



http://www.ilsole24o...l?uuid=Aa9nbtSD


#34 XCXC

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Inviato 19 May 2011 - 00:53:40


Space Shuttle Endeavour STS-134 Mission


per la prima volta, nella stazione internazionale orbitante, 2 astronauti europei della stessa nazionalita'...

...gli italiani Paolo Nespoli e Roberto Vittori


nespoliiss.jpg

vittorispace.jpg

vittori.jpg



e siccome i media fanno sempre, e solo, vedere la partenza... questo e' l'arrivo sulla ISS :) (18/05/2011)









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#35 XCXC

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Inviato 23 May 2011 - 23:59:25


chiamate interspaziali...

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Il Presidente Napolitano chiama gli astronauti italiani...









Il Papa Benedetto XVI chiama gli astronauti...










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#36 XCXC

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Inviato 03 June 2011 - 01:38:55


Grandi Chef Nel Mondo: Andrea Berton

chef al ristorante Trussardi alla Scala a Milano

http://www.la7.tv/ri...ssetid=50215722

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#37 XCXC

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Inviato 05 July 2011 - 00:37:14


Visualizza messaggioXCXC il 28-Apr-2011 21:55 ha detto:

Aventador, il jet da strada firmato Lamborghini

Allegato attachment

di Mario Cianflone

Infrange il muro dei tre secondi per arrivare a 100 km/h, ha una struttura portante in fibra di carbonio leggera e al tempo stesso estremamente rigida e robusta. Ecco la nuova Lamborghini Aventador, che dopo il debutto statico a marzo al salone viene svelata all'autodromo di Vallelunga. Sostituisce la Murcièlago ed è spinta da un poderoso motore, tutto nuovo, è un V12 da 700 cavalli ed è l'ultimo esponente della razza dei "dodici cilindri" della Casa di Sant'agata.
la Lamborghini Aventador LP 700-4, nata da un progetto totalmente nuovo, la Casa di Sant'Agata Bolognese definisce un nuovo punto di riferimento nel mondo delle supercar sportive.
Il peso a secco di solo 1.575 chilogrammi (3.472 lb), molto basso per un'auto di questa categoria, si traduce in un rapporto peso potenza di 2,25 kg/CV (4,96 lb/CV). L'eccezionale valore di accelerazione di 2,9 secondi da 0 a 100 km/h e la velocità massima di 350 km/h (217 mph) riescono a descrivere solo in modo incompleto le performance estreme della Lamborghini Aventador, che nonostante il chiaro incremento delle potenza (+8%) fa registrare valori di consumo e di emissioni di CO2 inferiori del 20% rispetto al modello precedente.
Il cambio Lamborghini ISR (Independent Shifting Rods) ha sette marce e la trazione è integrale permanente e quattro ruote motrici. La distribuzione della coppia tra le ruote anteriori e posteriori avviene tramite un ripartitore di coppia Haldex gestito elettronicamente, che nell'arco di pochi millisecondi è capace di adeguare la ripartizione alle condizioni dinamiche della vettura. Un ulteriore incremento delle caratteristiche di handling della vettura, basato sulla ripartizione ottimale della coppia, è ottenuto con il differenziale posteriore autobloccante e con il differenziale anteriore gestito elettronicamente dall'ESP. Il sistema Drive Select Mode permette di adeguare il comportamento dinamico del veicolo alle preferenze specifiche del guidatore, offrendo le modalità "Strada", "Sport" e "Corsa" per selezionare diverse configurazioni di gestione motore, cambio, distribuzione di coppia alle ruote e sterzo.
Dal punto di vista del design, l'Aventador si ispira ai jet da guerra, ma rispetta il DNA stilistico della Casa del Toro.
Il prezzo? Un dettaglio da 300 mila euro. Prossimamente la prova della supercar sulla pagina dei motori del Sole 24 Ore e sul canale Motori24.it.

Video ufficiale Lamborghini Aventador









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BATMAN, MICA SCEMO: ECCO LA LAMBORGHINI AVENTADOR 2012 DI "DARK KNIGHT RISES"...


Batman sfreccierà per le strade di Gotham facendo da 0-60 (miglia/h) in 2.9 secondi sulla nuovissima 2012 Lamborghini Aventador nel film "Dark Knoght Rises". Nel film precedente, sempre diretto da Christopher Nolan, il supereroe miliardario guidava una LP640 Murcielago.


Batman Rises In a 2012 Lamborghini Aventador

By Carlos Matias, | Jun 29, 2011 | 1:30 pm | Permalink



User posted image




The Dark Knight will be racing through the mean streets of Gotham doing 0-60 in 2.9 seconds in a brand new 2012 Lamborghini Aventador for his next film, Batman: The Dark Knight Rises. For the third film in the series directed by Christopher Nolan, the billionaire bad boy has upgraded his previous Lamborghini LP640 Murcielago, which was used in Batman: The Dark Knight, for a new toy, the Lamborghini Aventador. Someone over at Luxury4Play.com got their greasy little hands on some flicks of the Italian Stallion while on the set of the film. Aventador means “blow” in spanish, which is exactly what you’ll be on the receiving end of if you can get behind the wheel of this mean machine.




[via German Car Blog]


#38 XCXC

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Inviato 04 August 2011 - 21:13:31


Controlli sul Campanile
con la gru più alta d'Italia

                                  
Sono iniziate le operazioni sul Campanile di Giotto con   l'autogru alta 104 metri, la più alta utilizzata in Italia. Per la prima   volta gli interventi riguarderanno anche la cima, fino ad ora   irraggiungibile
                                  di GERARDO ADINOLFI

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Anche il campanile più bello d' Italia ha   bisogno di  periodici e  accurati controlli. Ed è così che per  curare   il naturale degrado dei  marmi rossi e verdi del Campanile  di Giotto è   stata utilizzata, per la  prima volta, un' autogru  ritenuta dai tecnici   e dagli addetti ai lavori  la più alta  attualmente esistente in   Italia. Centoquattro metri di  altezza  dal suolo, supportata da un   carro di diciassette metri di   lunghezzae di nove metri di larghezza   con gli stabilizzatori  aperti, l'  autogru HLA 104 supera per la prima   volta in  altezza il Campanile,  permettendo ai restauratori dell' Opera   di  Santa Maria del Fiore di  raggiungere la sommità del  Campanile e   di individuare le eventuali  piccole corrosioni dovute  alle intemperie.   Che gli operai avranno il  compito, se  necessario, di restaurare con   opere di manutenzione e di   monitoraggio periodico. Operazioni annuali   necessarie per la   conservazione dei monumenti dirette, con l'   autorizzazione della   Soprintendenza, dall' ufficio tecnico dell' Opera   di Santa Maria  del  Fiore, che si occupa della cura di tutto il   complesso della  cattedrale  di Firenze. Sotto gli occhi dei turisti di   piazza del  Duomo gli  interventi sono iniziati oggi  e, spiegano gli    addetti ai lavori, avranno una durata di tre  giorni.
Primo step   questa mattina dalle 8 alle 11. Poi altre cinque ore nel pomeriggio, e   così fino a giovedì. "Abbiamo controllato un lato del campanile e per   ora non ci sono problemi sostanziali. Direi che è in buona salute", ha   detto Paolo Bianchini, responsabile dell'ufficio tecnico dell'Opa.   Bianchini ha escluso comunque l'effetto smog sul monumento: "Sopra i 30   metri Firenze è spazzata dal vento e quindi ciò che è così in alto non   risente particolarmente dell'inquinamento".


L' utilizzo dell'    autogru, proveniente da Ravenna e  progettata da una casa costruttrice    finlandese, la Bronto  Skylift, semplificherà il lavoro degli    scalpellini e dei  restauratori, che non dovranno più trasformarsi in     provetti alpinisti per raggiungere la cima del Campanile di  Giotto,    alto ottantaquattro metri. Fino ad ora, nei precedenti  interventi, si    erano raggiunti al massimo settantacinque metri di  altezza che    rendevano impossibile avvicinarsi agli ultimi nove  metri della sommità    del Campanile, se non con calate dall'  alto. L' aggetto delle mensole    della terrazza terminale del  Campanile consentiva agli operai che si    calavano in cordata di  avvicinarsi solo parzialmente al rivestimento    sottostante di  marmo. Mentre i controlli non potevano essere effettuati    per le  porzioni poste sotto le stesse mensole. Problemi risolti,    invece,  con la nuova piattaforma utilizzata per la prima volta in     Toscana. Iniziato da Giotto nel 1334, il Campanile di Santa Maria  del    Fiore rappresenta la più importante testimonianza  dell' architettura    gotica fiorentina del Trecento.                                                                                                                                                                           (02 agosto 2011)                    

firenze.repubblica.it/cronaca/2011/08/02/news/controlli_sul_campanile_con_la_gru_pi_alta_d_italia-19911425/


#39 sergio3

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Inviato 18 August 2011 - 08:42:01


Ieri mattina si è spento a Varese Claudio Castiglioni, titolare della CA.GI.VA--fautore del made in italy (Padania) delle più belle moto mai costruite:



Una vita di corsa cavalcando il mito delle due ruote
Jacopo GilibertoCronologia articolo18 agosto 2011
Questo articolo è stato pubblicato il 18 agosto 2011 alle ore 06:40.



«Le moto sono oggetti che fanno sognare. Hanno colori e suoni diversi, hanno forme che rivelano l'ispirazione di chi le ha concepite. A volte queste creazioni sono autentici oggetti d'arte motoristica che trasformano il progettista in artista».
Sono parole di Claudio Castiglioni, 64 anni, industriale morto ieri mattina in ospedale a Varese per una forma tumorale che ha vinto anni di ricerche forsennate di una cura. Il funerale sarà domani alle 14 a Varese. Il gruppo Mv Agusta Motors passa al figlio Giovanni.
Claudio Castiglioni è stato uno dei geni del motociclismo italiano nel mondo. Qualche nome passato per le sue mani: Cagiva, Mv Agusta, Ducati, Morini, Husqvarna. Dalla sua capacità di "vedere oltre" sono arrivate vittorie sulle piste e sulle dune dei deserti, e sono nate motociclette diventate classici, come la Monster che nel '93 creò il segmento delle moto "nude" e che dopo due decenni è ancora un mulo che tira le vendite della Ducati.
Visionario e carismatico, dalla personalità vivacissima e acuta, generoso fino allo spreco, infaticabile, Castiglioni è arrivato troppo spesso in anticipo, lasciando a volte che altri raccogliessero i frutti delle sue intuizioni quando erano giunti a maturazione. Per questo Castiglioni è stato un imprenditore controverso, a volte in lotta con i conti economici e con esperienze finite male.
Sul filo della memoria. Dal '78, partendo dalla fabbrica del padre Giovanni(minuterie metalliche Castiglioni Giovanni Varese, CaGiVa), rilevò il vecchio stabilimento Aermacchi di Schiranna e costruì la casa motociclistica Cagiva. Simbolo, un elefantino. Moto di punta, la piccola Mito e una moto da fuoristrada "enduro" di nome Elefant che vinceva nella Parigi-Dakar.
Sul finire degli anni 80 cominciò il periodo delle acquisizioni di marchi pieni di gloria e vuoti di mercato. Case motociclistiche decotte. Ducati (rimasta nel gruppo fino al 1996), Moto Morini (sino al 1999), la svedese Husqvarna (ora Bmw), nel '92 Mv Agusta con la memoria delle vittorie di Giacomo Agostini (oggi non ancora superato nemmeno da Valentino Rossi).
Castiglioni, con i designer Massimo Tamburini e Miguel Galluzzi, risvegliò la Ducati che pareva morta. Le moto di allora sono ancora oggi oggetti di culto, come la Monster (ancora in produzione, aggiornata nelle linee) e come la Ducati 916.
La Mv Agusta, che prima di Castiglioni era finita, riscoprì la livrea rossa e argento e si presentò con i modelli F4 e Brutale, di bellezza senza pari e con tecnologie di raffinatezza invidiata ancora oggi.
La Mv Agusta ha una sua storia speciale: nata un secolo fa come Meccaniche Verghera all'interno del gruppo aeronautico Agusta, dagli anni 40 si concentrò nella produzione di motorette e poi di moto da gara, caratterizzate dalla livrea a due colori. Negli anni 60 e 70 era la moto che, cavalcata da Agostini, vinceva ogni gara.
Con la malese Proton tentò di rilanciare la Morini per farne un produttore massivo destinato ai mercati emergenti.
Se il business faticava, le coppe arrivavano in serie.
Un po' alla volta, Castiglioni chiuse o cedette tutte le attività proprio quando le vendite ripartivano e i listini si erano arricchiti di modelli appetiti in tutto il mondo. Addio anche alle Fonderie di Dongo, all'import di Harley Davidson (marchio poi riscoperto da Carlo Talamo), alla vetturetta da spiaggia Mini Moke e infine alla Mv Agusta (comprata dalla statunitense Harley Davidson) e all'azienda di famiglia, Cagiva.
Ma un anno fa la rivincita: nell'agosto scorso Castiglioni si ricomprava dalla Harley Davidson il gruppo Mv Agusta-Cagiva. E ne lasciava la conduzione al figlio Giovanni, appassionato del marchio.
Un cenno al domani del gruppo. Presentata l'anno passato, ecco in arrivo la Mv Agusta F3, con tre cilindri. Consolidato l'avvenire del marchio principale, Giovanni Castiglioni poi potrà dedicarsi a rafforzare la casa motociclistica di famiglia, la Cagiva, Castiglioni Giovanni Varese. Con il rimpianto.



Io non mi sento italiano, voglio resistere e insorgere


#40 XCXC

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Inviato 06 October 2011 - 22:44:51


Una breve intervista a Renzo Piano, l'architetto italiano (forse l'unico) che ha sempre rifiutato la collusione politica-architettura. E per lavorare ha dovuto partecipare ai concorsi internazionali (che all'estero si fanno anche per la cuccia del cane).

Il risultato pero'... e' che Renzo Piano e' oggi il piu' grande architetto italiano vivente!










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